George Clooney compie 59 anni: le migliori interpretazioni dell'attore

In occasione dei suoi 59 anni, andiamo a scoprire le cinque migliori interpretazioni di George Clooney nel corso della sua carriera fino a oggi.

George Clooney compie 59 anni: le migliori interpretazioni dell'attore
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George Clooney ha avuto una carriera a dir poco atipica. Da comparsa e figurante in ruoli minori, conobbe improvvisamente la notorietà sul piccolo schermo grazie alla serie E.R., che lo trasformò in sex symbol e lo fece notare anche dalle produzioni di Hollywood.
Successivamente, con Dal tramonto all'alba, cominciò una carriera cinematografica che oggi ne fa uno degli attori (nonché registi) più importanti del panorama mondiale.
In occasione del suo compleanno, oggi 6 maggio, abbiamo deciso di selezionare quelle che possono essere considerate le sue cinque migliori performance d'attore, all'interno di una carriera che l'ha visto interpretare personaggi molto diversi tra loro.
Spie, gangster, giocatori d'azzardo, marinai, soldati, astronauti, uomini dello spettacolo... George Clooney ha fatto di tutto, ma questi sono i ruoli dove ha dato il meglio di sé.

The American

Basato sul romanzo di Martin Booth A Very Private Gentleman, The American ci mostra un Clooney abbastanza inedito, nei panni di un feroce sicario chiamato Jack.
Questi, attaccato da due "colleghi", è costretto a eliminare anche la compagna, per tenere segreta la propria identità.
Soffocato dal dolore decide di ritirarsi, ma Pavel (Johan Leysen), il suo boss, accetta a una sola condizione: assemblare e perfezionare un fucile di precisione per Mathilde (Thekla Reuten) una "collega", che ne ha bisogno per una missione molto riservata.
Film cupo e apparentemente freddo, glaciale, The American è in realtà un noir di grande spessore, dove affiorano in modo potente i legami del film con il western (sia all'italiana che crepuscolare) nonché con capolavori quali Le Samourai di Jean-Pierre Melville e Il giorno dello sciacallo di Fred Zinnemann.

Meccanico di morte, connesso a un codice di comportamento spietato e tirannico, il Jack di Clooney è in realtà un uomo molto meno forte e stoico di quanto sembri, diviso tra la consapevolezza di essere veramente bravo nel suo "lavoro" e la volontà di lasciarlo.
Morte ed Eros sono tutt'uno non solo in lui, ma anche in chi lo circonda, nella natura bellissima in cui si rifugia, che assiste alla sua fuga, al suo rinnegare sé stesso restando paradossalmente fedele al suo codice di assassino.
Imperscrutabile, metodico, sempre sul punto di cedere, di liberarsi da quella tensione che lo attanaglia, da quella mania del controllo necessaria al suo stile di vita, Jack si dibatte in un conflitto che interessa anche il lato religioso, il suo rapporto con la fede, con il concetto di peccato.
Un personaggio affascinante, frutto di un'interpretazione di grande impatto e visceralità.

Tra le nuvole

Film molto intelligente, divertente e assieme disperato, Tra le nuvole, basato sull'omonimo romanzo di Walter Kirn, rimaneggiato dal regista Jason Reitman e Sheldon Turner, fruttò l'ennesima candidatura all'Oscar per Miglior attore a Clooney.
E non poteva essere altrimenti, visto che il suo Ryan Bingham, cacciatore di teste aziendale, specializzato nel licenziare nel modo più efficiente, metodico e sistematico chiunque, volando per gli Stati Uniti, rimane impresso in modo indelebile.
La sua vita da viaggiatore solitario, desideroso di agguantare il record delle "mille miglia" della American Airlines, viene stravolta dal dover fare da tutor alla giovane collega Natalie (Anna Kendrick) e dall'incontro con la bella Alex (Vera Farmiga).

Ryan si troverà costretto a guardare la vita e i valori in modo totalmente nuovo, uscirà dal suo guscio egocentrico, comincerà a misurarsi con la realtà di un lavoro che elargisce sofferenza e umiliazione.
Clooney fu davvero bravissimo a interpretare la metamorfosi di questo personaggio, inizialmente sicuro di sé, tranquillo nella sua quotidianità senza radici, messo in crisi sia dalla giovane allieva, sia dall'improvviso flirt per Alex, che si rivelerà una persona molto più egoista di lui.
Intelligente, ironico e spesso dolente, Tra le nuvole è un film che grazie a Clooney ci mostra gli effetti più terrificanti del capitalismo sulle persone, come queste diventino sempre più menefreghiste, beate nella loro solitudine, incapaci di sentire gli altri.

Michael Clayton

Avvocato di successo, Michael Clayton (George Clooney) si trova improvvisamente costretto a dare una mano all'amico Arthur Edens (Tom Wilkinson), legale di grande prestigio che sembra travolto da una crisi morale (e anche mentale) profonda.
Edens è infatti in possesso di documenti in grado di incastrare la potente U-Turn, multinazionale agricola, per l'uso di sostanze tossiche che hanno causato la morte di centinaia di persone.
Sceneggiato in modo impeccabile, Michael Clayton, diretto con mano robusta da Tony Gilroy, è uno dei migliori thriller del XXI secolo, nonché uno di quei film che può vantare un cast capace di calarsi alla perfezione nelle parti.

Tom Wilkinson (Oscar come Miglior attore non protagonista), Tilda Swinton (premiata come Miglior attrice non protagonista) e Clooney (nomination come Miglior attore) furono semplicemente fantastici.
Clooney fece del suo Clayton un anti-eroe dal fascino innegabile, proprio perché imperfetto, protagonista di un percorso di maturazione e presa di coscienza personale di grande potenza.
Con uno stile "sotto le righe" ma intenso, Clooney ci donò un uomo enigmatico, affascinante, astuto, imprevedibile ma soprattutto capace di interpretare una grande metafora sulla mancanza di moralità nella società americana.

Paradiso amaro

Basato sul romanzo di Kaui Hart Hemmings Eredi di un mondo sbagliato, Paradiso amaro ha come protagonista il pigro e indolente Matt King (George Clooney), benestante hawaiano, da sempre uomo egoista, padre assente e marito ben poco appassionato.
Quando però la moglie Elizabeth a causa di un incidente nautico entra in coma irreversibile, Matt di colpo si trova costretto non solo a dover ricostruire il rapporto con le figlie Alexandra (Shailene Woodley) e Scottie, ma anche a dover decidere cosa fare di alcuni terreni di famiglia, destinati alla speculazione.
Per Matt sarà un doloroso ma importantissimo percorso di assunzione di responsabilità, che gli permetterà sia di maturare che di scoprirsi migliore di ciò che è.

Commedia agrodolce diretta con grande tatto da Alexander Payne, Paradiso amaro oltre a fruttare un'altra candidatura agli Oscar come Miglior protagonista a George Clooney (cinque quelle totali al film), gli permise di misurarsi con un personaggio alquanto inedito e originale.
Il suo Matt è simbolo dei ridicoli uomini di mezza età, bloccati dentro un gorgo di immaturità, rimpianti, egoismo e materialismo, incapaci di rapportarsi con gli altri.
Clooney seppe costruire un uomo fragile, emotivo, completamente perso dentro il dolore di una perdita tanto angosciante quanto connessa al tema del tradimento, dell'incomunicabilità di coppia.
La morte regna nei suoi pensieri, in quelle delle figlie da cui imparerà a farsi conoscere, ma è un qualcosa con cui lui (e lo spettatore) infine riesce a fare pace, ad accettare, come parte di quella vita che è tenuto a onorare, a vivere in modo migliore.
Pur non vincendo l'Oscar, Clooney fu premiato con un meritatissimo Golden Globe.

Syriana

Un film che ha cercato, in questo nuovo secolo, di spiegarci in che mondo ci troviamo, quali forze lo guidano, quale intricato e terribile insieme di interessi privati condizionino la vita di interi Paesi, il destino di popoli, le risorse del pianeta.
Sofisticato, martellante, imprevedibile, Syriana di Stephen Gaghan, tratto dal memoriale See No Evil dell'ex agente segreto Robert Barnes, vede Clooney nei panni di Bob Barnes, agente della CIA in un Medio Oriente dove rimane in breve tempo travolto dai suoi stessi intrighi e abbandonato dall'Agenzia in un momento di difficoltà.
Sarà solo l'inizio di una sua personale lotta non solo per sopravvivere, ma anche per cercare di porre rimedio a quanti ormai sono schiavi di un potere politico al servizio di meri interessi economici, a discapito di equilibri politici e dell'avvenire non solo dei popoli in Medio Oriente, ma delle stesse vite dei cittadini americani.

Lungometraggio sontuoso, impegnato, spietato nel mostrarci la verità, la banalità del male, il cancro che si nasconde dietro il modello occidentale, ha in George Clooney uno dei protagonisti di un cast che comprendere Matt Damon, Jeffrey Wright, Christopher Plummer, Chris Cooper e tante altre star, su cui però l'attore americano domina per distacco.
Dolente, disperato, animato da una feroce determinazione, pure se votato alla sconfitta, Barnes è uno degli agenti segreti più realistici e verosimili mai visti, a cui Clooney dona umanità, ci fa comprendere l'incredibile dose di coraggio, abilità e idealismo che un uomo del genere deve possedere.
Metafora di un Paese che dopo l'11 settembre ha ucciso la sua stessa anima, rinnegando gli insegnamenti dei padri. L'opera fruttò un Oscar a George Clooney come Miglior attore non protagonista.

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