Gary Oldman, un Winston Churchill in odore di Oscar

Grazie all'incredibile interpretazione di Winston Churchill, l'attore britannico potrebbe ottenere la sua seconda nomination agli Oscar.

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A conclusione del discorso di ringraziamento per aver ottenuto il Golden Globe come miglior attore in un film drammatico in L'ora più buia, Gary Oldman ha dichiarato: "Sono molto orgoglioso de L'ora più buia, perché illustra come parole e azioni possano cambiare il mondo e accidenti, se ne abbiamo bisogno." Il discorso dell'attore britannico nel complesso non si è distinto certo per originalità ma dalle sue parole si è percepita una certa sorpresa nell'essere su quel palco. Si, perché Gary Oldman, uno degli interpreti più apprezzati, eclettici e talentuosi a livello mondiale, con all'attivo una lunga serie di ruoli in oltre trent'anni di carriera, non aveva mai ricevuto una candidatura ai Golden Globes prima di quest'anno. Inoltre, prima del 2012, non era mai riuscito a convincere l'Academy a nominarlo all'Oscar quale miglior attore. Dettaglio insolito, nonostante l'Oscar non sia certamente un metro di giudizio al quale appellarsi in senso assoluto. Parole e azioni. Come quelle che sul grande schermo un interprete straordinario come Gary Oldman ci ha regalato in decenni di splendide performance.
Ne L'ora più buia l'impressionante e mimetica prova di recitazione di Oldman ha stupito i critici e sembra che per lui stia per arrivare la seconda nomination agli Academy Awards, dopo quella per La talpa nel 2012. Nel film di Joe Wright, che racconta la strenua opposizione dell'Inghilterra di Churchill all'avanzata nazista nella Seconda Guerra Mondiale, Oldman è perfetto, privo di qualsiasi deriva macchiettistica, in grado di trasmettere la profonda determinazione e l'umanità di un personaggio controverso. Ripercorriamo, per l'occasione, i ruoli più significativi di una carriera che avrebbe meritato molti più riconoscimenti di quelli ottenuti.

Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola (1992)

La carriera cinematografica di Gary Oldman comincia all'inizio degli anni '80 con una serie di ruoli che gli permettono subito di dimostrare la sua innata capacità di variare attraverso registri e personaggi completamente differenti. La sua prima memorabile interpretazione in un film di grande successo, dopo aver partecipato a JFK di Oliver Stone, è sicuramente Dracula di Bram Stoker, uno dei più grandi exploit al botteghino per Francis Ford Coppola. Oldman interpreta proprio il famigerato Conte Dracula, regalando una performance incredibile, inquietante e drammatica, al fianco di un'altrettanto strepitosa Winona Ryder, all'epoca in piena ascesa. Dracula di Bram Stoker rilegge in chiave postmoderna uno dei classici dell'horror e permette all'attore britannico di dimostrare il proprio valore in un ruolo da protagonista in una pellicola di grande successo.

Léon di Luc Besson (1994)

Uno dei ruoli più importanti nella filmografia di Gary Oldman è quello del poliziotto tossico e corrotto di Léon, uno dei thriller più celebri degli anni '90 e tra le migliori pellicole dirette dal regista francese Luc Besson, che dirigerà l'attore anche ne Il quinto elemento. Nel film Oldman è Norman Stansfield, un villain perverso e psicopatico che irrompe nella vita della giovanissima Mathilda (Natalie Portman) dopo aver consegnato una partita di droga al padre. La ragazzina si rifugia dal sicario Léon (Jean Reno), con il quale instaura un'amicizia e cerca vendetta nei confronti proprio di Stansfield. Un racconto di formazione a tinte black dall'indubbio fascino, impreziosito da alcune sequenze davvero memorabili. Gary Oldman dimostra la sua naturale predisposizione a ruoli di personaggi mentalmente instabili o quantomeno ambigui. Il film ottenne un ottimo riscontro, sia in termini di botteghino che rispetto alla critica, che dimostrò di apprezzare l'adrenalinica e violenta pellicola di Luc Besson.

Harry Potter e Il prigioniero di Azkaban di Alfonso Cuarón (2004)

Probabilmente uno dei migliori capitoli cinematografici della saga di Harry Potter, il terzo film del franchise introduce uno dei personaggi più amati dell'universo creato da J.K. Rowling: Sirius Black. Amico d'infanzia del padre di Harry Potter (Daniel Radcliffe), è fuggito dalla prigione di Azkaban dov'era rinchiuso con l'accusa di aver ucciso i genitori del famoso maghetto. A interpretare il ruolo proprio Gary Oldman, questa volta nelle vesti di un personaggio dall'animo buono e dal carattere impulsivo. Sirius è il padrino di Harry e cercherà in tutti i modi di proteggerlo dalla minaccia di Voldemort (Ralph Fiennes).
Con la saga di Harry Potter, Gary Oldman s'inserisce in un contesto cinematografico seriale, senza minimamente appiattire l'intensità della sua interpretazione e regalando al personaggio un fascino cupo e tormentato, da rozzo e scaltro fuggitivo a punto di riferimento per il protagonista. Interpretazione in grado di farlo entrare nel cuore dei fan di tutto il mondo e di farlo conoscere anche alle nuove generazioni.

Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan (2008)

Nel 2005 un regista rampante come Christopher Nolan prende in mano le chiavi di un franchise commercialmente affossato da Joel Schumacher negli anni '90 e lo riporta in auge con una nuova trilogia. A Gary Oldman, Nolan affida un ruolo insolito, quello dell'integerrimo commissario (inizialmente tenente) James Gordon. Baffi e occhiali per Oldman, che in mezzo a psicopatici spaventapasseri e clown sociopatici, si esibisce in un personaggio integro e all'antitesi con la corruzione dilagante a Gotham City. Pilastro della giustizia all'interno del corpo di polizia, Gordon è il punto di riferimento per Batman (Christian Bale), nella continua lotta alla criminalità. Fra i tre film il migliore è probabilmente Il cavaliere oscuro, dove Gordon e Batman devono affrontare il caos generato dal Joker (Heath Ledger) e l'animo vendicativo di Due Facce (Aaron Eckhart).

La talpa di Tomas Alfredson (2011)

Il film che finalmente regalò, nel 2012, la prima candidatura ai premi Oscar a Gary Oldman. In questo splendido thriller tratto dall'omonimo romanzo di John Le Carré, l'attore britannico interpreta un agente segreto in pensione anticipata, George Smiley, richiamato in servizio per poter trovare una spia sovietica che sembra essersi introdotta nell'intelligence britannica. Un thriller atipico quello di Tomas Alfredson, presentato in concorso alla Mostra di Venezia. Gary Oldman regala una delle migliori interpretazioni della sua carriera, che racchiude molte caratteristiche predominanti in molti ruoli da lui scelti in passato. Il suo Smiley è un personaggio afflitto ma affascinante, perfettamente a proprio agio in una pellicola che sfugge ai cliché sensazionalistici del più classico degli spy movie e incanta grazie alla qualità della sceneggiatura e all'originalità della messinscena. Ottimo il cast, che comprende anche Colin Firth, Tom Hardy, Benedict Cumberbatch e John Hurt. Nel mezzo Gary Oldman, star silenziosa nella stagione dei premi ma fra i più grandi attori viventi.

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