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Dragon's Lair con Ryan Reynolds: potrebbe essere un film interattivo?

Il film Netflix è attualmente in pre-produzione e trasporterà in live-action l'epica avventura di Dirk l'Ardito, ormai iconico eroe videoludico.

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Svestiti momentaneamente poteri e tuta rossa di Deadpool, in attesa di capire come verrà re-introdotto al cinema nel Marvel Cinematic Universe il suo Mercenario Chiacchierone, il futuro di Ryan Reynolds sembra legato a doppia corda a Netflix. Si dice che non c'è due senza tre, e in appena due anni la star canadese ha già collaborato con il colosso dello streaming a tre lungometraggi ad alto budget. Per l'esattezza il frenetico 6 Underground di Michael Bay (già in piattaforma da mesi), il prossimo Red Notice di Rawson Marshall Thurber (Dodgeball, Skyscraper) con Dwayne "The Rock" Johnson - in arrivo entro fine anno - e il recentemente annunciato adattamento cinematografico live-action di Dragon's Lair, progetto che ci interessa maggiormente.

Mentre scriviamo, dovrebbero essere in fase di conclusione le trattative per chiudere l'accordo con Reynolds per averlo come protagonista assoluto della trasposizione, che vanta un team di creativi e produttori degno di nota. Sembra proprio che Netflix non voglia sbagliare il tiro, specie dopo anni di difficile contrattazione per accaparrarsi i diritti di sfruttamento del mitico e adorato videogioco arcade e poi console anni '80, uno di quei titoli che hanno fatto davvero la storia, iconico, imitato, venerato. Considerando gli impegni della star e la fase embrionale del progetto, sostanzialmente da poco concepito, ci vorrà ancora qualche anno prima di poterlo finalmente vedere concretizzato, ma un quesito ci è già iniziato a ronzare in testa, data anche la natura dell'opera originale: e se Netflix rendesse almeno parzialmente interattivo il film su Dragon's Lair?

Azione o morte

Per darvi un'idea della caratura del titolo ideato e animato da Don Bluth, vi basti sapere che è uno dei soli tre videogiochi insieme a Pac-Man e Pong ad essere conservato presso lo Smithsonian Institute di Washington. A un certo punto della sua veloce ascesa all'interno della cultura pop, Dragon's Lair divenne anche il gioco più popolare di sempre in America, portando al successo il formato laserdisc. Una vera e propria pietra miliare del mondo videoludico, che nelle intenzioni e nelle ambizioni di Bluth doveva rivoluzionare l'approccio al videogioco e stringere ancora di più la forbice con l'animazione tradizionale, tutte prospettive raggiunte e ampiamente superate, dato che si è meritatamente guadagnato un posto nella storia del medium.
Dopo aver diretto titoli ormai conosciuti e apprezzati come Brisby e il segreto di NIMH, Alla ricerca della valle incantata o Anastasia, uno degli obiettivi della carriera del brillante regista e animatore è stato quello di riuscire a trasporre in un film animato proprio Dragon's Lair, progetto purtroppo mai realizzato anche a causa del suo offuscamento lavorativo con l'arrivo dell'animazione digitale.

Essendo comunque l'opera ancora oggi giocata e citata, la prospettiva di vederla adattata in un lungometraggio animato si è presto trasformata sotto l'attenta visione di Netflix nella possibilità di tirarne fuori un lungometraggio live-action. Nel farlo, comunque, il colosso dello streaming ha deciso di coinvolgere nello sviluppo proprio Don Bluth, così da non tradire l'anima del suo lavoro e chissà, ampliare magari il tutto in un futuro franchise e affidandogli finalmente una progetto animato dedicato.
Addentrandoci però nella natura del videogioco, particolare che contraddistingue la produzione è una riduzione all'osso della libertà d'azione dei giocatori, che in breve devono "solo" scegliere l'azione adeguata al momento giusto per tirarsi fuori da guai.

Pena è una morte certa e dolorosa. Stiamo parlando di 40 scenari diversi e 600 momenti da superare, il che implica più o meno altrettante animazioni "di morte" e "di riuscita" e la doverosa memorizzazione da parte del giocatore dei set di azioni da inanellare in successione. Questo consente al videogioco di dare importanza e respiro al comparto animato e al contempo di renderlo una via di mezzo tra un libro-game, un action e un'avventura grafica. È quasi unico nel suo genere ed è questa sua unicità a renderlo prezioso.
Il dubbio è quindi proprio questo: Netflix e i creativi dietro al film di Dragon's Lair dovrebbero tenere conto di questo elemento? Soprassedere e costruire un live-action con la stessa potenza visiva e la stessa atmosfera può bastare a soddisfare i fan? La risposta che ci siamo dati è che qualcosa, effettivamente, si potrebbe fare, anche se sarebbe estremamente costoso e decisamente rischioso.

Attento, Dirk!

Prima di tutto è importante sottolinearlo: Dragon's Lair non ha dei percorsi diversi da intraprendere che conducono a finali multipli. Non c'è A o B, perché A è il sicuro proseguimento della storia, mentre B sono tutte le azioni sbagliate che conducono inevitabilmente alla dipartita di Dirk l'Ardito, certo di animo nobile e senza macchia né paura, ma umano, fragile e mortale come tutti. Questo significa che non è possibile sviluppare un progetto simile a Black Mirror's Bandersnatch in termini di interazione, anche perché non sarebbe funzionale alla narrazione dell'avventura del protagonista.
Se di interazione si vuole allora discutere, bisognerebbe riformularne il costrutto traspositivo e intenzionale, rendendolo magari opzionale e non obbligatorio.

Ci spieghiamo meglio: a nostro avviso sarebbe consigliabile creare due versioni del live-action di Dragon's Lair, che in verità sarebbe una sola resa però nella sua seconda iterazione del tutto interattiva. Come? Permettendo allo spettatore di scegliere l'azione da compiere proprio come nel videogioco. A ogni sbaglio, partirebbe il filmato della morte di Ryan Reynolds nei panni di Dick l'Ardito, resettando la scena e dando modo al fruitore di riprovare.

Non ci sarebbero ovviamente 40 scenari e 600 movimenti diversi, ma dei momenti appositamente scelti - magari in climax o anticlimax - con al massimo due o tre scelte, per un totale ipotetico di 10 scenari. Questo comporterebbe girare come se fossero dei bloopers almeno 30 filmati di morte differenti, ed è qui che il gioco si farebbe costoso e rischioso, anche se effettivamente rispetterebbe l'anima di Dragon's Lair e la volontà di interagire con il pubblico dello stesso Reynolds - che non a caso è anche produttore dell'adattamento. Una soluzione che di certo farebbe lievitare il budget della trasposizione ma che accontenterebbe tutti. Tranne Dirk. Nel secondo caso morirebbe in continuazione.

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