Gli illustri predecessori della Suicide Squad

Mentre il team di supercattivi combinaguai della DC Comics arriva nei cinema, riscopriamo altri gruppi di gente 'poco raccomandabile'.

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Benvenuti alla nostra mini-guida, nella quale ci addentreremo nelle storie di quei gruppi di soggetti poco raccomandibili messi insieme (volenti o nolenti), per quel tipo di missioni per cui il bravo ragazzo di turno è meglio che stia a casuccia sua, sul divanuccio. Qui si parla di roba tosta, gente amorale, incazzata, i cosiddetti "brutti e cattivi", gente che ha lo stomaco di fare quel che va fatto, e spesso anche quello che non va fatto. Ed i primi della lista sono i peggiori, o meglio, i migliori nel loro genere, di sicuro i più emblematici. Di chi stiamo parlando?

Quella sporca dozzina

Il maggiore degli Stati Uniti John Reisman , di base in Inghileterra, è un soldato dagli atteggiamenti problematici, ha una forte insofferenza verso l'autorità, pensa fuori dagli schemi, ma anche una pragmaticità che gli permette di portare a fondo le cose che s'impone di fare. Ed è a causa di questa sua mentalità che, nel Marzo del 1944, Reisman viene assegnato ad una missione, in pratica, suicida. Subito prima del D-Day, prima che le forze alleate invadano l'Europa continentale, lui ed il suo team, che allenerà personalmente con il sergente Bowren come secondo nella catena di comando, penetreranno in un castello francese altamente fortificato e protetto, usato dai nazisti come rifugio ed anche come punto d'incontro di ufficiali tedeschi di alto rango. Il loro compito è quello di uccidere il maggior numero di ufficiali possibile e di distruggere la torre di comunicazione. La sua squadra sarà composta da dodici prigionieri, tutti con gravi condanne a carico: si va dai 30 anni di imprigionamento alla condanna ai lavori forzati, per finire con ben cinque membri sulla cui testa pende una sentenza per impiccagione. Reisman, per niente convinto per via del coinvolgimento di detenuti, accetta alla fine solo a patto che a fine missione, in caso di sopravvivenza, fosse garantita la libertà a ciascuno di loro. Nasce così, nel marzo del 1944 l'Operazione Amnistia, durante la quale Reisman scoprirà le storie che si nascondono dietro I drammi della sua sporca dozzina, all'apparenza gente incapace di eseguire gli ordini, che dovrà rapidamente imparare a cooperare, a superare la diffidenza verso i superiori, e che dovrà anche tenere a bada se stessa, tra tentativi di fuga e atti d'insubordinazione. Tra i dodici carcerati ricordiamo: Vernon Pinkley (un giovane Donald Sutherland), condannato per atti libidinosi e molestie sessuali; Robert Jefferson (l'ex giocatore di football Jim Brown), un soldato afroamericano in carcere per aver ucciso dei soldati bianchi per autodifesa; Samson Posey (Clint Walker), il tipico gigante buono ma con gravi problemi a gestire la rabbia, quando provocato; Joseph Wladislaw (Charles Bronson) un taciturno minatore reclutato per la sua capacità di parlare Tedesco, ex ufficiale di campo imprigionato per aver sparato al medico ufficiale assegnato al suo plotone; A.J. Maggot (Telly Savalas, ovvero Kojak!), misogino, fanatico religioso, con ogni probabilità psicotico, condannato per aver violentato e picchiato a morte una donna; Victor Franko (John Cassavetes), un ex membro del crimine organizzato di Chicago, nonché il più intollerante nei confronti delle gerarchie militari, condannato per aver rapinato ed ucciso un vecchietto. Quella sporca dozzina, nel 1967, fu un successo al botteghino mostruoso, decuplicando il suo budget iniziale, ma fu anche un film che causò enormi polemiche, per la violenza esplicita, per gli argomenti controversi trattati (oltre a quanto già detto, accenniamo ad esempio all'omosessualità del personaggio di Donald Sutherland o alla tentata castrazione dei soldati bianchi nei confronti del personaggio di Jim Brown): fu definito un film amorale e sadico. Da ricordare la critica di Roger Ebert, che ironizzò sulla censura, tanto preoccupata quando si trattava di tagliare o limitare scene di sesso, ma che non si faceva tanti scrupoli quando si trattava di vedere un corpo umano bruciare vivo. Sta di fatto che Quella Sporca Dozzina resta un antesignano dei film sui team di sbandati, e se non l'avete visto, o almeno non di recente, rivedetelo!

La Leggenda degli Uomini Straordinari

Qui cambiamo decisamente tono: c'è un vampiro, un pirata e... Tom Sawyer!No, non è l'inizio di una pessima barzelletta. Stiamo parlando del film del 2003 di Stephen Norrington La leggenda degli uomini straordinari, tratto da una serie di graphic novel del maestro Alan Moore, di matrice steampunk (se avete visto il film, e vi ha incuriosito il suo universo, date anche un'occhiata all'opera cartacea, molto più complessa: non ve ne pentirete). Il film, al contrario dell'opera da cui è tratto, non può dirsi totalmente riuscito, afflitto da una travagliata storia produttiva e da una serie di scontri molto duri sul set fra il regista e la star del film Sean Connery, di cui nessuno ha fatto mai mistero. Ma non si può dire che l'idea di base non sia affascinante, e che il team assemblato, prendendo spunto da opere letterarie ambientate durante l'età vittoriana e non, non abbia i suoi spunti d'interesse. Chi sono dunque i personaggi che, estrapolati dai loro contesti originari, sono andati a creare questo pastiche narrativo? Allan Quatermain (Sean Connery) ideato dallo scrittore britannico H. Rider Haggard come protagonista di numerosi romanzi d'avventura, a partire da Le miniere di re Salomone del 1885, nel film si è ritirato dalla sua vita d'avventure dopo la morte del figlio, ma, di fatto, diventa poi il leader del team; Mina Harker, personaggio del Dracula di Bram Stoker, moglie di Jonathan ed interesse amoroso dell'immortale conte, qui è un chimico, è stata vampirizzata ed è sopravvissuta al marito; Il ladro Rodney Skinner, cioè l'Uomo invisibile, anche se non esattamente quello di H.G.Wells, per problemi di diritti; Il Capitano Nemo, dalle 20.000 leghe sotto i mari di Jules Verne, qui è l'anima steampunk della pellicola, con il suo Nautilus e le altre diavolerie meccaniche che mette a disposizione del gruppo. Dorian Gray, personaggio creato da Oscar Wilde ne "Il ritratto di Dorian Gray", che qui ha dei trascorsi con Mina Harker, e le cui motivazioni sinistre verranno rivelate nel corso del film; Tom Sawyer, di Charles Dickens, qui agente dei servizi segreti americani, alla caccia del mistero villain del film, Fantom, a suo modo ispirato come design al Fantasma dell'opera; Il dottor Jekyll e quel simpaticone di Mr Hyde, dal romanzo di Stevenson, "Lo strano caso del dr.Jekyll e Mr.Hyde", che nel film sono l'ariete di sfondamento del team; Ritroviamo anche Ishmael da Moby Dick, M dai romanzi di Ian Fleming (che ci viene fatto intendere esser addirittura antenato del noto James Bond), e i riferimenti non si fermano certo qui.

A-Team

« Dieci anni fa gli uomini di un commando specializzato, operante in Vietnam, vennero condannati ingiustamente da un tribunale militare. Evasi da un carcere di massima sicurezza si rifugiarono a Los Angeles, vivendo in clandestinità. Sono tutt'ora ricercati, ma se avete un problema che nessuno può risolvere - e se riuscite a trovarli - forse potrete ingaggiare il famoso A-Team. » Cominciava così una delle più famose serie televisive degli anni '80, il cui adattamento cinematografico è arrivato sugli schermi nel 2010, per mano del buon Joe Carnahan. Chi sono i quattro scavezzacollo che compongono il team, sia televisivo che cinematografico? Hannibal, al secolo John Smith, portato al cinema da Liam Neeson ed in tv da George Peppard, prima di esser destituito era colonnello, per poi diventare leader del team. Tratti distintivi: fuma, come una ciminiera, sigari, indossa quasi sempre guanti neri, e suo è il motto "Vado matto per un piano ben riuscito!". Maestro dei travestimenti, li utilizza spesso all'inizio degli episodi per entrare in contatto con i clienti, e per assicurarsi che non siano spie dell'esercito. Nella versione filmica, però, il personaggio viene svuotato dalla sue caratteristiche più leggere: Hannibal viene sempre ritratto come un brillante stratega, e capace di ideare piani complessi all'istante, ma è anche un personaggio carico di rabbia e voglia di rivalsa dovuto al crimine, non commesso, di cui sono accusati ad inizio pellicola. Sberla, ovvero Templeton Peck (Bradley Cooper al cinema, Dirk Benedict in tv): il suo grado era quello di tenente, sua caratteristica principale è l'esser un donnaiolo impenitente, cosa che non cambierà di molto nella controparte su celluloide. Abile nelle truffe e nei raggiri, lui è la "faccia" del team, ed anche il suo collante, avendo un buon rapporto con tutti i membri del team. Nel film, invece, Sberla subisce un'evoluzione da superficiale donnaiolo a vero e proprio team leader, andando quasi a sostituire la figura di Hannibal, ed appropriandosi del suo motto sui piani ben riusciti. P.E. Baracus, con P.E. che sta per Pessimo Elemento (B.A. in originale, Bad Attitude): vera icona della serie, interpretato da Mr.T, e dal campione del MMA Rampage Jackson, nella trasposizione filmica; è il meccanico del gruppo, va in escandescenza facilmente, e fantastici sono i siparietti col successivo membro del gruppo, Murdock.. Indimenticabili anche le gag sulla sua paura di volare, che costringono il team a sedarlo per poterlo spostare su lunghe tratte: di sua proprietà il furgone nero che è in pratica la casa itinerante dell'A-team. Anche il suo personaggio nel film è sensibilmente diverso: innanzitutto la sua paura del volo nasce dopo quasi esser caduto fuori da un elicottero, pilotato da Murdock; in secondo luogo, come per la visione televisiva, parte con un tizio che prima mena e poi fa le domande, ma dopo il periodo passato in prigione, P.E. è un uomo cambiato: preoccupato dalla violenza che ha contraddistinto la sua esistenza, fa un giuramento di non porre più fine ad una vita. Ma non vi preoccupate, verso l'epilogo si ricrede, e comincia a menare mazzate a destra e manca. Il nostro personaggio preferito, però, è lui: Murdock! Interpretato da Dwight Schultz nella serie, e da Sharlto Copley nel film, è impossibile non provare tenerezza per questo pilota affetto da stress post-traumatico (anche se lui ci tiene a precisare: "Non sono pazzo e nemmeno un pezzo di pizza in un pozzo che puzza"), dal rapporto d'amore/odio con P.E. (che arriva a rifiutare, in pericolo di vita, una trasfusione del suo sangue, per paura di diventare pazzo come lui) allo stratagemma settimanale che gli altri tre adoperano per farlo uscire dalla casa di cura in cui è internato, al suo cane invisibile Billy; è anche il personaggio che, nella sua migrazione al cinema, è rimasto più fedele al materiale di base.

Inglorious Basterds

Torniamo alle ambientazioni di guerra, e questa volta ci accompagna Quentin Tarantino con i suoi Bastardi senza gloria. Il film del 2009 ci racconta la storia parallela di due complotti orditi per assassinare il leader del partito nazista, uno pianificato dal personaggio interpretato da Melanie Laurent, l'altro portato avanti da un gruppo di soldati americani di origine ebrea, comandati dal tenente Aldo Rayne (Brad Pitt). Chi sono, nel dettaglio, questi bastardi? In origine un contrabbandiere d'alcol del Tennessee, Aldo Rayne ha una grossa cicatrice sul collo, che si pensa sia frutto di un linciaggio. Il suo soprannome, l'Apache, deriva dal suo passatempo preferito, cioè collezionare gli scalpi dei nazisti che uccide. Donnie Donowitz, detto l'Orso Ebreo, conosciuto ai più per la sua predilezione per la mazza da baseball, che usa per sfasciare i crani dei soldati tedeschi. Hugo Stiglitz, uno dei tre membri non ebrei della truppa, insieme al tenente Rayne. Tedesco, durante la sua permanenza nell'esercito di Hitler, ha ucciso 13 ufficiali della Gestapo; i Bastardi, dopo aver sentito dei suoi exploit, organizzano una missione di soccorso, prima che venga giustiziato, per poterlo reclutare. Terzo ed ultimo membro non ebreo dei Bastardi è Archibald "Archie" Hicox, ufficiale dell'esercito britannico che si unisce al gruppo nel tentativo di eliminare tutto l'alto comando tedesco durante la première di un film di propaganda nazista. Smithson Utivich, detto il Piccolo, anche se in realtà questo soprannome gli verrà rivelato solo alla fine dallo stesso Hans Landa, il villain del film; il cecchino Wilhelm Wicki; Omar Ulmer, il cui accento italiano costituirà uno dei momenti più divertenti del film, ed altri personaggi minori. Il cast del film è ricchissimo, Christoph Waltz, un ancora poco noto Michael Fassbender, Eli Roth, Diane Kruger, Mélanie Laurent...

Guardians of the Galaxy

Pensandoci su, ci può esser una combo migliore di un procione parlante, un albero senziente dal vocabolario non troppo esteso, la figlia di un tiranno intergalattico, un tizio in cerca di vendetta che vanta il nomignolo di "Distruttore" e un furfante interstellare, che sfida a passi di danza un genocida intergalattico? La risposta è, semplicemente, no. E un grazie va al coraggio e, magari, al pizzico di incoscienza del regista James Gunn, che ci ha regalato Guardiani della galassia, in cui questo gruppo di criminali intergalattici è costretto a lavorare insieme per poter fermare la distruzione di un intero mondo ad opera di un fanatico. Peter Quill, rapito, quando era bambino, da un gruppo di pirati spaziali, per metà umano e per l'altra non si sa bene cosa, cresce ed entra a far parte dei Ravagers, i suoi rapitori, con cui si diverte ad andare in giro, fregando reliquie che potrebbero distruggere universi. Gamora, cresciuta per divenire una letale assassina, ma che si intenerisce con la pop music americana. Drax il Distruttore che, in fondo, è il personaggio più a modo del team, e con tutte le ragioni del mondo per cercare vendetta: totalmente sprovvisto di ironia, ha seri problemi coi doppi sensi, per cui state attenti alle parole che usate. Ed infine il cuore ed i polmoni del gruppo: Rocket e Groot, il procione geneticamente modificato ed il suo compagno di malefatte, che è un albero umanoide, il primo, capace di trasformare un tostapane in una bomba termonucleare, il secondo, che con l'uso di solo tre parole, ne ha di cose da dire. Il team è tutto in quella domanda finale: "Allora, che facciamo adesso? Qualcosa di buono? ...Di cattivo? ...Un po' e un po'?". E noi non vediamo l'ora di vedere la risposta a quella domanda, e per favore, Marvel: rivogliamo Howard il Papero!

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