Festival di Annecy: dal ritorno dei DuckTales al danese Nothing Happens

La seconda giornata del festival d'animazione è stata all'insegna di nuove tecniche e anticipazioni sulle prossime serie della Disney.

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Gli avventori di Annecy continuano a frequentare le proiezioni e le attività del MIFA sotto un sole cocente che mette a dura prova l'istinto di sopravvivenza (soprattutto quando l'aria condizionata scarseggia in sala, evento raro ma non per questo meno fastidioso). Per questioni di tempistica abbiamo dovuto rinunciare alla masterclass di Guillermo del Toro (spostarsi tra l'area puramente cinema e quella del mercato non è facilissimo, specialmente se tra un impegno e l'altro c'è il rischio di tardare), ma è stato comunque un secondo giorno molto ricco ed emozionante, tra film sbalorditivi e una conferenza stampa molto interessante per gli appassionati delle produzioni televisive della Disney.

Storie di divinità cinesi

Ad aprire le danze, nella Grande Salle del palazzo Bonlieu (centro nevralgico del festival e sede di tutte le proiezioni speciali, anteprime di prestigio in primis), è stato Big Fish & Begonia di Lian Xuan e Zhang Chun, selezionato nel concorso ufficiale. Un racconto epico basato sul folclore cinese, con creature semidivine che accedono al nostro mondo sotto forma di delfini rossi e ci osservano per un periodo limitato prima di tornare a casa, solo che questa volta una delle giovani partecipanti rischia di scatenare un cataclisma per salvare un ragazzo umano. Il respiro ambizioso sposa una qualità grafica strabiliante, frutto di quasi dieci anni di lavoro, con in mezzo la sospensione temporanea del progetto. Come hanno spiegato i cineasti, perseverare è stato fondamentale, e quel messaggio è stato ben recepito dai giovani speranzosi seduti in sala. Questi ultimi hanno applaudito fragorosamente anche durante la proiezione del secondo blocco di cortometraggi in concorso, con una piccola pausa tra un film e l'altro per salutare i registi in sala. Tra riflessioni sulla pace nella società di oggi e sull'alienazione, esibizioni canore molto particolari e racconti deliziosamente surreali su una famiglia inglese e un tasso sloveno alcolizzato (!), la voglia di stupire ed emozionare è stata una costante per circa un'ora e mezza. L'apice, a nostro avviso, è stato Nothing Happens, un gioiellino danese senza dialoghi dove, come promesso dal titolo, non accade nulla. Un nulla ipnotico, scandito dai versi dei corvi.

Biografie speciali

Tornando al concorso lungometraggi, il pomeriggio è stato dominato dalla prima mondiale di Loving Vincent, un ritratto - è il caso di dirlo - della vita di Vincent Van Gogh che riproduce il suo stile di pittura: la storia, che trae spunto dal carteggio tra l'artista e suo fratello, è stata prima girata con attori veri (tra cui Chris O'Dowd, Saoirse Ronan e Jerome Flynn, l'interprete di Bronn ne Il trono di spade), e il materiale è stato poi rielaborato da 115 specialisti della pittura ad olio, creando un viaggio inedito e splendidamente surreale nel mondo di Van Gogh. La co-regista Dorota Kobiela, visibilmente emozionata in occasione della prima proiezione pubblica del film, ha dedicato il progetto alla nonna, il cui incoraggiamento è stato fondamentale per la sua carriera artistica. In serata, al multisala Pathé, è stata presentata un'altra storia vera, questa volta fuori concorso: The Man Who Knew 75 Languages, co-produzione norvegese, polacca e lituana sulla vita di Georg Sauerwein (1831-1900), linguista e poeta poliglotta che si impegnò per la preservazione delle lingue madri delle minoranze etniche e linguistiche. "Un popolo che perde la propria lingua perde l'anima", afferma il protagonista nella scena-chiave di un prodotto che mescola personaggi animati e ambienti reali. La genesi del progetto, come ha spiegato la regista Anne Magnussen, è molto personale: "Quando mia madre, nata su un'isola lontana dalle grandi città, si trasferì ad Oslo fu costretta a cambiare il suo modo di parlare, rinunciando al dialetto nativo per conformarsi alla lingua ufficiale.".

Il ritorno di Paperone

Prima dell'ultima proiezione ci siamo recati all'Imperial Palace, sede principale del MIFA, per la conferenza stampa della Disney Television Animation. Orion Ross, responsabile delle acquisizioni di Disney Channel, Disney XD e Disney Junior per l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa, ha passato in rassegna alcuni dei progetti attualmente in lavorazione, tra cui un'idea di matrice italiana, Trulli Tales, in collaborazione con la francese Gaumont. A destare curiosità sono stati soprattutto il progetto Space Chickens in Space, realizzato da due gemelli norvegesi noti su YouTube come Trashtwins e autori di un esilarante messaggio video per i giornalisti presenti, e 101 Dalmatian Street, spin-off de La carica dei 101 la cui premessa si basa sull'assenza di padroni umani nella casa dei dalmata. Successivamente ha preso la parola Eric Coleman, responsabile della programmazione americana, per parlare di alcuni progetti basati su proprietà Disney particolarmente amate. È già in onda da qualche mese Tangled: The Series, sequel di Rapunzel, mentre all'inizio del 2018 arriverà la prosecuzione seriale di Big Hero 6. Tra i due si colloca l'atteso ritorno di DuckTales, di cui è stato mostrato in anteprima un breve spezzone che fa parte di una serie di corti disponibili in questi giorni in rete per rendere l'idea del tono dello show. Quanto alla nuova sigla, essa sarà svelata oggi, ma Coleman ha già anticipato una cosa per rassicurare i fan storici: il testo della mitica canzone scritta da Mark Mueller non è stato ritoccato...

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