Festival di Annecy: bulli, animali e mutande

La quarta giornata della kermesse dedicata all'animazione è stata segnata dall'anteprima del prossimo lungometraggio della DreamWorks.

speciale Festival di Annecy: bulli, animali e mutande
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L'appuntamento annuale di Annecy comincia a volgere al termine, ma questo non significa che il programma diventi meno interessante: per quanto concerne l'Italia in particolare, proprio in questi giorni la manifestazione è impreziosita dalla presenza di Bruno Bozzetto, invitato in occasione dell'anteprima francese del documentario Bozzetto non troppo, presentato alla Mostra di Venezia lo scorso settembre. Batte bandiera tricolore anche uno dei cortometraggi in concorso, Ossa, che purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di vedere. E questa è solo una piccola parte di un palinsesto festivaliero che non smette mai di sorprendere, a cominciare da un film dolorosamente attuale nel concorso ufficiale.

Dolore senza voce

Fa un certo effetto cominciare la giornata con un film d'animazione incentrato sul bullismo, tema divenuto molto rilevante nelle cultura popolare recente grazie alla serie di Netflix 13 Reasons Why. Qui però non siamo in America, bensì in Giappone, dove si svolge la storia tenera e straziante di A Silent Voice, sull'amicizia tra un adolescente ex-bullo, rimasto senza veri contatti umani al di fuori della famiglia, e una ragazza sorda con cui cerca di migliorare i rapporti dopo averla maltrattata alle elementari. L'handicap di lei consente all'apparato visivo di essere ulteriormente messo in rilievo, con diverse immagini molto forti (tra cui un paio di tentativi di suicidio), e l'argomento non facile è trattato senza concessioni agli istinti più mainstream. L'unico difetto di un certo peso è una durata troppo generosa, che genera alcune sequenze ripetitive in attesa del climax emotivo.

L'eroe è (semi)nudo

Decisamente più allegra la fascia oraria pomeridiana, dominata dalla proiezione di Capitan Mutanda, il trentacinquesimo lungometraggio della DreamWorks Animation, che arriva appena un paio di mesi dopo l'uscita del precedente Baby Boss (almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti). Basato sull'omonima serie di libri, di cui riprende fedelmente lo stile grafico in un miscuglio riuscito fra tradizione e digitale (la prima è presente soprattutto nella parte incentrata sull'attività fumettistica dei due protagonisti), il film arriva nel momento giusto poiché mette alla berlina le convenzioni delle storie di supereroi, rielaborate in un'ottica spudoratamente puerile. Il gioco non regge sempre benissimo, soprattutto nel pre-finale prevedibilmente roboante, ma con un paio di aggiustamenti la DreamWorks, ora orfana del contributo produttivo del fondatore Jeffrey Katzenberg, potrebbe aver trovato un nuovo franchise (in originale c'è un sottotitolo, The First Epic Movie, che suggerisce la volontà di continuare la storia dell'imbranato eroe cosmico che va in giro senza vestiti).


Mondo animale

Dopo Drôles de petites bêtes, di cui abbiamo parlato in precedenza, la coesistenza pacifica tra gli animali è tornata ad essere fonte di divertimento in due film molto diversi, uno norvegese e l'altro francese. Il primo è In the Forest of Huckybucky, adattamento in stop motion di un celebre libro per bambini molto popolare nei paesi nordici. La trasposizione è incredibilmente fedele, canzoni incluse, e dimostra la vitalità della produzione scandinava con brio, humour e un apparato tecnico e visivo che non ha nulla da invidiare a un colosso anglosassone come la Aardman. È invece realizzato con disegni tradizionali, basati su un fumetto online, Le grand méchant renard et autres contes, il nuovo lungometraggio di Benjamin Renner (uno degli autori di Ernest & Celestine). Impostato narrativamente come una rappresentazione teatrale, il film mette in scena tre episodi di vita da fattoria con un'eleganza semplice condita con emozioni e risate, culminando in un episodio natalizio che rende un po' curiosa la decisione di farlo uscire in Francia il 21 giugno (presumibilmente si vuole evitare la concorrenza di Drôles de petites bêtes, in uscita a dicembre). Ennesima conferma della qualità dell'animazione transalpina, con un ottimo potenziale per farsi notare ed apprezzare anche fuori dai confini nazionali.

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