Gary Oldman mette le mani sull'Oscar con il suo Winston Churchill

Con la sua particolare interpretazione di Winston Churchill in L'Ora Più Buia, Gary Oldman potrebbe vincere finalmente un Oscar come migliore attore.

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Nonostante il febbraio 2018 sia ancora abbastanza lontano, si inizia già a vociferare di probabili premi Oscar. A dire il vero a far partire il toto Academy è stato Christopher Nolan, che con l'uscita di Dunkirk ha messo una seria ipoteca su almeno due premi, forse i più ambiti: Miglior Film e Miglior Regia. Per quanto riguarda il migliore attore maschile protagonista invece, Gary Oldman sembra stia lasciando una pesante impronta grazie al film L'Ora Più Buia (Darkest Hour) di Joe Wright, che i giornalisti americani hanno potuto vedere in anteprima al Telluride Film Festival (mentre noi italiani dovremmo vederlo a gennaio 2018). Nella pellicola l'attore inglese veste gli scomodi panni (per responsabilità e importanza) di Winston Churchill, indaffarato con le sue prime settimane da Primo Ministro inglese, culminate proprio con la battaglia di Dunkirk raccontata con minuzia di dettagli da Nolan. Gary Oldman ha così potuto dare sfoggio di tutte le sue qualità in un personaggio profondo, scontroso e con un carattere alquanto particolare, che da un momento all'altro si è trovato il futuro di una Nazione (e non solo, vista la guerra mondiale) fra le mani.

A caccia di statuette

A 59 anni, aiutato dal trucco e da numerose protesi che lo hanno reso praticamente irriconoscibile, l'attore potrebbe finalmente ambire a vincere una meritata statuetta. Nella sua lunga e prolifica carriera, fatta di ruoli indimenticabili, Gary Oldman è stato nominato una sola volta nel 2011 con La Talpa (Tinker Tailor Soldier Spy), senza fra l'altro arrivare alla vittoria. Questa volta potrebbe davvero essere la buona e giusta volta, Joe Wright infatti ha commesso più di un errore nella direzione del suo film, almeno a quanto dicono i colleghi americani, il suo protagonista però è a dir poco perfetto. L'intera struttura de L'Ora Più Buia si regge proprio su Gary Oldman/Winston Churchill, il cui confronto sarebbe sprecato secondo i giornalisti USA in relazione al recente Churchill visto nella serie The Crown di Netflix (un comunque ottimo John Lithgow).


Oscar impegnati

Certo i prossimi Oscar potrebbero essere fra i più "impegnati" degli ultimi anni, poiché sia Dunkirk che L'Ora Più Buia affrontano - seppur in modo diverso - guerra e politica, senso civico e senso del dovere, morale e ragione. In particolare il film di Joe Wright ha pochissima azione, la battaglia serrata contro Hitler e l'esercito ammassato sulle spiagge di Dunkirk saranno solo uno sfondo - addirittura molti giornalisti che hanno già visto il film affermano che ci sia più guerra in Espiazione che in Darkest Hour. Si tratta di un'opera incentrata esclusivamente sulle sfumature e il carattere privato di Churchill, un uomo capace di anticipare le mosse di Adolf Hitler e credere fermamente nella vittoria anche nei momenti più difficili del conflitto. Una figura che ancora oggi ha da insegnare molto alle nuove generazioni, nonostante i capricci di un carattere complicato. Un personaggio che potrebbe valere una statuetta d'oro al cospetto dell'Academy.

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