Giochi di morte, i tre film horror che ti faranno perdere la testa

Con l'arrivo nelle sale di Nerve, l'horror movie torna ad essere satira sociale della nostra modernità. Ecco la top 3

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In questi ultimi anni la cinematografia horror è andata alla ricerca di nuovi orizzonti, di nuove sfide e nuovi limiti da superare. Ci sono film che riverberano oscure leggende metropolitane, altri che cercano di riportare in auge vecchi miti del passato ed altri ancora che mixano audacemente le caratteristiche del B Movie a quelle di una satira sociale pungente ed altamente iper-realista. I ‘new horror' rappresentano il futuro per la cinematografia di genere perché sono intriganti, fanno scendere un brivido lungo la schiena ed inconsapevolmente rivolgono uno sguardo alla nostra contemporaneità. Sono dei giochi di morte, dei giochi sadici e violenti che, in un certo qual modo, giocano (appunto) con la realtà di oggi. Nerve è l'ultimo esempio più lampante di questo nuovo filone. Il film con Dave Franco ed Emma Roberts in uscita nei cinema il prossimo 15 giugno, che mette in scesa una torbida storia di amore e morte, è la summa di questo nuovo filone cinematografico, una summa di un percorso fatto di sperimentazioni, di alti e bassi, di flop e qualche successo. Per questo a ridosso dell'arrivo di Nerve nelle sale italiane vi proponiamo una nostra personalissima top 3 dei giochi di morte più invitanti degli ultimi anni.

3. La notte del giudizio

La fantapolitica che incontra l'horror più puro e semplice e che fotografa una società meschina, è l'incipit di uno dei franchise più interessanti degli ultimi anni. The Purge, in italiano la Notte del Giudizio, arriva nelle sale nell'estate del 2013 ed è subito successo. Con due sequel all'attivo (laddove il terzo è riuscito ad eguagliare il successo del capostipite) ed una serie tv in fase di realizzazione, il franchise diretto da James DeMonaco fotografa inconsapevolmente una realtà futuristica, oppressa, che nasconde molto bene i suoi segreti. Una volta all'anno è possibile sfogare tutti i sentimenti repressi, tutta la rabbia e tutto il disgusto per il prossimo, perché nella notte dello sfogo l'omicidio è reso possibile e non perseguibile dalla legge. Ed attraverso le storie di alcuni sopravvissuti, La notte del Giudizio scava a fondo nei sentimenti umani, nel loro lato oscuro, fra quella voglia irrefrenabile di seguire le mode ed al tempo stesso di rompere gli schemi. Nonostante alcune trovate decisamente convenzionali, il franchise di The Purge è un esperimento cinematografico riuscito e molto apprezzato.

2. Saw, L'enigmista

Nel 2004 il primo capitolo di Saw: l'enigmista ha avuto una tale potenza visiva che nessuno ha ancora dimenticato le sensazioni ed i brividi scesi lungo la schiena dopo aver visto quell'iconico colpo di scena finale. Capostipite di una lunga serie di film dedicati ai torbidi giochi di morte e redenzione di JigSwaw, la saga nel corso del tempo si è arricchita di particolari, ha esteso il suo raggio d'azione, perdendo decisamente tutto il suo appeal (i film dal quinto al settimo sono di una bruttezza aberrante), eppure il franchise di Saw rimane uno fra i più iconici perché fra colpi di genio, dialoghi graffianti e sangue a fiumi, il regista è riuscito a tratteggiare la caducità dell'animo umano. Un animo facilmente corruttibile sobillato dal sesso, dalle droghe e dalla fame di potere. I giochi di Saw portano l'uomo a scavare a fondo nei suoi incubi, ad affrontare i suoi lati oscuri e lottare per rimanere a galla. Un'idea di partenza di grande impatto che, non solo ha diversificato il genere horror nella sua interezza, ha aperto anche un lungo e dissacrante discorso su i mali della società moderna.

1. Bed Time

È violento come un pugno nello stomaco il thriller psicologico arrivato nei cinema italiani nel 2011. Questo non è un film americano, bensì è spagnolo, così vibrante e così sconvolgente da riuscire a far trattenere il fiato fino all'ultimo fotogramma. È passato quasi inosservato nel circuito cinematografico, eppure Bed Time è conosciuto ai veri cinefili perché porta la firma del regista di Rec. Decisamente più realistico e sicuramente più pungente del film girato in found footage, Bed Time è il racconto di una mente malata, di un'ossessione, di un malessere interiore che si trasforma in follia. La storia di Cesar, portiere di un condominio di Barcellona, è un racconto che non lascia scampo ad equivoci, che imperterrito continua la sua corsa negli abissi più profondi della cattiveria umana. È un gioco mortale torbido messo in moto dal protagonista, un sociopatico cronico, che finisce per scandagliare la vita di una donna moderna, triste e sola. Cesar ha bisogno di affetto, crede di trovarlo in Clara, crede che narcotizzarla e nascondersi sotto il letto della giovane possa essere il rimedio a tutto, ma invece non è così. Disturbante e soffocante, il film è un altro grande esempio della lungimiranza della filmografia spagnola.

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