Speciale Fast & Furious 5 - Intervista

Vin Diesel, Paul Walker e Tyrese Gibson presentano Fast 5

speciale Fast & Furious 5 - Intervista
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Roma, Grand Hotel Hassler, ore 11.45: noi giornalisti cinematografici siamo riuniti per l'attesa conferenza stampa di Fast and Furious 5, prevista per mezzogiorno. Tra una chiacchiera e l'altra, a un certo punto vedo sbucare da dietro una colonna, tentando di mischiarsi con la folla, Tyrise Gibson, a quanto pare ospite a sorpresa dell'incontro. Inutile dire che gli è riuscito difficile anche solo avvicinarsi ad un pasticcino: forse pensava di non essere così famoso!
Dopo le foto di rito, è ora di accomodarsi in sala: stanno per arrivare Paul Walker e Vin Diesel, anche loro protagonisti della spericolata pellicola appena uscita negli USA e in Italia. Entrano Paul e Tyrese, Vin ha un qualche problema che lo costringe a tardare qualche minuto. Ma questo non ci impedisce certo di tempestare di domande gli altri due, nel frattempo.

Cosa vi attrae di questo franchise, cosa vi spinge ogni volta a un nuovo capitolo? Che esperienza è Fast and Furious?

P.W. All'inizio è stata un'esperienza assolutamente nuova, noi non eravamo degli attori famosi e il genere era assai fresco, quindi dovevamo capire noi per primi dove volevamo spingerci, era tutto una sorpresa! Anche un successo del genere era inaspettato. Io ho avuto la fortuna di girare tutti gli episodi tranne il terzo: con Tyrese abbiamo fatto il secondo, ad esempio. Quando non giro con loro mi fa un po' strano, sapete? E siccome la gente poi mi chiede ogni volta perché c'è questo e non quell'attore, abbiamo deciso di fare una bella rimpatriata per questo quinto episodio! [ride]
È stata una grande opportunità, un po' come vincere il campionato.


T.G. Sono d'accordo con Paul, è stata un'esperienza straordinaria. Sentiamo sempre il peso di dover rispettare la 'cultura', lo stile del franchise, ma è un bel lavoro.
Per me lavorare a questa saga è stata l'occasione di una vita, 2 Fast 2 Furious era solo il mio secondo film non indipendente, e ha lanciato la mia carriera. Sono stato felice di essere stato richiamato per questo quinto episodio. Ci siamo divertiti un sacco a girarlo.


Tyrese, sappiamo che sei impegnato su più fronti, che ci dici delle altre tue attività?

T.G. Il mondo è un palcoscenico, e io voglio sfruttare tutte le possibilità che mi passano davanti, voglio dimostrare di potercela fare da solo. Voglio contribuire allo spettacolo, e mi piace farlo anche cantando.

P.W. Tyrese è il mio gioiellino!! [ride]

T.G. Sapete, ci siamo chiesti molto come migliorare ancora la formula. Abbiamo aggiunto, tra l'altro, scene fantastiche come quella con Paul che cade nel vuoto. Come l'ho invidiato! L'avrei voluta girare io quella scena! [ride]

Sembra che la moda del momento siano i film 'all stars', che riuniscono tanti grossi nomi in una sola pellicola. L'anno scorso abbiamo visto The Expendables, quest'anno ci pensa la Marvel, in vista anche dei Vendicatori. Ora anche il vostro Fast Five...

P.W. Be', penso che questo genere di iniziative coinvolgano il pubblico, e diano loro più personaggi di riferimento. Ognuno può vedersi in uno specifico, magari. Io ad esempio rappresento un po' l'americano bianco tipo, quello dai capelli chiari.

T.G. Io invece sono il classico nero dal fare sexy! [ride]

Arriva finalmente Vin Diesel, tra gli applausi.

T.G. Hey amico, arrivi proprio al momento giusto. Che ne pensi dei film con le supersquadre come la nostra, che vanno tanto di moda al momento?

V.D. Ciao a tutti! Prima di rispondere volevo ringraziarvi, sul serio, sono sempre felice quando vengo a Roma. Abbiamo viaggiato in giro per il mondo per promuovere la saga ma è vero: tutte le strade portano a Roma. Questo è il posto più bello dove fare le conferenze stampa. Roma è bellissima e voi giornalisti italiani siete sempre così collaborativi e generosi con me, e mi fate sempre le domande migliori.
Per il resto, per fare un gran film non c'è bisogno necessariamente di un super cast. Guardate F&F 4, ha avuto un successo straordinario e non aveva il cast ricchissimo del 5. Siamo arrivati al dream team perché la storia ci ha portati fin qua, semplicemente. Avevamo bisogno anche di un po' di leggerezza e diversi punti di vista, tutto qui.


Ci dica qualcosa in più sul suo progetto di un kolossal su Annibale.

V.D. Annibale? Volete davvero scatenare la bestia che è in me? [ride] Dai, è fantastico essere qui, l'accoglienza è così tanto migliore rispetto a duemila anni fa, ma...per ora parliamo d'altro!

Uno dei temi cardine della serie è il concetto di famiglia, ulteriormente esplicitato in questo capitolo. Che ci dice al riguardo?

V.D. Sì, è verissimo, è un tema ricorrente nella saga fin dal primo episodio. È bello perché è un tema importante e in un film d'azione di solito non si toccano davvero temi di un certo peso. Dialoghi come quello che ha luogo fra Dom e Brian sul balcone non si sentono tanto spesso in questo genere di film. Universal ci ha dato la grande possibilità di dare un cuore pulsante alle nostre avventure. Tanti ragazzi oggi escono da famiglie allo sfascio e sentono, in pellicole come questa, un senso di appartenenza, di familiarità in cui si ritrovano con piacere.

P.W.Già, il bisogno di un senso di aggregazione è forte in tutti noi, e questo marchio distintivo di F&F ha colpito molto i giovani. Una semplicità che è anche una ricchezza.

Vin, sei attore, ma anche produttore e regista. In che ruolo ti trovi più a tuo agio?

V.D. Faccio l'attore da quando avevo sette anni, spesso per me è stato terapeutico. Anche se c'è stato un periodo di vent'anni in cui non riuscivo più a trovare spazio come attore. Allora mi buttai sulla regia, e realizzai Multifacial. Il successo del Sundance è stato un'opportunità straordinaria. E comunque, lavorare a un film indipendente ti insegna tante cose. Anche a fare il produttore. Grazie ad esperienze come quella sono poi venute altre cose come il prequel di F&F4 che ho diretto, Los Bandoleros. Mi piace fare il produttore perché ho voce in capitolo per migliorare un prodotto, come è successo con F&F. Ho accettato il cameo nel terzo episodio perché mi avevano promesso che avrei potuto essere produttore del quarto. Ma a quel punto ho detto 'No, voglio produrne almeno una trilogia!' [ride]
Difatti i primi tre erano bei film, ma erano slegati tra loro se non per qualche riferimento o personaggio. Io invece volevo ci fosse un filo conduttore, una grande storia che collegasse le storie della nostra 'famiglia'. Vogliamo rispettare il pubblico, dargli un bello spettacolo, non limitarci semplicemente a sfruttare un marchio famoso. A me piacciono i film in serie con grandi visioni, alla Coppola (con le debite differenze). Questo quinto film inizia esattamente dove finiva il quarto. Dare continuità narrativa è una grande vittoria per me, sembrerà una sciocchezza, ma non è per niente facile convincere le major. Ma tutti voi critici mi avete dato ragione, dicendo che è una ricchezza per il film. Per ora sono stato impegnatissimo con F&F, ma di progetti di regia ne ho. Di Annibale non posso dire di più, ma credete nel progetto, convincete anche voi Universal della bontà della cosa. Al limite, chiamateli voi e fategli un'offerta che non potranno rifiutare. [ride]

Salve, non sono una giornalista cinematografica, ma automobilistica, e scrivo di tuning. Cosa ne pensate della demonizzazione di questa pratica da un punto di vista della legislazione e dell'opinione pubblica?

P.W. Io il tuning l'ho vissuto fin da ragazzino, dove sono cresciuto è sempre stato di moda. È una grande passione che condivido, da corridore e amante delle macchine [Walker è anche un pilota professionista, NdR]. Mi ricordo il periodo delle modifiche alle Mustang, e poi quello delle auto giapponesi. Noi abbiamo contribuito parecchio a far esplodere questo fenomeno e, sì, un po' l'abbiamo quasi 'rovinato' come tutti gli hobby quando escono dalla nicchia e diventano di dominio pubblico, e l'opinione comune finisce per differire dagli intenti nobili dei precursori. Ma per me è solo una grande passione.

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