Flash, il ritorno di Michael Keaton come Batman: cosa significa?

L'attesissimo cinecomic DC diretto da Andy Muschietti e con protagonista Ezra Miller è diventato particolarmente interessante...

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Mille problemi, mille posticipi, ma forse ci siamo. La caduta della vecchia guardia DC Films dopo il flop di Justice League ha in larga parte modificato la strategia produttiva e promozionale dell'etichetta. Un lavoro di trasformazione interna che per forza di cose ha dovuto mettere un freno temporaneo a diversi progetti allora in fase di sviluppo, in particolar modo al Flash con protagonista Ezra Miller, proprio introdotto nel crossover DCEU. Annunciato inizialmente per un'uscita nel 2019, l'adattamento cinematografico della Saetta Scarlatta ha faticato e sbracciato a lungo per uscire da un pantano produttivo denso e minaccioso. È stato rinviato due volte, ha cambiato tanti sceneggiatori ma alla fine, sotto l'egida di Walter Hamada, sembra aver trovato finalmente una sua direzione grazie al regista Andy Muschietti (IT) e al talento produttivo della sorella, Barbara Muschietti.

Pensavamo che nel corso degli anni il concept del film fosse drasticamente mutato, passando dall'ambiziosa e rischiosa idea di una trasposizione di Flashpoint a qualcosa di meno complesso, anche se non per forza di cose basico e insipido. Evidentemente ci sbagliavamo, perché recenti interviste a regista e produttori hanno evidenziato in modo abbastanza chiaro l'intento di proseguire lungo la strada originale con diverse modifiche allo script. Soprattutto, è la notizia del possibile ritorno di Michael Keaton nel ruolo di Batman a destare molto interesse e permetterci di ragionare sull'essenza di Flash e sulla direzione coraggiosa che sta intraprendendo, tanto da divenire improvvisamente osservato speciale dei fan DC e non solo.

A spasso nel Multiverso?

Tra i vari The Batman di Matt Reeves o Black Adam con Dwayne "The Rock" Johnson in lavorazione, anche date le molte difficoltà accumulatesi negli anni, Flash non ha destato immediatamente l'interesse degli appassionati. Anche colpa di Miller - se di colpa vogliamo parlare -, perché la sua interpretazione di Barry Allen non è stata accolta con positiva unanimità da critica e pubblico. Mettiamoci poi i recenti problemi relativi alla presunta violenza della star contro una sua fan ed ecco che il distacco aumenta, pensando proprio alla condanna di un progetto che finora ha dimostrato solo di essere tenace ma inerme e discontinuo. Produttivamente, almeno, perché come spiegavamo poco sopra un elemento creativo in continuità ce l'ha: l'idea di introdurre al cinema il Multiverso DC.

Se conoscete i fumetti o siete avidi spettatori dell'Arrowverse di casa CW, saprete senza dubbio di cosa stiamo parlando. Per gli altri, invece, vi basti sapere che il Multiverso DC è composto da dimensioni parallele nelle quali è anche possibile viaggiare, numerate a seconda della Terra in cui ci si trova. È un sistema complesso e molto articolato che presuppone la presenza di molteplici (se non infinite) varianti di ogni personaggio, che in diverse run uniscono anche le forze in grandiosi e sorprendenti team up, trasposti con ingegno ma davvero poca grazia nelle produzioni televisive.
Ecco, ora tutto questo potrebbe sbarcare al cinema. Anzi, dovrebbe, perché la presenza di Michael Keaton nei ben ritrovati panni di Batman significa proprio guardare a Flashpoint e alle Terre. Già le voci che volevano Jeffrey Dean Morgan come un Thomas Wayne divenuto Batman lasciavano presupporre il mantenimento di quello specifico concept, ma con Michael Keaton ne abbiamo quasi la certezza. Diciamo "quasi" perché l'attore sarebbe in verità in trattative iniziali con la produzione per tornare nel costume del Cavaliere Oscuro dopo 30 anni da Batman - Il Ritorno, presumibilmente come un Bruce Wayne più invecchiato (salvo sorprese con un ringiovanimento in CGI).

A essere infine ancora più incerta è la resa scenografica dell'Universo del Batman di Keaton. La visione anni '90 di Tim Burton aveva ideato una Gotham profondamente gotica e fiabesca, dark in senso ancestrale, fumosa, minacciosa, espressionista. Il suo Batman si adattava dunque a quell'idea cinematografica, con un costume in pelle vecchio stile, minimale, senza troppi fronzoli.

È allora vero che Keaton dovrebbe riprendere il ruolo, ma sarà davvero quel Batman, il suo? L'Universo che Flash creerà tornando indietro nel tempo per salvare la madre sarà quello ideato da Burton, quasi fosse una citazione-omaggio di Muschietti al regista, un po' come fatto da Steven Spielberg con Shining in Ready Player One? Non ne siamo tanto sicuri.

Più facile pensare a un'evoluzione di quegli stilemi e un Keaton-Batman differente, che si adatti all'insieme artistico del cinecomic. La riflessione nasce spontanea guardando anche a quanto scritto dall'Hollywood Reporter, che ha definito "il Batman di Michael Keaton una sorta di Nick Fury del DCEU".

Questo significa che potrebbe tornare anche in futuro, in diverse altre pellicole, ed essere il cardine del Multiverso DC.
Quel che è certo è che, in questa nuova prospettiva, Flash diventa forse il film più importante del prossimo futuro dell'etichetta, e data la possibilità di viaggiare tra le dimensioni (chissà però in che misura) i prossimi mesi potrebbero regalarci altre succose novità relative ai protagonisti. E con un Batman in trattative e un secondo già vociferato da tempo (Dean Morgan), non è da escludere anche l'arrivo di un terzo. E sì, sappiamo già a chi state pensando...

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