Film noir: cinque titoli da recuperare in streaming

Il film noir è cambiato molto nel corso degli anni. Eppure regala sempre grandi emozioni: questi cinque titoli sono quelli che dovreste recuperare.

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Il cinema noir fin dagli anni '20 ha saputo mostrare al mondo storie di incredibile originalità, offerto atmosfere uniche, abitate da personaggi dannati, malinconici, autodistruttivi eppure indomiti, fedeli a sé stessi.
In lotta contro l'ordine costituito, contro la "legge" (a cui si contrappone la giustizia in senso universale) essi sono chiamati a risolvere crimini, misfatti, a farsi carico di un'esistenza sovente grama, in cui la verità li lascerà con un pugno di mosche.
Che si tratti di Chicago o Parigi, di Roma o qualche altra località, il cinema noir ha un fascino unico, poiché nonostante una struttura apparentemente rigida permette di sviluppare i personaggi.
Negli ultimi anni molti sono stati i film capaci di far riscoprire al pubblico il fascino dell'incertezza, dell'evoluzione di una trama dentro universi torbidi, in cui intrigo, doppiezza e stile fossero fusi assieme.
E tra tanti, questi cinque sono sicuramente dei titoli da recuperare quanto prima.

Hollywoodland

Hollywoodland di Allen Coulter è uno dei migliori noir del nuovo millennio, un viaggio nella Hollywood decadente e falsa di fine anni '50.
Protagonista è il detective Louis Simo (Adrien Brody), individuo egoista e materialista, che si troverà coinvolto in modo imprevedibile nelle indagini sul suicidio di George Reeves (Ben Affleck), attore che interpretava con un certo successo e popolarità Superman nello show televisivo dell'epoca.
In breve, egli si troverà alle prese con una morte dai contorni torbidi, in cui misteri, rancori e relazioni extraconiugali fanno da contorno a un universo di celluloide spietato, dove il successo è un miraggio contenuto nelle mani di uomini potenti e vendicativi.
Con un cast che include anche star del calibro di Diane Lane e Bob Hoskins nei panni dei potenti coniugi Mannix (padroni della Metro-Goldwyn-Mayer), Hollywoodland vive della contrapposizione tra due fallimenti esistenziali: quello di Simo, che grazie al caso farà comunque i conti con il suo essere un padre e un detective di bassissimo rango, e un Reeves a cui Affleck dona una disperata ambizione, un egoismo e insicurezza che lo rendono un perfetto simbolo dei tanti aspiranti divi che si persero nella nebbia di una Hollywood ferale.

Bellissimo nella fotografia di Jonathan Freeman, che alterna luce e oscurità, il film di Coulter è perfetto nel distruggere il "mito" cinematografico e televisivo della Hollywood charmant anni '50, nel gettare una luce non definitiva su una morte che sconvolse un'intera generazione di bambini che avevano in Reeves l'eroe per eccellenza.
Strizzando l'occhio ai personaggi "perdenti" ma fedeli a sé stessi che negli anni '30 e '40 fecero grande il genere, Brody si erge a simbolo di quella verità che il "Meraviglioso Paese" non vuole mai conoscere fino in fondo, conscio che essa lo può distruggere, così come distrugge Reeves.

Disponibile su Amazon Prime Video.

Collateral

Nella filmografia del grande Michael Mann, Collateral dal punto di vista estetico e tematico ha un posto di prima grandezza, e rappresenta ancora oggi uno dei ruoli più incisivi e riusciti di Tom Cruise.
Los Angeles risplende della tenebra resa regno elettrico grazie a un digitale fotografico che ha fatto la storia del cinema. Le luci al neon, le superfici di vetro, di cemento, la folla, tutto è parte di un gigantesco alveare, di un ingranaggio all'interno del quale il Vincent di Cruise si muove come un predatore.
Feroce, carismatico, eloquente e manipolatore, è uno dei villain più riusciti del genere, a cui si contrappone un inizialmente impacciato e remissivo Jamie Foxx, bravissimo nel dipingere un antieroe suo malgrado, un uomo che la paura guida verso qualità e azioni di cui mai sarebbe stato capace.

Rispetto al passato, ora è la metropoli multiculturale e alienante, il cubo di cemento e musica tecno a fare da protagonista.
Ma la solitudine, la disperazione, la morte che aleggia indifferente e opprimente sono sempre le stesse, dai tempi di Humphrey Bogart fino a questa specie di dark buddy movie.
Collateral è un'Odissea tra bugie e morte, con un cast di contorno che comprende divi del calibro di Javier Bardem, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffallo e Peter Berg.
Dal punto di vista estetico e per la profondità ed evoluzione che sa regalare nei personaggi è qualcosa ancora oggi con pochi pari.
A metà tra l'omaggio al grande noir francese come Le Samourai o Notte sulla città di Melville e il revenge urban come Ghost Dog, Collateral è un film animato da una splendida disperazione.
L'incertezza, il dubbio, la suspence e la capacità di renderci attratti dal male, da questo killer così atipico, ne avevano fatto e ne fanno tuttora un'opera di grande fascino e profondità.

Disponibile su Netflix.

Le conseguenze dell'amore

Secondo molti il vero capolavoro di Paolo Sorrentino, noir che in quel 2004 lasciò di stucco pubblico e critica, e fornì un'importante boccata d'ossigeno al cinema italiano.
Toni Servillo e il suo Titta Di Girolamo costituiscono un scheggia impazzita nella narrazione cinematografica del nuovo millennio.
Muove i suoi passi felpati dentro un universo dove lo stile diventa narrazione, l'estetica significato, dove la regia crea un labirinto straniante e opprimente, in cui il ritmo è irregolare, sincopato.
Anche qui, come nei migliori esempi del genere, il protagonista è un individuo che tramite un incontro casuale, quello con una bella e misteriosa Sofia (Olivia Magnani), prende coscienza della miseria della sua esistenza da perdente, padre rifiutato, sopravvissuto a sé stesso, cane randagio solitario indebitato con una Cosa Nostra che lo usa come prestanome e tuttofare.
Sorrentino rende la trasformazione da vile sopravvissuto a coraggioso perdente fascinosa perché condivisibile, colma di una silenziosa dignità.
Freddo nei colori di una Svizzera asettica e spietata, abitato da disperati e naufraghi della vita, sovente grottesco e pieno di maschere come solo un film di Sorrentino sa essere, Le conseguenze dell'amore è un noir tanto atipico quanto affascinante e complesso. E con un Servillo monumentale.

Disponibile su Tim Vision.

A Bittersweet Life

Il cinema coreano era grande già 15 anni fa, quando ci regalava film come questo noir, gioiello firmato da Kim Jee-Woon, capace di omaggiare i grandi classici del genere europeo e americano e assieme di connettere tutto a una dimensione popolare da revenge movie.
A Bittersweet Life è autoriale nel senso più alto del termine, connesso al conflitto tra onore e dovere.
Ha nel Kim di Lee Byung-hun un protagonista dannato e affascinante, direttore d'albergo che in realtà è braccio destro di un boss mafioso feroce ma che di lui si fida ciecamente.
Sorprendentemente, l'incontro con l'amante del suo capo lo porterà verso una ribellione totale verso le regole che da sempre ha scelto di seguire.

Elegante, con un perenne contrasto tra sopra e sotto, lusso e povertà, connesso a una dimensione di violenza e assieme di grande tatto e poesia, ha nella regia di Jee-Woon la carta vincente per essere unico.
Un noir che abbraccia un iter che ha nella disperazione e nella ricerca della morte il suo fulcro.
A conti fatti più che a Hammett o Chandler, A Bittersweet Life pare connettersi alla narrativa di James Ellroy, dietro la patina di homage dichiarato a Tarantino, a Sergio Leone o al cinema di Takeshi Kitano.
Sicuramente il più "movimentato" tra i cinque, ma anche il più profondo, coerente nel mostrare un percorso di vendetta che non cerca la vittoria, ma di ristabilire un regno della mente, lottando contro una parte di sé stessi.

Disponibile su Netflix.

Brick

Esordio assolutamente incredibile per Rian Johnson, costato appena 450mila dollari, fu il film evento del Sundance Film Festival del 2005, e ancora oggi secondo molti è il film migliore mai fatto da uno dei registi più discussi del nostro tempo.
Connesso in modo profondo a Kurosawa, agli spaghetti western, all'hard boiled che fu, così come alla mitica serie anime Cowboy Bebop, Brick ha in un bravissimo Joseph Gordon-Levitt il protagonista di un intreccio studiato nei minimi dettagli, in cui il suo Brendan raccoglie il testimone dei vari detective e antieroi romantici alla Sam Spade.
La cosa più incredibile di questo film, dalla regia e fotografia semplicemente meravigliose, è che il tutto è ambientato in un universo giovanile di cui traspare un'immagine disperata, violenta, impietosa, ma dove bene e male fino all'ultimo appaiono sfumati.
I personaggi sono in tutto e per tutto legati a una classicità ben nota al pubblico: il boss, la ragazza furba, la vittima, il killer. Eppure allo stesso tempo completamente nuovi per modus operandi, stile, per il loro rappresentare una continuity di un sottobosco criminale, che fa del cemento di San Clemente la nuova Los Angeles anni '40.

La verità arriva come un amaro calice, il protagonista lo dovrà bere con la certezza di non aver affatto vinto, la lealtà e l'amore sono illusioni, armi di suggestione, in una partita a scacchi dove la polizia e le autorità sono assenti se non addirittura nemiche.
Vi è molto di irreale in Brick, ma vi è anche molto di concreto. La violenza, la mancanza di punti di riferimento per una generazione drogata di soldi facili, successo e apparenze, in cui il simpatico, generoso e decisamente sfigato Brendan se non altro può rivendicare con pochi altri di avere un suo codice, una sua moralità.
Senza mai dare punti di riferimento allo spettatore, con colpi di scena continui e sequenze animate da un crescendo da manuale, Brick è uno dei noir meglio congegnati del nuovo millennio.

Disponibile su Amazon Prime Video.

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