Encanto, le canzoni di Lin Manuel Miranda funzionano?

Lin Manuel Miranda torna a lavorare con la Disney dopo Oceania: la collaborazione con il compositore sembra voler recuperare i fasti di Menken.

Encanto, le canzoni di Lin Manuel Miranda funzionano?
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Tra gli aspetti più soddisfacenti di Encanto (leggete qui la nostra recensione di Encanto) troviamo sicuramente la sua colonna sonora. Al di là di quello che può esser stato il giudizio riservato al Classico Disney numero 60 (ne parliamo nel nostro speciale sul perché Encanto è stato così divisivo), il lavoro affidato a Lin Manuel Miranda riesce a stagliarsi tra gli aspetti più importanti del nuovo corso dell'azienda di Burbank. Il compositore americano, che sulla piattaforma Disney+ potete ascoltare - e anche ammirare - nel musical pluripremiato Hamilton che abbiamo analizzato nella recensione di Hamilton) si affaccia per la seconda volta all'universo dei Classici dopo Oceania: il suo percorso, dal musical all'animazione, è molto simile a quello di un altro compositore che risollevò le sorti della Disney, Alan Menken, lasciando presagire un piacevole ricorso storico.

Quando, infatti, l'azienda versava nel suo periodo più buio successivo alla morte del suo fondatore, Jeffrey Katzenberg - l'uomo che inventò il Rinascimento Disney - decise di convocare alla corte di Burbank Alan Menken e Howard Ashman (leggete qui la nostra recensione di Howard, il documentario dedicato a quest'ultimo), che avevano conquistato Broadway con le loro melodie: ai due venne affidato il compito di rendere La Sirenetta un successo musicale, mentre Katzenberg andò a stabilire dei nuovi stereotipi riguardanti la narrazione, gli archetipi e l'animazione da usare nei Classici dal 1989 al 1999, da Ariel a Tarzan.

A distanza di vent'anni dalla fine di quel roseo periodo, la Disney è di nuovo alla ricerca di un'identità tale da recuperare il terreno perso in questi anni a favore dell'animazione di Sony e del compagno di banco Pixar: quale modo migliore di ripartire se non dalla colonna sonora?

Le prime volte di Disney

Nella versione italiana del film a interpretare Oruguitas innamorate, che in originale è Dos Oruguitas, cantata da Sebastian Yatra, è Alvaro Soler.

Con 80 dischi tra Oro e Platino, di cui 20 solo in Italia, Soler è riuscito per la prima volta a prendere parte a un Classico Disney, coronando un sogno che egli stesso ha detto di aver inseguito per tanto tempo. Il brano è una prima volta anche per Miranda che, dopo l'enorme successo ottenuto con Hamilton (che gli è valso anche il Premio Pulitzer) e il trionfo di Oceania, gli ha permesso di cimentarsi con la lingua spagnola, idioma che non aveva ancora usato per un'intera canzone, pur essendo lui di origine portoricana, dove la lingua ufficiale è proprio lo spagnolo. Nel suo racconto del viaggio dei nonni di Mirabel, dall'incontro fino al momento in cui sono costretti a scappare dal loro villaggio, prevale la consapevolezza di lasciarsi andare all'impossibile, creando un coinvolgimento totale nella vicenda.

Miranda, così come per tutta la colonna sonora, si sofferma molto sui ritmi colombiani, melodie che gli sono familiari, ma che richiedono una grande attenzione agli strumenti utilizzati. Tra questi la fisarmonica, che risulta centrale in tutta la soundtrack. Ad affiancarlo in questo viaggio anche Carlos Vives, che interpreta il brano "Colombia, Mi Encanto", che continua l'immersione totale in un popolo e in una cultura che Disney non aveva mai approfondito: con Coco e con José Carioca, infatti, le sponde toccate nell'America Latina erano state solo quelle messicane e brasiliane.

Il ritorno delle Happy Village Song

Miranda va a recuperare anche due importanti archetipi delle colonne sonore Disney: le Happy Village Song e le I Want Song. Alla base di tutta quella produzione animata che ha reso la Walt Disney Pictures maestra della riproduzione dei musical sul grande schermo, soprattutto nell'epoca di Alan Menken, entrambe le tipologie sono facilmente spiegabili grazie a In Viaggio con Pippo, là dove la Happy Village Song è la famosa e ispirata After Today che apre il lungometraggio animato in Francia e riesce a unire, in una perfetta commistione, anche le I Want Song.

In Encanto si inizia con La famiglia Madrigal, quattro minuti nei quali Miranda e Byron Howard ci permettono di conoscere l'intero villaggio nel quale è ambientata la vicenda e anche di ricevere una carrellata di presentazione dell'intera famiglia, cantata da Mirabel con un ritmo incalzante, delle gag sulla frenesia dei tre bambini desiderosi di conoscere tutto sui talenti della famiglia, si inerpica l'intera melodia che trasmette subito il ritmo frenetico della vicenda. Le Happy Village Song, d'altronde, nascono proprio con l'obiettivo di raccontare l'universo nel quale ci troviamo senza dover affrontare uno spiegone narrato, bensì un tuffo nella composizione musicale che ci permette di avere una visione d'insieme facile da memorizzare. Sullo stesso stile anche Non si nomina Bruno, che ci dà modo di avere non solo uno sguardo più ampio sul villaggio, ma anche su quello che è accaduto in passato.

L'intero film, inoltre, va poi a posarsi su quelle che sono le ambizioni delle sorelle di Mirabel: entrambe vivono il disagio di dover rispondere ai propri talenti con la forza che si aspetta Abuela Alma, senza poter mai tradire la magia che le caratterizza. La forza da un lato, la capacità di generare fiori e strutture floreali dall'altro, vengono messe a repentaglio non tanto dalla candela che perde forza, ma dalla volontà di essere autentiche e non necessariamente legate a un talento prescritto da un medico. È così che le due I Want Song si palesano dinanzi ai nostri occhi, prima con La pressione sale, cantata da Alessia Amendola, per poi passare anche a Cos'altro farò? cantata da Diana del Bufalo, che in italiano doppia Isabela.

L'adattamento italiano

Lungi da noi voler avviare una sterile quantomai inutile polemica sugli adattamenti e i doppiaggi, arti nelle quali in Italia abbiamo il vantaggio di poterci vantare di essere tra i migliori al mondo, ma è d'uopo segnalare che la colonna sonora in italiano presenta un'incongruenza di trama che stona nel complesso narrativo. Nella canzone madre di Encanto, ossia "I Madrigal", Mirabel ci dice che Bruno "vede il futuro, ma un giorno è andato via", mentre in originale si dice che "un giorno è sparito", aiutandoci a comprendere meglio che lo zio della ragazza non ha deciso di andarsene di sua spontanea volontà, ma che semplicemente da un momento all'altro non si è più trovato: una spiegazione molto più coerente con ciò che accade nel prosieguo del film rispetto a quanto possiamo essere spinti a immaginare in prima istanza.

Di rimando, l'interpretazione di Margherita De Risi, che doppia Mirabel, è davvero ottima, ricordando le vocalità che la madre, Giò Giò Rapattoni (la Madre Gothel di Rapunzel, tra le altre), ha più volte adoperato per esaltarsi nel trio delle Boop Sisters, fondato insieme a Lily Latuheru e Alessya Piermarini. Al di là, quindi, di quelle che possono essere le opinioni soggettive sull'essersi affidati ad Alvaro Soler anche per doppiare Camilo, rendendo troppo maturo un personaggio ancora adolescenziale, e a Diana Del Bufalo per l'interpretazione di Isabela, il doppiaggio tiene fede a quelle musicalità che Miranda ha voluto comporre per l'intera colonna sonora.

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