Dragon Trainer 3: al Festival di Annecy la preview del progetto DreamWorks

L'atteso film della DreamWorks è stato oggetto di una presentazione speciale, commentata dal regista, al festival dell'animazione.

speciale Dragon Trainer 3: al Festival di Annecy la preview del progetto DreamWorks
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La DreamWorks Animation ha, da sempre, un rapporto privilegiato con il Festival di Annecy, e l'edizione 2018 è stata segnata, tra i vari eventi organizzati dalla kermesse e il gigante dell'animazione, da una presentazione speciale delle prime immagini di Dragon Trainer 3, il capitolo finale della trilogia ideata da Dean DeBlois a partire dai libri di Cressida Cowell. Il regista era presente in persona nella sala principale del teatro Bonlieu, centro nevralgico del festival, per parlare dell'atteso episodio conclusivo delle avventure di Hiccup e del drago Sdentato, che uscirà nelle sale italiane il 31 gennaio 2019 ("Dobbiamo consegnare il film finito entro la fine di novembre, in modo da poterlo far uscire nei primi mesi del prossimo anno", ha precisato DeBlois). Una presentazione ricca e appassionante, forse troppo ricca per i gusti di alcuni spettatori: il regista ha affermato che, pur evitando spoiler maggiori, alcune delle immagini avrebbero svelato troppo rispetto alle preferenze del pubblico medio, pertanto seguiamo il suo suggerimento e sconsigliamo la lettura a chi preferisce non sapere nulla sul film al di là di quanto mostrato nel primo trailer.

La fine definitiva

Per prima cosa, DeBlois ha tenuto a sottolineare la particolarità del progetto, ricordando le prime discussioni con le alte sfere della DreamWorks per continuare la saga dopo il successo del primo Dragon Trainer: "Solitamente non amo i sequel, perché spesso si ha l'impressione che esistano solo per ragioni commerciali, per spremere il brand fino all'ultimo. La mia idea è stata quindi di proporre una trilogia, con un finale ben definito. Lo studio ha accettato, così abbiamo potuto pianificare il secondo e terzo film insieme, per completare il viaggio di Hiccup." Un viaggio che, come annunciato più volte, non avrà per forza un lieto fine: il trailer si apre con la prima frase della saga letteraria, "C'erano i draghi quando io ero ragazzo." Queste parole di Hiccup alludono a un presente dove le creature alate non esistono più, e DeBlois ha deciso di inserirle nel film dopo una conversazione con l'autrice dei libri: "I film divergono un po' dalla fonte scritta, ma quando Cressida mi ha spiegato come pensava di finire la sua versione della storia, ricollegandosi al mondo di oggi, ho pensato che potessimo puntare a un finale simile." Ma non bisogna aspettarsi un film deprimente: "È una sfida realizzare un lungometraggio che diverta pur andando verso una conclusione non propriamente felice, ma penso che il pubblico possa accettare quello che accadrà poiché si è affezionato all'arco narrativo dei vari personaggi."

Questione di design

La presentazione è stata dominata da vari disegni e test di animazione, attraverso i quali DeBlois ha spiegato l'evoluzione della storia e dei personaggi: "Berk è diventata una società utopica dove gli umani e i draghi coesistono, il che crea problemi di spazio vitale. Hiccup e i suoi amici passano gran parte del loro tempo a salvare i draghi che vengono braccati da altre tribù, e per fare questo hanno delle nuove armature, fatte con le scaglie dei rispettivi draghi e quindi resistenti al fuoco." L'avventura sarà affiancata dal pathos, con una storyline inedita per Sdentato: l'amico di Hiccup, ultimo della propria razza, incontra una Furia Chiara, un drago femmina appartenente a una specie simile alla sua. "Questa è una parte fondamentale del film per quanto concerne il rapporto tra Hiccup e Sdentato, il quale improvvisamente scopre l'esistenza di una potenziale compagna", dice DeBlois. "Ci siamo divertiti parecchio con il design, per renderla visivamente distinta ma comunque appartenente più o meno alla stessa specie. Inoltre, la Furia Chiara possiede delle abilità speciali che torneranno molto utili." Quanto al "mondo nascosto" di cui parla il sottotitolo del film, esso è nato da un sogno del regista: "Una notte ho immaginato un buco nell'oceano, e mi sembrava un elemento visivo interessante per questa storia. Abbiamo voluto renderlo scientificamente plausibile, pertanto nel film si tratta di un vulcano subacqueo." Questa spiegazione è stata accompagnata dal test footage della località in questione, e già in questa forma provvisoria, con gli effetti speciali ancora incompleti, la componente spettacolare è evidente.

Sequenze in esclusiva

Per chiudere in bellezza sono state proiettate quattro clip del lungometraggio, tutte più o meno completate per quanto riguarda l'animazione ("Alcuni dettagli vanno ancora sistemati, ma abbiamo fatto del nostro meglio per avere del materiale pronto per voi", ha precisato DeBlois). La prima sequenza si ricollega a quanto detto prima sulle operazioni di salvataggio, con la squadra al completo e un misto efficace di azione e risate. La seconda, intravista in parte nel trailer, è più apertamente umoristica, con Hiccup e i suoi uomini che dibattono sulla necessità di trovare una nuova dimora per umani e draghi, e una piccola ma esilarante svolta nel rapporto tra il nuovo leader dei vichinghi e l'amata Astrid. Si ride molto anche nel terzo spezzone, dove Sdentato cerca di sedurre la Furia Chiara: "Gli artisti hanno passato ore in rete a guardare video dei rituali amorosi di vari animali, scegliendo le pose più divertenti per questa sequenza, che fa ridere ma è anche più tranquilla poiché si basa quasi esclusivamente sulla pantomima e non sui dialoghi." La quarta clip è invece incentrata sul rapporto tra Hiccup e Sdentato, con il vichingo che costruisce una coda meccanica per aiutare l'amico a volare e raggiungere l'amata. Per certi versi, quest'ultimo spezzone riassume perfettamente il tono del film secondo DeBlois: allegria unita a una consapevolezza della natura effimera della felicità. Per scoprire il resto, l'appuntamento è in sala a gennaio.

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