Roma 2014

Speciale Festival Internazionale del Film di Roma 2014

Al via il festival del cinema capitolino nella formula più Festa e meno Festival

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Giunto alla sua nona edizione (non senza ostacoli e continue ‘rivoluzioni' interne), il Festival Internazionale del Film di Roma si prepara ancora una volta ad aprire i battenti. Un'edizione che si preannuncia in un certo senso rivoluzionaria ma anche un sostanziale ritorno alle origini, dal momento che si riapre il varco a quell'idea di Festa - meno elitaria e diretta più al pubblico che agli addetti ai lavori - che era all'origine del progetto della manifestazione di cinema capitolina. Si ritorna dunque a un Festival più ‘popolare', in cui a sancire il cambiamento di maggior peso è senz'altro la sostituzione di una giuria di addetti ai lavori con una giuria costituita dagli spettatori nella loro totalità. Sarà infatti quest'anno proprio il pubblico pagante a votare e ad assegnare tutti i premi delle varie categorie in concorso - che quest'anno sono così suddivise: Cinema d'oggi ("Una selezione di lungometraggi di autori sia affermati che giovani"), Gala ("Una selezione di grandi pellicole 'popolari ma originali' della nuova stagione"), Mondo Genere ("Una selezione di film appartenenti ai più diversi generi cinematografici") e Prospettive Italia ("Una sezione che intende fare il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema italiano"). Come sottolineato anche - nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma del Festival - dall'assessore alla cultura della Regione Lazio Lidia Ravera, questa sarà un'edizione in cui "il Festival e il botteghino andranno a coincidere", dal momento che risulteranno vincitrici non le opere ritenute di maggiore qualità in base a giudizi più o meno tecnici, ma quelle opere che incontreranno maggiormente e in maniera più solida i favori del pubblico. Una formula innovativa che tenta di conferire finalmente al festival romano una sua identità e che - per farlo - segue da vicino le orme del successo del Toronto Film Festival. In ogni caso, come ci tiene a precisare anche il direttore artistico della kermesse Marco Müller (che attende di essere riconfermato/riconfermarsi o meno per la direzione dell'anno venturo visto che il suo contratto è ora in scadenza) questa sorta di rivoluzione strutturale (prospettata di fatto come una sostanziale Evoluzione) non andrà in alcun modo a inficiare quelli che sono invece i parametri di qualità e diversità della manifestazione, per i quali si è sempre cercato di avere un occhio di riguardo.

Un programma ricco e variegato

Se dunque nel programma spiccano l'apertura e la chiusura all'insegna della comicità rispettivamente con le due commedie italiane Soap Opera con Abatantuono e De Luigi e Andiamo a quel paese del duo comico Ficarra e Picone, Muller assicura che all'interno del cartellone non mancheranno opere più di nicchia e autoriali così come lavori destinati sin da ora ad avere una grossa eco mediatica. Tra i titoli più attesi senza dubbio Gone Girl di David Fincher, Time Out of Mind di Oren Moverman con Richard Gere, Black and White con Kevin Kostner, ma anche Eden della regista francese Mia Hansen-Love e Trash di Stephen Daldry. Tre, invece, i titoli italiani in concorso: Biagio di Pasquale Scimeca, La foresta di ghiaccio di Claudio Noce e I milionari di Alessandro Piva. E insieme all'attesa dei film in programmazione, non possono non mancare come ogni anno anche una certa dose di attesa e curiosità per i nomi delle star che calcheranno il red carpet. Eccovi un piccolo assaggio: Tomas Milian, Clive Owen, Walter Salles e Jia Zhangke, Wim Wenders, Brad Anderson, Asia Argento, Park Chan-wook, Kevin Costner, Takashi Miike e Geraldine Chaplin. Un programma, quindi, che a detta di Muller ma anche su carta si preannuncia ricco e variegato, capace di coniugare la richiesta di opere più classicamente da festival con la necessità di un intrattenimento che solidifichi quella idea di festa, vera e propria giostra audiovisiva, quest'anno sancita anche dalla ruota panoramica che spicca al centro della nuova locandina. D'altro canto, un festival che - come sempre - si apre tra dubbi, speranze, riflessioni e polemiche - non ultimo il coro di manifestanti che ha inopinatamente interrotto la conferenza stampa della gremita sala Petrassi intonando "Tutto il resto è noia" e manifestando il proprio dissenso contro l'esclusione dal programma festivaliero del biopic su Califano. Ma si sa, in questo genere di manifestazioni, questi imprevisti non sono solo all'ordine del giorno, ma sono anche un po' il sale, l'elemento caratterizzante che riesce a rendere ogni annata particolare, diversa da quella precedente e da quella successiva, e forse degna di memoria. In ogni caso, tra anticipazioni, gossip di corridoio e novità, non resta dunque che attendere il 16 ottobre perché la manifestazione abbia inizio e vedere, strada facendo, quale sarà davvero l'anima di questo festival 2014 e quali saranno poi verso l'epilogo le somme da tirare. Nell'attesa, qui di seguito trovate i titoli dei sedici film in concorso nella selezione di quest'anno. Buona visione e che vinca... il film più amato!

I sedici titoli in concorso

- ANGELY REVOLUCII (Angeli della rivoluzione) di Aleksej Fedorčenko, Russia, 2014
- BIAGIO di Pasquale Scimeca, Italia, 2014
- DÓLARES DE ARENA (Dollari di sabbia) di Laura Amelia Guzman Conde, Israel Cardenas, Repubblica Dominicana, Argentina, Messico, 2014
- LA FORESTA DI GHIACCIO di Claudio Noce, Italia, 2014
- ITAR EL-LAYL di Tala Hadid, Regno Unito, Francia, Marocco, 2014
- LUCIFER di Gust Van den Berghe, Belgio, Messico, 2014
- DIE LÜGEN DER SIEGER (Le menzogne dei vincitori) di Christoph Hochhäusler, Germania, 2014
- LULU di Luis Ortega, Argentina, 2014
- OS MAIAS - (ALGUNS) EPISÓDIOS DA VIDA ROMÂNTICA di João Botelho, Portogallo, 2014
- MAURO di Hernán Rosselli, Argentina, 2014
- I MILIONARI di Alessandro Piva, Italia, 2014,
- NN di Héctor Gálvez, Perù, Francia, Germania, 2014
- OBRA di Gregorio Graziosi, Brasile, 2014
- TIME OUT OF MIND di Oren Moverman, Stati Uniti, 2014
- SHIER GONGMIN (12 CITIZENS) di Xu Ang, Cina, 2014
- WIR SIND JUNG. WIR SIND STARK.(Siamo giovani. Siamo forti) di Burhan Qurbani, Germania, 2014