Goodyear e il cinema: una storia d'amore sempre attuale

La famosa casa produttrice di pneumatici da corsa condivide con la Settima Arte un'ormai lunga collaborazione di genere che non conosce tramonto.

Goodyear e il cinema: una storia d'amore sempre attuale
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Conoscete il concetto di Economia Affettiva? Si tratta di un modo di interpretare il marketing attraverso la componente emozionale nelle scelte che determinano alla fine le decisioni dei consumatori. Si può dire che non conti più l'iterazione unica del soggetto ma la somma delle varie iterazioni, quasi fosse un percorso intimo verso la scelta insistita di un brand, un modo di creare attraverso l'amore per un marchio una fidelizzazione a lungo termine. Ed è per questo che sotto il tetto dell'Economia Affettiva i brand diventano lovemarks, sostituto ideale del concetto stesso di marca.
La Goodyear Tire & Rubber Company o più semplicemente Goodyear, storica casa di pneumatici fondata da Fred Seiberling nel 1898, si può considerare oggi a tutti gli effetti un lovemark, perché sfrutta nel suo mercato così particolare un modus operandi comunicativo che punta al cuore dei consumatori, risultando riconoscibile, affidabile, creando ricordi capaci di esulare direttamente dalla gomma e dalla strada. Lo fa attraverso un marketing trans-mediale, cioè coprendo più o meno a 360° ogni angolo mediatico possibile e arrivando a coinvolgere mentalmente ed emotivamente utenti e futuri acquirenti.

Esattamente come Coca Cola - per citarne uno dei più famosi -, Goodyear ha così instaurato ormai da anni un rapporto di collaborazione importante col mondo dell'intrattenimento, specie per quanto riguarda il cinema, mezzo di comunicazione grazie al quale si è resa distinguibile a tal punto agli occhi del pubblico da poter chiedere loro un investimento in fedeltà che va oltre la mera ragione.
Una "storia d'amore", dunque, che va avanti da tempo e che vogliamo oggi ripercorrere con voi in queste righe, parlando di alcuni titoli che più di altri hanno aiutato la compagnia in questa strategia comunicativa, soffermandoci su alcune particolarità essenziali di ogni film.

Ritorno al Futuro

La trilogia di Ritorno al Futuro firmata da Robert Zemeckis è un cult se non addirittura un classico della fantascienza cinematografica, che poco ha in verità a che fare con il mondo delle corse o dell'automobilismo se non fosse per la presenza della mitica DeLorean DMC-12 del Dottor. Emmett Brown. La macchina del tempo della saga è infatti notoriamente e letteralmente una macchina; parte integrante e necessaria dell'auto sono proprio i suoi pneumatici. E sì, la DeLorean già nel 1985, nel primo capitolo, montava proprio un treno di gomme firmate Goodyear, per l'esattezza le Eagle GT. Quando nel 2015 si sono tenuti i festeggiamenti per celebrare il giorno esatto in cui Martin McFly raggiunse il futuro (21 ottobre 2015), la Goodyear allestì davanti a una delle proprie officine una sorta di pit stop per una replica fedele della DeLorean, così da regalarle un veloce cambio gomme prima del suo lungo viaggio.

In questo contesto, Goodyear è stata una presenza celata ma costante, entrando però di diritto nella storia del cinema grazie a una delle trilogie di genere più amate della settima arte. Forse più indirettamente che in altri progetti, ma è la comunicazione a contare e il ricordo che la stessa Goodyear ha prontamente deciso di rammentare ai consumatori e al pubblico partecipando alle iniziative per festeggiare la saga, esempio perfetto di marketing affettivo.

Cars

La presenza del brand nella Settima Arte ha continuato a rafforzarsi nel tempo in chiave lovemark anche tramite l'animazione, entrando nel mondo delle corse automobilistiche. Era il 2006 e Disney acquistava ufficialmente lo studio Pixar, distribuendo in sala il primo capitolo di Cars. Quello dei motori è un universo in cui tutto o quasi è promozione e brandizzazione, come poi evidente dalle innumerevoli firme presenti sulle vetture e nella pubblicizzazione spinta dei marchi settoriali (ma anche no) in ogni angolo di pista.

L'altisonante e blasonato nome della Goodyear colpì allora in modo "parodico" e creativo gli heads dello studio e il regista John Lasseter, che avviarono una collaborazione per garantirgli una sorta di contratto d'esclusiva con la scuderia di Saetta McQueen, pur giocando in modo divertito con il nome. Nascono così in Cars gli pneumatici Lightyear, che proprio Saetta sfoggia in ogni corsa e in bella vista come treni gomma ufficiali per affrontare curve pericolose e rettilinei infiniti.

L'ispirazione proviene anche da Buzz Lightyear di Toy Story, ma fu John Lasseter ad avvicinare al tempo la Goodyear perché voleva che il suo film fosse "autentico fino alle gomme", elogiando per altro il marchio come "prima scelta di molti piloti della NASCAR grazie alle loro prestazioni superiori". Una collaborazione continuata anche in Cars 2 e 3 e che sempre in chiave di marketing e comunicazione ha dato vita a tanti eventi di fidelizzazione importanti, arrivando addirittura ai più piccoli.

Rush

Il mondo delle corse automobilistiche all'interno del genere cinematografico ha quasi sempre sofferto di gravi mancanze qualitative. Diciamo pure che prima degli anni '90 sono stati pochi i titoli a riuscire a entusiasmare profondamente il grande pubblico, e questo probabilmente sia a causa delle restrizioni produttive che alla mancanza di registi e autori di carisma. Dopo Cars e qualche altro titolo divenuto cult (pensiamo a Giorni di Tuono o a Driven con Stallone), nel 2013 Ron Howard regalò agli appassionati il sorprendente Rush, storia della leggendaria rivalità tra i compianti Niki Lauda e James Hunt. Riprese adrenaliniche, scrittura sferzante e un modo di raccontare questo universo sportivo da un punto di vista più umano ed emotivo, comunque interessato ai motori, alla competizione e alla vittoria.
Non poteva ovviamente mancare la Goodyear, in un film tanto essenziale e importante per il genere, e in questo caso è anzi presente sia come partner commerciale (proprio come per Cars) che con il proprio nome in bella vista su gomme e cappellini ufficiali.

È un salto in avanti necessario e obbligato, essendo proprio Goodyear una delle più quotate e ricercate aziende nel mondo dell'automobilismo, anzi pare aver giocato anche un ruolo importante nella vittoria di Hunt, durante un cambio gomme definitivo, lasciandolo divenire Campione del Mondo nel 1976, nella stagione più brillante della sua carriera.

Iron Man 3

Dal terreno della fantascienza fino a quello dell'animazione e - ovviamente - a quello delle corse, Goodyear ha saputo anche intercettare prontamente un altro importante genere in cui lavorare come partner.
Stiamo parlando dei cinecomic e dei superhero movie, e per la precisione del Marvel Cinematic Universe, il gargantuesco progetto cinematografico impalcato da Kevin Feige a partire dal primo Iron Man del 2008. Già allora, il mitico Tony Stark era un rinomato "miliardario, playboy, filantropo", e sia prima di indossare l'armatura e combattere per l'umanità, sia dopo, una prerogativa del personaggio è sempre stata quella di vivere una vita agiata e lussuosa.

Passione personale di Stark, poi, sono sempre stati i motori, e tra i tanti veicoli parcheggiati nel suo garage spiccano diversi modelli di Audi. Questo accade in ogni capitolo del franchise (tre, per essere precisi), e proprio in Iron Man 3 c'è anche un cambio di passo con un'Audi R8 e-tron.
Proprio quest'ultima vettura e qualche altra presente negli altri due film sono state la porta d'ingresso della Goodyear nel mondo Marvel, dato che alcune macchine del franchise in questione montano i loro treni gomme.

Il fatto che la compagnia sia riuscita a evolversi in termini di comunicazione anche in un progetto tanto importante e rivoluzionario nel mondo dell'entertainment cinematografico come il MCU è insomma sintomo di una conoscenza lungimirante dell'iterazione indiretta con il grande pubblico e dunque con i possibili ed eventuali consumatori, nel pieno rispetto di quel modello discusso già nell'introduzione.

Le Mans '66

Concludiamo questo spaccato dedicato alla collaborazione tra cinema e Goodyear con il sorprendente e bellissimo Le Mans '66 - La grande sfida di James Mangold. Un film cinematograficamente esplosivo che ha saputo intercettare la componente umana e passionale dietro alla costruzione della mitica Ford GT40, che vinse dopo tante peripezie La 24ore di Le Mans nel 1966. La storia si concentra principalmente sugli ingegneri e su tutti i membri della scuderia Ford che vennero scelti dalla società per battere la Ferrari su di un campo nuovo, volendo dimostrare la superiorità delle vetture Ford rispetto a quelle del Cavallino Nero Italiano, specie dopo un grande smacco personale ricevuto da Henry Ford II direttamente da Enzo Ferrari.

In termini di visibilità, comunque, non fu solo la Ford a finire sotto i riflettori del mondo intero per lo storico risultato ottenuto, perché anche la Goodyear proprio in quell'occasione ricevette una spinta essenziale alla sua fama, dato che la Ford GT40 montava un suo treno gomme, all'epoca già in veloce ascesa come distributore mondiale e in lotta serrata con la Firestone in quella che venne definita la Guerra degli Pneumatici.

Quello che nel film non viene sottolineato è che Goodyear subì un'ulteriore impennata nella popolarità dopo la vittoria a Le Mans, dato che Carroll Shelby (interpretato da Matt Damon nel progetto) diventò distributore ufficiale degli pneumatici negli 11 Stati occidentali degli USA.
In maniera tutt'altro che intrinseca, insomma, il film di James Mangold si addentra anche nell'attestazione di volontà di successo della Compagnia di Seiberling, che raggiunse proprio nel 1966 uno degli apici più importanti del suo grande percorso nel mondo dell'automobilismo sportivo.

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