Dune 2 tra dubbi e timori: come proseguirà la saga di Villeneuve?

Quale sarà il futuro cinematografico della macro-trasposizione di Dune firmata Denis Villeneuve? Quali prospettive e quali attese?

Dune 2 tra dubbi e timori: come proseguirà la saga di Villeneuve?
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"La paura uccide la mente", dice il Paul Atreides di Timothée Chalamet in Dune, e in effetti il timore di non vedere mai realizzato il progetto completo della trasposizione pensata da Denis Villeneuve ci sta assillando ormai da settimane, dall'anteprima mondiale di Venezia 78. Al netto di un adattamento ottimale e visivamente strabordante, denso e nozionistico, profondamente fedele all'opera originale di Frank Herbert, il Dune dell'autore di Arrival e Blade Runner 2049 è a conti fatti un film certamente funzionale e a sé stante ma introduttivo e incompleto, e questo anche in termini di pura traslazione dalla carta al grande schermo. E infatti ve lo spiegavamo nella nostra recensione di Dune.

Già nelle intenzioni concettuali, questa nuova trasposizione è stata concepita dall'autore per trasportare lo spettatore in un viaggio cinematografico più lungo di un solo film, con un approdo stabilito anche nel mondo dello streaming. Un vero e proprio prodotto crossmediale su cui Warner Bros. e Legendary hanno solo apparentemente puntato tanto, in verità tutelandosi con diverse condizioni e prese di posizioni importanti, le stesse che stanno ora rendendo la vita del Progetto Dune più complessa e incerta di quanto previsto.

Su Dune, tra Sorellanza e Messia

Al momento è davvero impossibile parlare di dati d'incasso, visto che il film è uscito solo in alcuni paesi europei e orientali. I mercati più importanti come Stati Uniti d'America e Cina dovranno infatti aspettare il 22 ottobre per la release ufficiale, il che impedisce a monte una lettura sana e concreta della bontà economica dell'opera (però, dopo il giorno uno, il box office italiano di Dune è incoraggiante).

Un discorso che non dovrebbe nemmeno essere intrapreso, in logica qualitativa, ma che purtroppo sembra essenziale per il prosieguo della saga - almeno sul grande schermo. Ma ci spieghiamo meglio.
Il Signore degli Anelli: La compagnia dell'Anello e Le Due Torri, Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 e 2, Pirati dei Caraibi: La maledizione del Forziere Fantasma e Ai confini del mondo, Hunger Games: Il Canto della Rivolta 1 e 2, Matrix Reloaded e Revolutions, Avengers: Infinity War ed Endgame e molti altri ancora.
La cosa che accomuna tutte queste accoppiate di film è soprattutto una: il fatto di essere stati tutti girati in concomitanza, back-to-back, uno di fianco all'altro. Almeno per titoli di una certa rilevanza e dove necessario, infatti, le major hollywoodiane puntano ormai da vent'anni su questo modello produttivo, così da abbattere almeno in parte alcuni costi e restringere anche il vuoto di tempo tra l'uscita di un capitolo e l'altro di una determinata saga.

È anche sintomo di fiducia sull'eventuale buon risultato economico del prodotto (con dietro approfonditi studi d'analitica su mercato e botteghini da parte dell'ufficio commerciale, ovviamente), nonché motivo di relax per autori, cast e troupe coinvolte nei vari progetti.

Tornando a Dune, convinto del dettaglio e della potenza della sua visione, Villeneuve ha proposto a Warner Bros. di girare in effetti back-to-back il primo e il secondo capitolo della sua ambiziosa trasposizione, ma lo studio gli ha categoricamente vietato la cosa, sottolineando anzi come solo le sperate buone prestazioni del primo film al cinema e su HBO Max gli avrebbero permesso di fare anche il sequel.

Non è un caso che il regista non sia stato mai troppo ottimista circa l'arrivo del prosieguo in sala, aprendosi a questa eventualità solo recentemente, lo scorso agosto, quando ha spiegato che Zendaya sarà una grande protagonista in Dune 2. Il fatto è che Dune: Parte 2 non è ancora una certezza ufficiale, e questo nonostante sia effettivamente cominciata anche la fase di sceneggiatura sempre curata da Eric Roth e Jon Spaihts.

Non solo è evidente una penalità per Villeneuve dopo il pesante flop commerciale di Blade Runner 2049, ma è anche chiaro come la stessa major conosca perfettamente la dimensione intellettuale e sofisticata di Dune, che certo non può essere accostato a una fantascienza "più semplice", mainstream e spettacolare come Star Wars. Il plauso generale della critica e la risposta finora mediamente convincente del pubblico (ricordiamo: soprattutto europeo) lascerebbero sperare nell'arrivo di una luce verde per Dune: Parte 2 in tempi non biblici - forse già a dicembre - con un eventuale inizio delle riprese nel primo trimestre del 2022. Allo stesso tempo, l'assenza del sottotitolo "Parte 1" in una parte del materiale promozionale non è buon segno. Villeneuve è però sempre più ottimista sul prosieguo del progetto Dune, tant'è che recentemente ha avuto modo di spiegare che nelle sue intenzioni ci sarebbe anche un terzo film da sviluppare, un adattamento cinematografico di Messia di Dune, il secondo romanzo del Ciclo di Frank Herbert.

Insomma, idealmente, tanto l'autore quanto Warner Bros. vorrebbero in effetti rendere questa opera il nuovo franchise fantascientifico di punta dopo Star Wars, adoperandosi peraltro in una lavorazione crossmediale dello stesso, visto che è pure in produzione la serie Dune: The Sisterhood su HBO Max.

A tal proposito, lo show sarebbe un prequel del primo film e racconterebbe la nascita e l'ascesa della Sorellanza delle Bene Gesserit, adattamento televisivo per lo streaming del primo libro della Trilogia delle Grandi Scuole di Dune (romanzi purtroppo ancora inediti in Italia).

A conti fatti, la serie creata da Jon Spaihts (e The Sisterhood è ora guidata da Diane Ademu-John) è praticamente certezza rispetto invece al futuro cinematografico di Dune, il che risulta ironico e paradossale: per moltissimi fan la storia principale di Paul Atreides, e in generale il Ciclo completo di Dune, avrebbero meritato una trasposizione televisiva di grande respiro e investimento come quella de Il Signore degli Anelli di Amazon Prime Video. Ma come dicevamo in apertura, la paura uccide la mente. E Villeneuve non vuole averne per evitare "l'annullamento totale", restare in piedi e lottare per terminare il suo grande, temerario progetto.

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