Ghostbusters Legacy, l'analisi del primo trailer: gli Spengler in azione

Quello scritto e diretto da Jason Reitman si presenta come un sequel diretto dei primi due capitoli del franchise, rivisitato in chiave young adventure.

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Dopo l'annuncio a sorpresa dello scorso gennaio, il nuovo capitolo dei Ghostbusters scritto e diretto da Jason Reitman (Tra le nuvole, Juno) ha capitalizzato da subito l'attenzione dei fan, felici non si trattasse di un sequel del film di Paul Feig e che fosse un diretto prosieguo dei primi, leggendari cult di Ivan Reitman. Le riprese si sono svolte interamente in estate, con un cast di giovani protagonisti guidato da Finn Wolfhard e McKenna Grace, oltre al ritorno dei vecchi Acchiappafantasmi, dunque Dan Aykroyd, Bill Murray e il resto del gruppo, compresa Sigourney Weaver.

Un progetto descritto sin da subito come "nato da un'idea vincente" e capace di omaggiare i lungometraggi di Reitman Senior, riproponendo lo stesso mondo d'azione ma ormai andato avanti, per giunta lontano da New York, unica e sola location mai visitata dal franchise.

Un procedere oltre, questo, che il trailer di Ghostbusters: Legacy fa sembrare estremamente interessante, tanto per un discorso di passaggio di testimone ed eredità (sanguigna quanto spirituale) quanto per delle atmosfere young adventure che richiamano alla mente i grandi classici del genere come I Goonies, Stand By Me o il più recente e totalmente derivativo Stranger Things - con cui condivide lo stesso attore protagonista.

Benvenuti a Summerville, Oklahoma

Al centro della storia di questo terzo capitolo del franchise originale troviamo la famiglia Spengler, esattamente figlia e nipoti del mitico Egon Spengler interpretato dal compianto Harold Ramis. Dopo che Callie (Carrie Coon) perde il lavoro e non riesce più a sostenere le spese della frenetica vita metropolitana, decide insieme ai figli di trasferirsi a Summerville, nell'Oklahoma, in quella che Trevor (Wolfhard) definisce "una vecchia, macabra e isolata fattoria" lasciatagli da Egon, la stessa dove a quanto pare si era trasferito anni prima e dove presumibilmente è morto.
Come svela poi il trailer, cominciano ad accadere fatti strani che contemplano improvvise scosse sotterranee e strane entità verdeggianti sbucare da pozzi abbandonati. La parola passa allora a Mr. Grooberson (Paul Rudd), probabilmente uno dei professori di Phoebe (Grace) con il pallino del soprannaturale.

L'uomo spiega come Summerville non si trovi sopra a nessuna placca tettonica, come non ci siano faglie, fratturazioni né tantomeno alcun tipo di impianto stereo super potente, aggiungendo come però il terreno tremi continuamente, giorno dopo giorno, e questo da prima dell'arrivo degli Spengler, come si intuisce anche dalla scena in cui corrono a ripararsi sotto il tavolo della cucina appena entrati nella casa della fattoria.
La più curiosa Phoebe, comunque, comincia a esplorare la fattoria, che ricordiamo essere stata abitata dal nonno Egon, da cui la ragazzina deve aver preso gran parte dei suoi geni.

Anche nel look, la Grace sembra essere la discendente diretta di Ramis, il che è quasi commovente. Risolvendo un puzzle nel bel mezzo del salotto, Phoebe trova quella che Mr. Grooberson riconosce come "una copia perfetta" delle trappole per fantasmi dei Ghostbusters. La bambina e il suo compagno di banco non capiscono: chi sono questi Ghostbusters? Il gap generazionale è talmente profondo che dal duemila in poi si è praticamente persa ogni nozione sui mitici Acchiappafantasmi, il gruppo che negli anni '80 aveva salvato New York da un'invasione soprannaturale in stile The Walking Dead, riferimento tirato in ballo nella spiegazione di Grooberson per rendere chiaro il concetto ai ragazzi.

Vecchie glorie, nuovo mondo

All'interno dell'universo narrativo del franchise, sono praticamente trent'anni che non si vedono fantasmi. Discorso sostenibile, se pensiamo che in entrambe le avventure del gruppo originale, l'eccesso ectoplasmatico era essenzialmente dovuto a due grandi fattori scatenanti: il ritorno di Gozer il Gozeriano e il risveglio di Vigo il Carpatico. Al netto di qualche presenza sempre costante nel mondo, come ad esempio Slimer (che vediamo poi anche alla fine del trailer), i fantasmi non rappresentavano più una vera e propria minaccia, motivo che deve aver portato allo scioglimento degli Acchiappafantasmi e alla loro separazione.
Come si intuisce da una precisa inquadratura nel trailer, comunque, veniamo a conoscenza del come a Summerville un certo Ivo Shandor abbia fondato nel 1927 una miniera, di cui non si hanno ulteriori informazioni. Shandor non è un nome nuovo al franchise, perché è l'Architetto alla base della creazione del culto di Gozer, l'uomo che ha costruito l'edificio di Dana Barrett che si scopre poi essere un portale dimensionale alla fine del primo Ghostbusters. Questo significa probabilmente che Egon si era trasferito a Summerville per studiare la figura di Ivo Shandor, il Culto di Gozer e cercare di capire da cosa derivasse l'ossessione dell'uomo per il soprannaturale.

Partendo da queste basi, risulta abbastanza ovvio come Ghostbusters: Legacy rimetta in moto il meccanismo di distruzione della civiltà contemporanea per mano della divinità Gozeriana, guardando per giunta anche alla scena con Mr. Grooberson bloccato in auto e braccato da quello che sembra essere un mostruoso quadrupede dalla zampa identica a quella degli essere in cui si trasformavano Dana e Louis nel film originale.
Non si tratta soltanto di raccontare la nuova generazione di Acchiappafantasmi, dunque, ma di portare a termine una missione incompiuta, quella di Egon nel film di Ramis nella realtà, e regalare cioè un'ultima grande avventura ai fan dei Ghostbusters, riproponendo vecchie glorie come la Ecto-1 e lo Zaino Protonico in un mondo completamente nuovo. La direzione, dal primo trailer, sembra proprio essere quella giusta.

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