Harry Potter: l'analisi della saga che ha stregato una generazione

Harry Potter continua ancora oggi ad appassionare milioni di fan in tutto il mondo. Ma quali e quanti sono gli elementi che hanno funzionato di più?

Harry Potter: l'analisi della saga che ha stregato una generazione
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Harry Potter rimane ancora oggi uno dei casi editoriali più incredibili degli ultimi decenni, visto che la fortunata serie di romanzi scritti da J.K. Rowling è arrivata a vendere più di 500 milioni di copie in tutto il mondo, numeri davvero da capogiro capaci di rivaleggiare anche con i classici della letteratura più famosi.
Un universo così vario e sfaccettato, profondamente incentrato su un processo di world building pensato fin nei minimi dettagli, non poteva non dar vita anche a un numero altissimo di prodotti derivati, tra cui gli immancabili film che, fin dal primo La Pietra Filosofale, hanno aumentato a dismisura la popolarità del protagonista.
Un'opera fortemente ancorata all'immaginario fantasy capace di puntare senza problemi anche agli stilemi del racconto di formazione, che ha saputo accompagnare un'intera generazione di lettori verso l'età adulta (in maniera analoga ai protagonisti del libro e dei film).
In questo speciale proveremo quindi a ripercorrere in breve i fulcri tematici delle varie pellicole di Harry Potter, focalizzandoci anche sui vari personaggi chiave e sull'intera eredità lasciata da un'opera così radicata nell'immaginario pop collettivo.

Da La Pietra Filosofale a Il Calice di Fuoco

Con Harry Potter e la Pietra Filosofale, arrivato nel 2001 per la regia di Chris Columbus, gli spettatori vengono trasportati in una Londra contemporanea dove la magia esiste e un giovane (all'apparenza) come tanti, tale Harry Potter, scopre di possedere delle abilità magiche uniche. Parte così il suo viaggio verso Hogwarts, dove fa la conoscenza di numerosi personaggi che in alcuni casi diverranno anche suoi amici fraterni, come Ron (interpretato da Rupert Grint) ed Hermione (Emma Watson) o terribili rivali, come il dispotico Draco Malfoy di Tom Felton.
L'enorme lavoro svolto in quanto a world building viene fuori fin dalla prima pellicola, grazie a tutta una serie di elementi (sia enormi che infinitesimali) atti a creare una mitologia potteriana, fatta di oggetti e creature fantastiche spesso celate alle persone comuni senza alcun tipo di potere magico chiamate babbani, ma ben radicate nell'universo stregonesco delle varie pellicole.
Dall'immenso quanto misterioso castello di Hogwarts, dotato di infiniti segreti, scale magiche capaci di cambiare posizione a seconda del loro volere e spiriti dispettosi in grado di svolazzare ovunque, fino al vero e proprio mondo speculare dei maghi, con regole e leggi molto precise a governarlo, il primo Harry Potter diviene così un ottimo punto di partenza per settare tutti gli elementi cardine della saga.
Fin dall'inizio, è anche presente la minaccia costante di Lord Voldemort, il caratteristico villain che già dal primo film proverà con ogni mezzo a dare del filo da torcere tanto a Harry quanto ai suoi inseparabili amici.

È stato fatto un ottimo lavoro anche per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, riuscendo a far appassionare il pubblico a figure iconiche come la professoressa McGranitt, il professor Piton, il preside Albus Silente e moltissimi altri comprimari, tra cui il guardiacaccia Hagrid.
Nel corso della prima opera fa anche la sua comparsa l'iconico binario nove e tre quarti, così come il cappello parlante in grado di assegnare i vari studenti alle casate di Grifondoro, Tassorosso, Serpeverde e Corvonero, ponendo ancora una volta le basi dell'intero immaginario della saga.
Se quindi il primo film ha avuto il grande merito di racchiudere nell'arco della sua intera durata tanti elementi concettuali in maniera armonica, con le tre successive opere si è via via cercato di dare sempre più risalto ai vari personaggi in campo e alle loro vicissitudini.
Tutti gli elementi di contorno capaci inizialmente di puntare su un forte sense of wonder (basti pensare anche a dettagli come i giornali con le immagini in movimento) sono via via stati assimilati sempre più dal pubblico, riuscendo così a rendere reale un mondo profondamente immaginifico quanto fantastico.

I vari momenti rituali dell'arrivo a Hogwarts (talvolta problematici, basti pensare ai Dissennatori del terzo capitolo) sono così diventati parte della magia della saga, allo stesso modo di rivedere un particolare personaggio, ora cresciuto, interagire nuovamente con i protagonisti.
In sostanza, i primi quattro film della saga hanno puntato sapientemente tanto sulle corde del fantasy che sul mood avventuroso, spesso tendendo gli occhi verso un'impostazione leggermente dark, che andando avanti ha preso sempre più piede.
Con Il calice di fuoco si è assistito poi al passaggio di Harry all'età adulta, testimoniato dalla stessa rinascita di Lord Voldemort, pronto a portare devastazione ovunque servendosi dei suoi fedeli Mangiamorte.
Di grande impatto ovviamente numerose trovate stilistiche e concettuali presenti nei vari film, dalla cervellotica sequenza con protagonista la GiraTempo, così come le immancabili partite di Quidditch, fino al confronto con ostacoli di ogni sorta, dalla scacchiera gigante al celebre Platano Picchiatore.

Da L'ordine della Fenice a I Doni della Morte

Con L'Ordine della Fenice, David Yates trasporta la saga verso un periodo composto da alti e bassi stilistici.
Seppur molti fan del brand siano riusciti ad accogliere positivamente anche il quinto e il sesto capitolo, purtroppo i vari tagli effettuati (per questioni di praticità) nel tentativo di condensare i principali eventi dei libri al cinema hanno portato a opere in realtà non così riuscite nella loro totalità.
Questo sia per una propensione alla spettacolarità inferiore rispetto a quanto visto in passato, sia per determinate sequenze virtualmente molto interessanti (come il passato di Voldemort visto nel sesto capitolo) spogliate della loro epicità e spesso sviluppate in maniera esageratamente semplicistica.
Lo stesso scontro tra Albus e Voldemort nel quinto film è in realtà poco approfondito e incapace di raggiungere il pathos di quanto visto nell'evocativo duello tra Harry e Colui che non deve essere nominato, portando di conseguenza anche la sesta pellicola a non brillare particolarmente in nessun aspetto.

Con I Doni della Morte, fortunatamente, la saga è riuscita a ritrovare la retta via, ponendoci di fronte a uno scenario da resa dei conti cupo e dal ritmo sincopato (soprattutto per quanto riguarda il finale), riavvicinandosi a un buon grado di epicità attraverso l'esplosiva Parte 2 che ha saputo in qualche modo sopperire alle mancanze strutturali dei film precedenti, soprattutto per quanto riguarda la spettacolarità dura e pura.
Ovviamente, anche in questo caso i vari rimaneggiamenti e omissioni di determinate parti hanno indispettito i fan più accaniti della saga, seppur il risultato finale, se visto in un'ottica di stampo generale (anche in virtù delle logiche che muovono i blockbuster) può ritenersi soddisfacente.

Da La Maledizione dell'Erede ad Animali Fantastici

Dopo la fine della saga classica, impossibile non pensare comunque a un qualche tipo di proseguimento (sia diretto che spirituale) dell'intero brand, ed è così che con sempre più insistenza si è iniziato a vociferare addirittura di un seguito della storia, che si è poi concretizzato nell'opera teatrale La Maledizione dell'erede, che inizia quasi vent'anni dopo la fine dell'ultimo libro.

Nonostante l'opera non sia riuscita a far breccia nel cuore dei fan, non è sicuramente da escludere, magari in futuro, una possibile trasposizione cinematografica, seppur al momento l'intera eredità del franchise è stata portata avanti dalla serie filmica Animali Fantastici, con protagonista Eddie Redmayne nei panni di Newt Scamander.
L'intera Pottermania non accenna comunque a scemare minimamente neanche oggi, visto che nel prossimo futuro il pubblico potrà di nuovo entrare nell'universo di Hogwarts attraverso la serie tv dedicata, a testimonianza di quanto l'intero brand sia ancora più forte che mai.

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