Ezra Miller chiede scusa, The Flash è salvo?

L'attore ha finalmente ammesso di avere seri problemi e comincia il suo percorso di cura, ma cosa ne sarà del film Warner?

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La lunga e criminosa telenovela che ha visto la star americana attirare su di sé le attenzioni mediatiche, per questioni purtroppo ben lontane dal suo lavoro di attore, non poteva che finire così, con Ezra Miller che si scusa pubblicamente e annuncia di aver intrapreso un lungo percorso di riabilitazione per risolvere i complessi disturbi psicologici emersi negli ultimi mesi. L'alternativa poteva essere soltanto una vita trascorsa in clandestinità, con la paura costante di essere riconosciuto mentre la polizia seguiva in maniera indefessa le sue orme (una possibilità che a quanto pare è sfumata per un soffio, perché Ezra Miller è stato in fuga armato e con un giubbotto antiproiettile).

Accantonando per il momento le questioni strettamente legate alla sua figura - ma se preferite concentrarvi su di lui vi rimandiamo alle previsioni sulla carriera di Ezra Miller - analizziamo come gli ultimi sviluppi potrebbero cambiare il destino dello sfortunatissimo The Flash: il film era destinato ad arrivare sui grandi schermi nel corso di quest'anno ma, per questioni che possiamo immaginare essere collegate anche (se non soltanto) alle vicissitudini di Ezra Miller, è stato rimandato al 2023 proprio mentre in Warner un terremoto societario portava alla cancellazione di numerosissimi titoli già ampiamente in lavorazione.

L'inaspettato aiuto del tempo

Sono rimbalzate svariate voci di corridoio intorno alla pellicola dedicata all'uomo più veloce del mondo, ma non poteva essere altrimenti data la sanguinosa ghigliottina costruita ai vertici della Warner, la quale ha portato la società a liberarsi di numerosi progetti in via di sviluppo e anche di un film praticamente finito come Batgirl. All'epoca dei fatti The Flash era già entrato nelle fasi finali della produzione e l'attesa dei fan intorno al titolo era quasi spasmodica, per questo l'opera di Muschietti e soci si è salvata nonostante i guai finanziari e l'uragano che vorticava intorno al nome del suo protagonista.

La possibilità di scaricare senza pietà Ezra Miller e trovare un altro Flash venne scartata a prescindere, perché ormai tutte le scene dell'eroe fulmineo erano state girate e sarebbe stato folle ricominciare le riprese da zero, ma in Warner nemmeno potevano permettersi di rilasciare un film costato 200 milioni di dollari in un periodo dove ogni giorno spuntava una nuova accusa ai danni della loro star.

L'ammissione di colpa di Miller agevola non poco la futura distribuzione del titolo, perché nel 2023 gli attuali problemi saranno soltanto un pallido ricordo, seguendo l'impeccabile tradizione che vedrà i giornali scandalistici dimenticare l'attore per concentrarsi su qualcun altro, ma il nome del protagonista ha di certo ridimensionato le aspettative verso un film che sembra maledetto. Qualcuno non gli perdonerà mai le follie diventate di dominio pubblico, per altri invece Ezra Miller è già diventato un meme, ma per il momento l'unica certezza è che la serietà professionale dell'attore è sparita e questo si ripercuoterà sugli incassi al botteghino.

Basterà a salvare un film maledetto?

La questione The Flash non verte però soltanto sulla figura del suo protagonista, perché il progetto legato al personaggio DC era già in pessimo stato prima dei fattacci che hanno coinvolto Miller. Da quando il film è stato ideato, negli sfavillanti e soprattutto lontanissimi anni 80, si sono succeduti ai ruoli di comando un numero spropositato di registi, sceneggiatori ed attori, ognuno dei quali ha in qualche modo plasmato la pellicola attraverso la propria visione finendo col distorcere le idee iniziali della produzione.

Dai primi tentativi troncati sul nascere si è arrivati a quelli più recenti, con l'inserimento del film all'interno dell'universo condiviso della DC e l'obbiettivo dichiarato di portare sullo schermo l'adattamento cinematografico della serie Flashpoint, ma il regista Andy Muschietti ha già affermato che l'ispirazione proveniente dagli albi fumetti si limiterà nella comparsa di diversi eroi da altre realtà, mentre la storia del film sarà originale. Le proposte Warner a tema DC si sono rivelate spesso deludenti, nonostante alcuni isolati picchi di magnificenza perlopiù legati a Batman, e lo stato confusionario della produzione di The Flash non può che preoccupare in vista di un film che ha a stento evitato la cancellazione, mentre la possibile distribuzione in streaming (decisamente più sicura e contenuta dal punto di vista del marketing) è stata accantonata soltanto per lasciare uno spiraglio verso un improbabile successo in sala.

Sembra quindi molto plausibile che, sospinto dal vento delle scuse pubbliche da parte di Ezra Miller, The Flash vedrà davvero la luce dei grandi schermi l'anno prossimo, ma l'impressione palesata nelle ultime settimane di indiscrezioni è che la Warner sarebbe ben disposta a ritirare il prodotto se così facendo non bruciasse i 200 milioni di dollari che le è già costato, soprattutto in questo delicato momento di rimodulazione societaria. I fan di Barry Allen avranno dunque il loro agognato film nel giro di pochi mesi, ma non è detto che il risultato finale riuscirà a soddisfarli.

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