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Guardiani della Galassia Vol. 3 senza James Gunn: tutte le novità sul film

Il punto della situazione sul cinecomic Marvel Studios più problematico di sempre, senza più una sua identità stilistica dopo il licenziamento di Gunn.

speciale Guardiani della Galassia Vol. 3 senza James Gunn: tutte le novità sul film
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Mentre attendiamo fiduciosi l'arrivo dei prossimi Captain Marvel, Avengers: Endgame e Spider-Man: Far From Home, i Marvel Studios lavorano alacremente allo sviluppo della Fase 4. Non è poi neanche sicuro si chiami Fase 4, perché dopo Endgame - a quanto pare - il Marvel Cinematic Universe muterà pelle, evolverà in qualcosa di più grande e diversificato.
Conosciamo già alcuni progetti del futuro Marvel al cinema, che comprenderanno i sequel di Black Panther e Doctor Strange - da poco confermato -, un adattamento degli Eterni, uno stand-alone dedicato a Vedova Nera e anche il primo supereroe di rappresentanza asiatica, Shang-Chi.
Fin qui, nulla di problematico - almeno per il momento -, ma è quando si va a toccare il tasto Guardiani della Galassia Vol. 3 che il nervo scoperto comincia a far male. Perché tra tutti i progetti passati e futuri della compagnia guidata da Kevin Feige, proprio il terzo capitolo dedicato a Star-Lord e compagnia è probabilmente il cinecomic con la storia produttiva più travagliata insieme ad Ant-Man e Thor: The Dark World.
Niente di relativo alla qualità del film, però, perché il quesito principale è tutto legato al licenziamento di James Gunn e a una pericolosa e fisiologica perdita di identità stilistica, che è poi in tutto e per tutto la chiave del successo del franchise. La Marvel si sta comunque muovendo per portarlo in sala senza il regista originale, passato nel frattempo alla concorrenza per Suicide Squad 2, ma c'è ancora una fitta nube di incertezze a coprire il film.

Cambiamenti

Guardiani della Galassia Vol. 3 doveva essere il titolo apripista della Fase 4 del MCU: uscita fissata per il 2020 e sceneggiatura completata. Il caso Twitter di James Gunn e il successivo licenziamento hanno poi scombussolato tutti i piani, con la Marvel tutt'altro che disposta a rinunciare a un brand tanto amato e lodato da critica e pubblico.
Si sono aperti allora dei tavoli per discutere della cessione dei diritti della sceneggiatura, che è poi l'elemento principale che importava avere allo studio: l'estro essenziale di Gunn è soprattutto nella scrittura, nell'insano equilibrio tra dramma e commedia, nella battuta improvvisata, nell'ironia non sense come guida virtuosa e illuminata del franchise. Si può anche rinunciare al "Gunn regista" - ma ci sarebbe da obiettare -, ma al "Gunn scrittore" forse no.
Così infatti è stato, visto che la Marvel è entrata in possesso della sceneggiatura, pagando profumatamente l'ex-collaboratore e chiudendo definitivamente i rapporti tra mille polemiche. Dato però il dilungamento delle trattative, la ricerca di un nuovo regista e tutta una serie di conseguenze produttive sempre legate all'addio di Gunn, i Marvel Studios hanno scelto di posticipare Guardiani della Galassia Vol. 3 almeno fino al 2021, anno non d'uscita del film ma di presumibile inizio produzione, con una release quindi rimandata fino al 2022 o 2023. Da progetto apripista della Fase 4, insomma, il film è passato a quasi fanalino di coda del macro-insieme, lasciando Kevin Feige e compagni con l'arduo compito di trovare un degno sostituto di James Gunn. Un'impresa sempre più drammatica.
I Marvel Studios non hanno la benché minima idea di chi possa prendere le redini di un franchise dall'anima tanto identitaria, profondamente legato allo stile e al pensiero artistico-liberale del co-fondatore della Troma. Cosa fare: ripartire con un piccolo autore indie lasciandogli libertà creativa e improvvisazione artistica, così da rimodellare il franchise rompendo i canoni gunniani, o scegliere un autore mediamente navigato nei film studio, da manipolare all'occorrenza obbligandolo a rispettare lo stile registico di Gunn? E perché no, visto il periodo: uomo o donna?
Una situazione davvero tragica - artisticamente parlando -, eppure nel corso dell'autunno ormai agli sgoccioli sono venute fuori diverse idee, nessuna delle quali è stata al momento confermata.

La prima è stata quella di ingaggiare una regista donna, anche se non è stato fatto alcun nome. Da lì è poi spuntato dal nulla un rumor molto interessante, completamente agli antipodi all'idea di una regista. Guardando al sito The DisInsider, infatti, è venuto fuori il nome di Travis Knight, regista dell'ultimo (e riuscitissimo!) Bumblebee e autore di diversi progetti in stop-motion per la LAIKA Studios, tra cui il bel Kubo e la Spada Magica. Un nome a dire il vero più che adatto a prendere in mano il franchise, peccato che lo stesso regista abbia ribadito recentemente "l'intenzione di ritornare al mondo della stop-motion dopo l'esperienza Bumblebee".
Certo, sono dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano, specie poi se il cachet offerto è davvero ghiotto per non accettare, ma l'idea pubblica che traspare dalle parole di Knight è che, nell'immediato futuro, l'animazione tornerà a ricoprire per lui un ruolo centrale. In fondo mancano ancora tre anni prima che la produzione di Guardiani della Galassia Vol. 3 possa iniziare, ovvero parliamo di un arco di tempo funzionale per il ritorno di Knight alla stop-motion e un successivo sconfinamento in un altro grande film studio. Per ora, infatti, il suo resta il nome più papabile.

Insieme a Knight, comunque, è trapelato anche un altro regista, questa volta segnalato da Birth.Movies.Death. Chi? Il Paul Feig del reboot al femminile di Ghostbusters, di le Amiche della Sposa e dell'ultimo Un semplice favore. Un cineasta molto vicino alla commedia, che non ha paura delle lamentele dei fan e che in generale non se la cava poi così male nel gestire ironia non sense e improvvisazione. C'è anche da dire che, in questo caso, Feig non dovrebbe neanche dirigere un film sceneggiato da lui, ma adoperarsi alacremente per portare sul grande schermo e nel migliore dei modi possibili la storia di Gunn, mettendoci ovviamente del suo nell'immagine, meno nel contenuto.
Un regista, Feig, che non piace molto al fandom dopo il suo approccio al franchise dei Ghostbusters, ma che potrebbe mantenere intatta quella verve leggera in termini d'atmosfera, anche se poi - qualitativamente e tecnicamente parlando - non è un filmmaker che punta al virtuosismo stilistico o a un preciso studio della scena, come potrebbe invece fare Travis Knight.
Come spiegavamo, a prescindere dal regista, il compito principale sarà quello di traslare su schermo la visione di Gunn, a quanto pare pensata per "divertire e commuovere". Il giornalista Peter Sciretta di Slashfilm ha infatti rivelato recentemente di aver parlato con due persone differenti, entrambe tra le poche che hanno avuto modo di leggere per intero la sceneggiatura dell'ex-regista del franchise. Cosa hanno detto? Che lo script di Guardiani della Galassia Vol. 3 li ha "profondamente commossi", dando un'ulteriore spinta ai fan di tutto il mondo per rimpiangere una volta di più il licenziamento di James Gunn.

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