Oltre Fall: 5 survival movie da non perdere

In occasione dell'uscita di Fall al cinema, andiamo a riscoprire alcuni classici dove i protagonisti si trovano a lottare per la propria sopravvivenza.

Oltre Fall: 5 survival movie da non perdere
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Avete già letto la nostra recensione di Fall? Un film che mette le protagoniste, e conseguentemente il pubblico, di fronte alla paura delle altezze e del vuoto, ponendole dinanzi a sfide apparentemente insormontabili. Una lotta per la sopravvivenza disperata che ricorda quella vista in molti altri titoli dove per l'appunto i personaggi principali si trovano a lottare disperatamente per le proprie vite, sottoposti a prove estreme da affrontare e situazioni più o meno pericolose. Che sia la crudeltà umana o la sfortuna, che sia la furia della natura o un sadico gioco o ancora un pianeta ostile a rappresentare il nemico, quel macigno da spostare per raggiungere il proprio scopo, poco importa. In questo nostro speciale vi accompagniamo alla (ri)scoperta di cinque survival-movie che, ognuno con le proprie peculiarità, hanno segnato la storia del genere.

Battle Royale

Con la delinquenza giovanile ai massimi storici, il governo giapponese ha introdotto una controversa riforma che prevede l'estrazione casuale di una classe di studenti i quali dovranno prendere parte, obbligatoriamente, a un gioco mortale. Risvegliatisi in una base militare, Shuya e i suoi amici scoprono di ritrovarsi su un'isola deserta per partecipare gioco-forza alla suddetta Battle Royale, nella quale dovranno affrontarsi in una lotta all'ultimo sangue, dalla quale potrà uscire soltanto un vincitore.

Ne avevamo parlato qualche giorno fa nella nostra recensione di Battle Royale, in occasione dell'arrivo nelle sale in edizione restaurata. E non poteva entrare in questa classifica uno dei survival-movie per eccellenza, dove la logica del "tutti contro tutti" vive di una furia amara e malinconica, riflettendo sui mali di una società contemporanea che tutto assimila e nulla dimentica. Un film ferale, crudo e crudele, dove Takeshi Kitano spicca nelle vesti di un professore tanto apparentemente sadico quanto portatore di verità più o meno condivisibili.

127 ore

Aron Ralston è un escursionista che rimane bloccato in uno stretto canyon nello Utah, con un braccio schiacciato da un masso. Nel corso di cinque giornate, Ralston combatte contro gli elementi e i suoi stessi demoni, fino a scoprire di avere il coraggio e la volontà di liberarsi a qualunque costo e scendere lungo una parete di 20 metri e camminare per oltre 12 chilometri per provare a salvarsi.

Non un semplice survival-movie, ma il resoconto di una drammatica storia vera dove lo sfortunato protagonista è rimasto attaccato alla vita contro tutto e tutti, trovandosi alle prese con una situazione disperata in cui ha dovuto prendere una decisione estrema, al centro poi di una delle scene più intense e brutali che il cinema recente ricordi. Nel 2011 Danny Boyle ci accompagna in un viaggio psicologico teso e tragico, potendo contare sulla magnifica performance di un James Franco per gran parte della visione solo in scena a riflettere su quella vita che non vuole abbandonare per nessun motivo, costi quel che costi.

Open Water

Nel tentativo di rinsaldare la loro relazione in crisi da tempo, Daniel e Susan decidono di trascorrere una vacanza ai Caraibi. Entrambi appassionati di immersioni, si dirigono in mare aperto con una gita organizzata per calarsi nelle acque dell'oceano. Per un errore di conteggio da parte degli organizzatori i due, rimasti sotto più a lungo degli altri partecipanti, vengono abbandonati a loro stessi, con l'imbarcazione con cui erano giunti che ha fatto ritorno sulla terraferma senza accorgersi della loro assenza. Per Daniel e Susan sarà l'inizio di un vero e proprio incubo, abbandonati da soli nel bel mezzo del nulla in attesa che i soccorsi vengano mobilitati.

Un altro grande classico della sopravvivenza su grande schermo, questa volta nelle acque dell'oceano: liberamente ispirato da una cruda storia vera, il film a basso budget di Chris Kentis gioca su un realismo totale, con veri squali ad insidiare - con le ovvie misure di sicurezza - gli attori durante le riprese, dando vita a un incubo paradossale e dall'estrema e coinvolgente carica empatica. Con dei sequel non all'altezza.

The Way Back

Polonia, seconda guerra mondiale. Mentre il Paese è diviso a metà tra l'occupazione dei nazisti e quella dei sovietici, il tenente Janusz viene spedito in un gulag nella lontana Siberia con l'accusa di tradimento. Qui il militare organizza uno spericolato tentativo di fuga nelle fredde terre del luogo, con l'intenzione di raggiungere il Tibet e attendere la fine del conflitto per poter far ritorno a casa dalla moglie. Con sei eterogenei compagni tenta quest'ardua impresa, imbattendosi lungo il cammino nella bella e giovane Irina, anch'essa fuggitiva.

Un survival movie che è anche un'avventura epica, ispirata anche in quest'occasione da una storia vera. Il film di Peter Weir racconta il dramma di un gruppo di uomini, costretto alla fuga, che mette da parte le proprie diversità pur di raggiungere un obiettivo comune. Un gran cast (Ed Harris, Colin Farrell, Saoirse Ronan, Jim Sturgess tra gli altri) in ottima forma per una storia che seguendo l'esempio dei classici ci racconta un'altra lotta per la sopravvivenza.

Sopravvissuto - The Martian

Durante una missione su Marte, l'astronauta Mark Watney viene considerato morto in seguito a una violenta tempesta e per questo abbandonato dal suo equipaggio. Ma Watney è sopravvissuto e ora si ritrova solo sul pianeta ostile. Con scarse provviste a disposizione, Watney deve attingere al suo ingegno, alla sua arguzia e al suo spirito di sopravvivenza per trovare un modo per segnalare alla Terra che è vivo. A milioni di chilometri di distanza, la NASA e un team di scienziati internazionali lavorano instancabilmente per cercare di portare "il marziano" a casa, mentre i suoi compagni ipotizzano di realizzare un'audace, se non impossibile, missione di salvataggio.

Sopravvivere non è mai stato così difficile come su un pianeta alieno, per esattezza quello rosso da tempo nel cuore di eterni sognatori e forse di prossima conquista. Matt Damon è diretto da Ridley Scott in quest'adattamento del romanzo di Andy Weir, e calca per la maggior parte del tempo lo schermo in solitaria nel disperato tentativo di continuare a vivere e trovare un modo per far ritorno a casa e attendere i soccorsi.

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