Da Dragonball a Death Note: i 10 peggiori live action di anime e manga

Dalle stelle alle stalle: ecco la nostra lista dei 10 peggiori live action tratti da anime e manga, senza pietà e senza filtri.

Da Dragonball a Death Note: i 10 peggiori live action di anime e manga
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La guerra dell'adattamento da fumetto/animazione a live action è spesso spietata: pochi vittoriosi, molte, troppe vittime. Vi avevamo presentato la nostra rassegna dei 10 migliori live action da anime e manga, ma stavolta tocca a quei titoli che hanno perso il confronto. Sappiamo bene che in realtà la lista potrebbe essere serenamente più lunga e dibattuta. A seconda dei casi, a pagarne le conseguenze sono perlopiù i fan delle opere originali, ma spesso, purtroppo, le pellicole sono così mal riuscite, che ci rimettiamo tutti. Vi proponiamo quei titoli che secondo noi non potevano mancare, senza risparmiarci: in questa guerra, non lasceremo prigionieri.

Dragonball Evolution

"Evoluzione", l'hanno chiamato. Ma il live action ispirato all'opera di Akira Toriyama, ci ricorda più una "Involuzione": siamo tutti d'accordo a partire da questo titolo.

Ma se proprio dovessimo dirla tutta, non era neppure la prima volta che venivano infangati il nome del cinema e dell'animazione in una volta sola. Erano già stati realizzati due adattamenti tratti da Dragon Ball: uno nel 1990, di produzione coreana, e un altro, cinese, nel 1991. Si trattava in entrambi i casi di film non ufficiali, ma quando la 20th Century Fox acquistò i diritti per la realizzazione di una pellicola su Dragon Ball, l'esito non cambiò: il lungometraggio uscito nel 2009 si è infatti dimostrato non all'altezza dell'opera originale; un live action in cui manca tutto. Che siate fan di Goku o di Vegeta, da qualunque prospettiva lo si guardi, più che un film Dragonball Evolution sembra una parodia.

Il Ritorno di Kenshiro

Mai, mai scorderai, l'attimo... in cui, nel 1995, decisero di realizzare il live action sul successore della Sacra Scuola di Hokuto. Il periodo di produzione non è un'attenuante; gli anni ‘90 hanno dato la luce a pellicole dagli strepitosi effetti speciali e visivi, quali Independence Day, Atto di Forza, The Mask e Matrix (avete letto il nostro riassunto della saga di Matrix?). Come dite? Parliamo di film con diversi budget a disposizione?

Tremors è costato 10 milioni di dollari contro i circa 7 milioni de Il Ritorno di Kenshiro, e il primo figura anche tra i 10 migliori b-movies di sempre. Eppure, tra i due titoli, qual è quello che ci fa davvero tremare? Non sono neppure quelle citazioni frammentarie all'opera originale di Tetsuo Hara e Buronson che ci hanno motivato a piazzare questo titolo tra i peggiori live action: è proprio la scarsa cura della narrazione, della scenografia, della recitazione dei personaggi che ci ha toccato uno tsubo segreto. E pensare che poteva essere così facile realizzare qualcosa di memorabile, per una volta che l'animazione giapponese suggeriva espressamente i volti di attori occidentali famosi...

Fullmetal Alchemist

Secondo quanto ci aveva insegnato Hiromu Arakawa con la sua opera magna, "se si desidera ottenere qualcosa, bisogna offrire in cambio qualcos'altro che abbia lo stesso valore". Questa è la base dell'Alchimia e viene chiamato Scambio Equivalente. Pertanto, all'annuncio di un live action di Fullmetal Alchemist, ci aspettavamo una pellicola epica, una delle migliori di tutti i tempi, proprio com'è stato il manga del 2001 e poi l'anime del 2003.

Ma non è andata proprio così: il film del 2017, diretto da Fumihiko Sori, segue abbastanza fedelmente gli eventi dei fratelli Elric. L'estetica è soddisfacente, dark al punto giusto, e non siamo rimasti indifferenti all'utilizzo di Volterra come ambientazione fantasy per gli scontri degli alchimisti. Tuttavia, la trama non è che una piccola, piccolissima parte della storia originale, finendo inevitabilmente nei suoi 135 minuti per scalfire appena la superficie. Per quanto sia un titolo tutto sommato godibile rispetto ai live action precedenti, non rende minimamente giustizia ai personaggi di Fullmetal Alchemist. Tutto è sfumato, debole, appena caratterizzato, esattamente l'opposto della profondità intrinseca dell'opera: la Legge dell'Alchimia è stata infranta, qualcuno avrà perso un braccio e una gamba?

Attack on Titan

Chi l'avrebbe mai detto che un'opera così "titanica" avrebbe potuto fallire come live action? Le premesse c'erano tutte: ambientazioni semplici, personaggi ben caratterizzati, dettagli tecnici estremamente accurati, soprattutto per accessori e strumenti.

Allora perché si trova qui il film del 2015 diretto da Shinji Higuchi? Il live action di Attack on Titan è sorprendentemente fedele all'anime, ma soltanto per quanto riguarda l'aspetto e le apparenze: è l'anima a mancare. Quella stessa disperazione che trabocca ciclicamente dagli occhi di tutti nel manga, non si avverte negli attori del film. Alcuni dei protagonisti escono dal personaggio, hanno motivazioni che non dovrebbero avere, portando ad azioni e scene insensate. Come horror che rasenta il gore è un titolo riuscito. Ma la trama da cui trae ispirazione non si è mai limitata a mostrare l'orrore soltanto attraverso il sangue. Speriamo che il nuovo adattamento Warner Bros de L'Attacco dei Giganti sappia evitare gli errori del passato.

Death Note (serie Netflix)

Perché rifare un live action, se il primo tentativo, per una volta, era andato bene? Se i titoli del 2006 diretti da Shusuke Kaneko sono stati molto apprezzati, l'adattamento di Death Note del 2017 di Adam Wingard per Netflix è semplicemente un flop, e ve lo conferma la nostra recensione di Death Note.

Ciò che rendeva memorabile la storia scritta da Tsugumi Oba era il suo tono, la sua originalità, la sua complessità e gli intrecci al cardiopalma. Niente di tutto questo è presente nell'ultimo Death Note: Wingard ha sfidato gli Shinigami e ha cambiato i ritmi e la trama dell'opera originale. Ha alterato anche le regole del Death Note stesso, finendo col mutare inevitabilmente i punti chiave, il brivido e il barlume di follia del titolo. Non sopravvivono neppure i protagonisti, Light e L, le cui personalità in questo live action sono molto lontane dai fini calcolatori e astuti strateghi che dovrebbero essere. Segnati subito sulla lista (del Death Note).

City Hunter

Ryo Saeba era uno di quei personaggi Shonen icona degli anni ‘90: un eroe già ai limiti dell'antieroe, un pistolero che centrava sempre i nostri cuori. Ma il film di Wong Jing del 1993, non si è neppure avvicinato al bersaglio.

Per interpretare il protagonista hanno scelto Jackie Chan che, nonostante il suo fascino spiritoso e il suo talento artistico, non è stato in grado a destreggiarsi in una trama che trae origine da 140 episodi. Il live action di City Hunter si discosta molto dal manga di Tsukasa Hojo e, a parte le scene d'azione e una sfumatura di commedia, la caccia ai delinquenti per le strade di Tokyo viene ridotta al minimo. Un potenziale schiacciato da un martello da 100 tonnellate.

Kite

Vi invitiamo a guardare, se non lo conoscevate già, prima l'OAV A-Kite di Yasuomi Umetsu, poi il live action del 2014 diretto da Ralph Ziman: è la prova che non basta un cast alla Hollywood per realizzare un ottimo adattamento. Nonostante figuri sulla pellicola persino sua altezza Samuel L. Jackson, questa controparte reale non regge il confronto con l'animazione originale.

L'anime era perfettamente in equilibrio tra il dramma fantascientifico e l'azione, mentre il film gratta appena l'interesse dello spettatore con qualche colpo poco di scena. Ad oggi, Kite resta tra i pochi titoli con un punteggio dello 0% su Rotten Tomatoes .

Devilman

In un sondaggio annuale, quando ai giapponesi è stato chiesto quale fosse secondo loro il film peggiore del 2004, in tanti hanno puntato il dito contro il live action tratto dall'opera di Go Nagai. Uno smacco non indifferente, a maggior ragione perché tutta la produzione era giapponese.

Il titolo di Hiroyuki Nasu, per quanto non fosse lontano dalla sua trama originale, non si è dimostrato all'altezza ed è stato criticato per la recitazione scadente, una produzione mediocre e una pessima CGI. Onestamente pensiamo che sia stato fatto di peggio, ma non ci sogneremo mai di contraddire i giapponesi.

Nana

Una storia di amicizia tra due ragazze, con poco fantasy e molto rock and roll, non può essere rovinata da un live action. E invece... Laddove il manga scritto e disegnato da Ai Yazawa mostra meravigliosamente una complessa trama ricca di sfumature, il film taglia, cuce e riattacca alla bene e meglio tutto in poco tempo, con l'inevitabile conseguenza di restituire una narrazione a metà.

Ancora una volta il pubblico ha dovuto fare i conti con un intreccio originariamente strutturato e concepito con un respiro molto più ampio spremuto in due ore. Il risultato è la visione di un titolo in cui è difficile legare con personaggi che sembrano più modelli che attori.

Ghost in the Shell

Dopo un'ardua disputa, abbiamo deciso di concludere la lista con questo titolo: l'originale opera futuristica di Masamune Shirow è stata un successo che ha segnato la sua epoca.

Persino le sorelle Wachowski hanno attinto dalla sua sorgente per il loro Matrix (e se volete prepararvi a Matrix Resurrections, lasciatevi catturare dalla metanarrativa di The Matrix Awakens). Ecco perché l'adattamento di Ghost in the Shell si trova in questa lista: neppure la bellezza di Scarlett Johansson nei panni della protagonista Motoko Kusanagi o gli effetti grafici sorprendenti, hanno saputo reggere il confronto con una responsabilità così pressante sulle spalle. Il live action avrebbe dovuto rappresentare un impressionante mondo futuristico, andare oltre alla sua realtà fantascientifica e trovare basi filosofiche più profonde. Ma oltre a un fascino seduttivo, la pellicola non ha scalfito la superficie. Attenderemo il 2029.

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