Ghostbusters Legacy: la connessione con il primo film è puro fanservice?

La pellicola diretta da Jason Reitman riporta in auge uno storico franchise, andando a ripescare tanto dal passato. È una semplice operazione nostalgia?

Ghostbusters Legacy: la connessione con il primo film è puro fanservice?
Articolo a cura di

Ghostbusters - Legacy è il terzo film di una delle saghe cinematografiche più note di sempre e arriva dopo 32 anni dall'uscita del secondo capitolo. Escludiamo dal conto il reboot tutto al femminile del 2016, che per quanto recuperi gran parte del contenuto dalla saga originale viene considerato un esperimento a sé. Jason Reitman, figlio di Ivan (regista dei primi due capitoli), ha recuperato l'eredità paterna, rilanciando e revitalizzando un brand cinematografico che sembrava essere terminato da tanto tempo. Con un'operazione per certi versi simile a quanto fatto con Star Wars: Il Risveglio della Forza, che ha omaggiato l'immaginario di Guerre Stellari riprendendo direttamente Episodio IV: Una Nuova Speranza, anche Ghostbusters - Legacy torna alle origini.

In particolar modo, questo ibrido tra reboot e sequel riprende a piene mani dal primo film: non soltanto l'atmosfera, ma anche dei veri e propri passaggi narrativi. Ciò effettivamente scatena una riflessione particolare: questa connessione emotiva e nostalgica è da inquadrare come un puro e facile fanservice o c'è altro oltre la superficie? Andiamo a scoprirlo, facendo inevitabilmente dei macro spoiler sulla pellicola utili a comprendere meglio tale ragionamento. L'opera, presentata in anteprima come evento di apertura di Alice nella Città alla Festa del Cinema di Roma, ha debuttato tra i film al cinema di novembre 2021 proprio il 18 di questo mese. Prima di proseguire nella lettura vi invitiamo a incrociare i flussi sulla nostra recensione di Ghostbusters Legacy).

Ghostbusters - Legacy e le relazioni con l'immaginario del franchise

Diciamolo subito: Ghostbusters - Legacy è un film sicuramente non perfetto, ma che ha colpito nel cuore gli appassionati riportandoli direttamente a fine anni '80, quando New York era stata attaccata da un simpatico e minaccioso Uomo dei Marshmallow gigante.

Il gruppo di Acchiappafantasmi composto dal dott. Peter Venkman (Bill Murray), dal dott. Raymond "Ray" Stantz (Dan Aykoyd), dal dott. Egon Spengler (Harold Ramis) e da Winston Zeddemore (Ernie Hudson) ha salvato la Grande Mela (e il mondo intero), ma è tempo di nuove leggende. Per tutto il film si lavora a doppio filo con l'immaginario della saga, andando passo dopo passo a svelare elementi cardine del franchise. Nel fare ciò, sia a livello di sceneggiatura che di regia, la pellicola svela inizialmente dettagli importanti del primo lungometraggio come la storica Ecto-1, gli zaini protonici, il legame tra Phoebe e Trevor con il nonno Egon, per poi scatenarsi riproponendo avvenimenti già visti in Ghostbusters (ed escludendo in realtà quello che accade all'interno di Ghostbusters II, arrivato nel 1989). Ci stiamo riferendo, in particolar modo, al ritorno di Gozer, alla ricerca dei due Guardiani per aprire la porta dell'inferno e al coinvolgimento in prima persona di tutto il team originale dei cacciatori di ectoplasmi. I due legami, sia quello più implicito che lavora solo per elementi caratteristici del brand e quello, invece, più diretto che scomoda scene iconiche, sono entrambi importanti per la costruzione del lungometraggio.

Certamente la riproduzione di sequenze già ampiamente conosciute è più collegabile al puro fanservice, ma l'eccessivo apporto nostalgico commerciale viene per fortuna stemperato non solo da idee originali, ma anche dagli elementi connessi in maniera più generica al primo film, che vengono rielaborati più volte. Il risultato è sicuramente figlio di una scrittura e di una regia che replicano molto fedelmente le atmosfere della saga in modo anche piuttosto semplicistico, ma sono forniti anche degli spunti che potrebbero influire direttamente sullo sviluppo di altri prodotti legati direttamente a Ghostbusters - Legacy.

Pura operazione commerciale o primo tassello di un nuovo universo?

Il titolo, per come si presenta, è un ottima operazione commerciale che riesce a riportare su schermo un franchise quasi defunta. È inutile disquisire sull'effettivo bisogno dell'ennesimo capitolo di un brand storico, visto che oramai sembra una cifra stilistica propria dei prodotti mainstream, ma quello che risulta interessante è il ragionamento che si può fare sul possibile futuro della saga. Il lungometraggio mantiene sempre un confine equilibrato tra nostalgia fine a se stessa e la giusta dose di innovazione, dando la possibilità, almeno in teoria, di continuare ciò che è stato raccontato in questo film con eventuali sequel, spin-off o, chissà, magari con serie televisive annesse.

D'altronde le sequenze dopo i titoli di coda parlano chiaro: la vecchia squadra è stata ricostituita e non è difficile immaginare una collaborazione con le nuove leve del campo ectoplasmico. Il potenziale è effettivamente infinito, anche se il timore che il tutto sfoci in una mera strategia economica senza nessun guizzo artistico si fa sentire. Se invece, a livello creativo, si ripartisse proprio da questo Ghostbusters - Legacy, potrebbero arrivare parecchie sorprese sia per coloro che seguono il franchise da sempre sia per i nuovi arrivati, che così avrebbero modo di recuperare gli originali.

Una cosa è certa: adesso tutto è nelle mani degli spettatori, visto che a livello di critica, soprattutto su Metacritic, il lungometraggio non è stato accolto benissimo (ma attualmente Jason Reitman è fiducioso sul futuro di Ghostbusters e Ernie Hudson fornisce già dettagli su Ghostbusters 4). Sarà interessante monitorare la situazione e provare a immaginare un futuro per questi nuovi Acchiappafantasmi vicini alle nuove generazioni, ma con profonde radici legate ai fan storici della saga.

Che voto dai a: Ghostbusters - Legacy

Media Voto Utenti
Voti: 24
7.2
nd