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L'esperimento Black Widow: l'immortalità nel passato del MCU

Il cinecomic con Scarlett Johansson si preannuncia come una salvifica svolta cinematografica per il personaggio di Vedova Nera.

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Instancabili, stacanovisti, lungimiranti e mai nostalgici: i team creativi dei Marvel Studios tendono irrimediabilmente verso il futuro, cercando continuamente nuove storie, intrecci o personaggi da raccontare. È un modus operandi che si è evoluto e perfezionato nel corso di più di un decennio di produzioni cinematografiche di successo, che ha portato lo studio di Kevin Feige ad abbattere record su record e a dominare in modo incontrastato il mercato dell'entertainment, preso anche come punto di riferimento da realtà minori o competitor qualificati, temuto come il predatore alpha in cima alla catena alimentare settoriale.

Con la conclusione dell'Infinity Saga e lo sguardo rivolto verso nuovi orizzonti narrativi, per la loro Fase 4 i Marvel Studios hanno deciso dunque di tentare una strada fino a ora non intrapresa, e cioè quella dello spin-off a sé stante, un racconto laterale capace di coniugare nella sua articolata costruzione una valida backstory, esplorazione caratteriale e canto del cigno di una delle eroine più amate del Marvel Cinematic Universe: la Vedova Nera di Scarlett Johansson. Affidandogli così l'apertura del nuovo percorso cinematografico dello studio, Feige e gli altri executive e creativi della Marvel hanno compiuto una scelta che potrebbe rivelarsi seminale per quanto riguarda continuità e ritorni di altri protagonisti del MCU, rintracciando proprio in dei centrati lungometraggi-approfondimenti paralleli il modo più efficace di evadere la morte, puntando all'immortalità cinematografica.

Panta rei?

Come ormai sappiamo, Vedova Nera ha trovato la sua fine su Vormir, durante la caccia alla Gemma dell'Anima in Avengers: Endgame. In una recente intervista la Johansson ha confermato che la morte della sua Natasha Romanoff è assolutamente irreversibile e sicura, così come quella di Gamora, avvenuta invece in Avengers: Infinity War (quella che vedremo in Guardiani della Galassia Vol. 3 sarà la Gamora del passato). Questo significa che qualsiasi progetto futuro dedicato a Vedova Nera andrà a coprire solo ed esclusivamente i due anni di distanza tra Civil War e Infinity War, partendo proprio da questo Black Widow.
Diciamo anche che si tratta del primo film tie-in del Marvel Cinematic Universe, un efficace riempitivo attraverso cui esplorare in modo significativo il fumoso e travagliato passato di Natasha, mostrandone per giunta le debolezze e riconnettendosi in senso emotivo alla fragilità e alla determinazione mostrate in Endgame.
La Romanoff di Black Widow è però diversa da quella vista in Winter Soldier, Civil War o Infinity War, perché è in un limbo, probabilmente spaesata, costretta a fare i conti con i fantasmi della sua infanzia e con le figure che l'hanno cresciuta e addestrata.

Essendo in fuga, difficilmente potrà sostare in territorio americano, il che la spingerà verso il Vecchio Continente, a Est, verso quella che una volta chiamava casa. In un lasso di tempo non meglio specificato ma comunque breve, al massimo qualche mese, Vedova Nera riscoprirà parte delle sue radici e della sua complicata carriera da spia, ritrovandosi anche faccia a faccia con Taskmaster e il Red Guardian di David Harbour.
A prescindere da quale sia l'evoluzione tematica e narrativa della storia, gli intrecci e le svolte, il destino di Natasha resta comunque segnato, il che potrebbe rivelarsi effettivamente una complicazione narrativa in termini di tensione e sviluppi concettuali, motivo che ha spinto la produzione a puntare su di un'azione martellante e un punto di vista femminile dirompente, centrale e unico, finora, nel mondo filmico della Marvel.

Un compromesso raggiunto puntando proprio all'estensione della permanenza cinematografica di Black Widow, che andando avanti nel tempo potrebbe anche tornare in altri sequel, con nuovi nemici da affrontare in giro per il mondo, magari raccontando anche una piccola parentesi del team up extra-Vendicatori formato con Captain America durante l'esilio forzato post-Civil War, addentrandosi in alcune dinamiche dei Secret Avengers. E questo significherebbe rivedere anche Chris Evans, così come nel film di Cate Shortland apparirà in un cameo anche il Tony Stark di Robert Downey Jr. Tutto nel passato, all'interno di macro-archi narrativi già sorpassati ma non completamente decifrati personaggio per personaggio. E proprio queste storie lasciate in sospeso, queste eventuali parentesi cinematografiche ancora da aprire, potrebbero segnare andando avanti l'immortalità di ogni protagonista del MCU.

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