Dunkirk campione al box office: un cinema d'autore di successo è possibile?

Dunkirk ha superato i 500 milioni di dollari al box office, Christopher Nolan ci dice che un cinema d'autore può essere anche di successo?

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Spesso il mondo degli appassionati di cinema è diviso in due metà perfette, i cinefili incalliti che adorano film d'autore, impegnati, seriosi, importanti, e gli appassionati dell'industria più commerciale, amanti in pratica di qualsiasi prodotto esca da Hollywood. Ovviamente queste due macro categorie contengono centinaia di altre sfumature, ma non è né il momento né il luogo per discuterne. Vogliamo invece parlare di un autore che rappresenta una vera e propria anomalia nel sistema, un regista capace di fondere le suddette categorie per convincere più o meno tutti, o comunque per portare al cinema entrambe le fazioni indistintamente: Christopher Nolan. Ogni opera dell'autore inglese ha sempre qualche elemento commerciale, sia esso il tema, la storia, il linguaggio, legato in maniera indissolubile a chiari tratti autoriali, la scelta delle inquadrature, lo stile, la narrazione, la costruzione. Emblema di questo modus operandi è sicuramente la trilogia del Cavaliere Oscuro, che ha trasformato il genere cinecomic in qualcosa di più aulico, di superiore, raccontando il lato più umano del celebre Batman della DC Comics. Il violento mix commerciale/autoriale è però evidente anche nell'ultimo Dunkirk, uscito nelle nostre sale il 31 agosto scorso, ma questo modo di fare paga davvero?

500 milioni

A giudicare dai risultati del botteghino assolutamente si: nonostante il linguaggio spesso difficile, il montaggio particolare, la messa in scena cruda, slegata, quasi senza linee di sceneggiatura, Dunkirk ha appena superato in tutto il mondo i 500 milioni di dollari di incassi. Per la precisione siamo a 508.341.652 milioni, una cifra enorme per un film così impegnato, particolare, che sicuramente avrà deluso gli appassionati della guerra più spettacolare e "pornografica". L'opera di Christopher Nolan si classifica come uno dei più grandi successi dell'estate cinematografica 2017, dodicesimo nella lista generale degli incassi 2017 worldwide, nono se guardiamo ai soli Stati Uniti. Un successo stratosferico, soprattutto se calcoliamo che per realizzare tutto il progetto di milioni ne sono stati spesi soltanto 100, con un guadagno del 400%. Chi ha detto dunque che il cinema d'autore non può funzionare al botteghino?


Il cinema d'autore è vivo e lotta insieme a noi

Dunkirk è l'esempio più lampante di come un progetto possa avere successo anche se realizzato con un linguaggio aulico, una messa in scena attenta e una sceneggiatura appena accennata - Nolan voleva addirittura rinunciare completamente alla sceneggiatura scritta, per capirci. Una pellicola, letteralmente visto l'IMAX 70mm, quasi sperimentale, nata con la voglia di ricordare sì un evento storico drammatico, ma anche di scardinare i cliché del genere ed elevarli a qualcosa di artistico. Negli ultimi minuti del film, a scanso di equivoci se non lo avete ancora visto considerate pure le prossime righe come SPOILER, gran parte dei soldati britannici bloccati a Dunkerque fanno ritorno in patria fra le lacrime e la vergogna; invece i cittadini di Sua Maestà festeggiano il loro arrivo, orgogliosi e fieri, spingendo quei ragazzi segnati dalla guerra a imbracciare di nuovo il coraggio e le armi per raggiungere la vittoria. Che questi confortevoli dati provenienti dal botteghino facciano lo stesso con il cinema d'autore?

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