Da Don't Look Up a The Impossible: i migliori disaster movie

Tra le nostre più grandi e ataviche paure ci sono le catastrofi naturali contro cui non possiamo competere: ecco i disaster movie che più vi consigliamo.

Da Don't Look Up a The Impossible: i migliori disaster movie
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Sin dalla proiezione del primo film al cinema abbiamo sempre voluto mettere su pellicola i nostri sogni, la nostra anima, comprese tutte le nostre paure. Quando si parla di "disaster movie", sappiamo ormai che ci dobbiamo preparare a vedere uno spettacolo che non ci lascerà indifferenti, meglio evitarlo se cercavamo un titolo per ridere con gli amici: sconvolgenti, perturbanti e inquietanti, i film che mostrano i vari modi con cui Madre Natura ci presenta il conto hanno spesso questo effetto contrastante; da una parte analizzano possibili scenari apocalittici di un futuro sempre meno lontano, d'altra parte infondono (spesso, anche se non sempre) un messaggio di speranza. Finché il disastro rimane all'interno di uno schermo, c'è tempo per rimediare, per fare pace col pianeta Terra, nella realtà non potrebbe mai succedere davvero... Giusto?

Per via di questo effetto assicurato sul pubblico, i disaster movie sono sempre più diventati col passar del tempo una categoria apprezzata al cinema. Ma il rischio è che il loro messaggio passi sempre meno e il loro potere catartico non stimoli più la nostra fantasia. Per fortuna ci ha pensato recentemente Don't Look Up a ricordarci di guardare sempre in alto (e se non l'avete ancora fatto, alzate lo sguardo sulla nostra recensione di Don't Look Up). Ecco perché vi presentiamo la nostra lista dei migliori disaster movie, quelli da non perdere, quelli esclusivamente incentrati sulle catastrofi naturali e quelli belli da "fine del mondo".

La minaccia sulla terra

Siamo soliti pensare di possedere il suolo su cui viviamo, il mutuo in Banca per la casa ce lo garantisce. Ma niente può durare sopra la crosta terrestre, se quest'ultima decide di spazzarci via.

Ci sono alcuni disaster movie famosi nel rappresentare questo concetto nelle sue più svariate sfumature: terremoti, eruzioni vulcaniche, uragani, cambiamenti climatici. Prendiamo ad esempio San Andreas, con Dwayne Johnson, una pellicola abbastanza recente in cui il nostro The Rock è alle prese con un terremoto di magnitudo 9.1. Forse non spicca per trama e originalità, ma nonostante questo San Andreas ha battuto al box office Mad Max, a riprova del fatto che i film catastrofici piacciono sempre al pubblico. Come consiglio, però, partiremmo con Dante's Peak - La furia della montagna del 1997, la pellicola con Pierce Brosnan e Linda Hamilton. In questo lungometraggio diretto da Roger Donaldson assistiamo alla furia di un vulcano della catena delle Cascade.

Per quanto sia stato criticato per l'eccessiva piega "romantica", questo titolo è uscito lo stesso anno di Vulcano - Los Angeles, con Tommy Lee Jones e Anne Heche che, viceversa, è stato bacchettato sull'attendibilità dei fatti: Vulcano è risultato infatti molto più inesatto rispetto a Dante's Peak, ispiratosi all'eruzione del Monte Sant'Elena a Washington. Insomma, un disaster movie che si rispetti non può sussistere senza un disastro realistico.

Dobbiamo avere paura di perdere tutto, per davvero. Ma oltre a rischiare di essere carbonizzati da polveri infuocate o dalla lava, sulla terra si possono abbattere anche altri temibili pericoli naturali: gli uragani.Quest'ultimi hanno ispirato ben due pellicole degne di nota intitolate Twister, uno nell'89 e l'altro nel 1996.

Noi vi presentiamo il secondo, diretto da Jan de Bont: il film era stato elogiato per i suoi effetti speciali, al punto che ha ricevuto anche la nomination agli Oscar. Tra i più recenti - e con più uragani - troviamo Into the Storm, con Richard Armitage e Sarah Wayne Callies. Quest'opera è stata girata come se fosse un finto documentario, dando un supporto più incalzante e angosciante alla trama rispetto a Twister. Ma vi sfidiamo a vedere il titolo del '96 e non provare ancora oggi un brivido nel trovarsi di fronte "il dito di Dio sulla Terra". Terra sulla quale si sono "abbattuti" anche 2012 e The Day After Tomorrow, entrambi distrutti dalla critica, ma apprezzati per il risvolto sociale. Al contrario di altri disaster movie, queste pellicole introducono un tema "nuovo" e drammaticamente contemporaneo, ovvero il surriscaldamento dell'atmosfera terrestre. Non c'è bisogno di avere come protagonista una catastrofe naturale unica, quando puoi averle tutte assieme.

La minaccia dal mare

La vita viene dal mare, che può decidere di riprendersela quando vuole. Se neppure la terra può fornirci sicurezza e stabilità, figuriamoci il vasto oceano, ed ecco emergere un'altra categoria pronta a impressionarvi: i disaster movie a tema onde anomale, tempeste in mare e tsunami. Partiamo con The Impossible, interpretato da Naomi Watts ed Ewan McGregor, un film spesso trovatosi in cima alla classifica dei migliori film catastrofici.

Parte del suo successo è dovuto alla violazione del dogma di cui vi parlavamo all'inizio: questo lungometraggio spagnolo non è frutto delle nostre paure, ma è tratto da una storia vera. Si ispira alla terrificante esperienza della famiglia Bennet vissuta in Thailandia, dove nel 2004 si è abbattuto uno tsunami. Una pellicola cruda, realistica, fatta di fango e catastrofe. Come non citare in questa lista anche l'Avventura del Poseidon, con nove nomination agli Oscar, di cui due ottenute nel 1973, forse il vero apripista tra i disaster movie. Ma la complessità della trama e gli intrecci narrativi allargano inevitabilmente i contorni del suo genere.

Chi, invece, centra appieno l'obiettivo sulla catastrofe principale sono The Wave e La tempesta perfetta: il film con George Clooney, anche questo ispirato ad una storia vera, è l'emblema della lotta tra l'uomo e la catastrofe naturale: chi riesce a rimanere indifferente alla scena finale? D'altra parte The Wave, un thriller norvegese del 2015, mostra cosa succederebbe se un'intera montagna crollasse in un fiordo. Uno tsunami devasta la tranquilla cittadina costiera di Geiranger in dieci minuti. Ciò che accade effettivamente in quel lasso di tempo - e anche dopo - è abbastanza inverosimile, ma il regista Roar Uthaug descrive gli eventi con una simile tensione e spettacolarità, da superare la maggior parte dei film catastrofici americani. Un successo che fa inoltre il bis col suo sequel, The Quake.

La minaccia dall'alto

Arriviamo alla fine, quando il terrore non viene dalla Terra ma dallo spazio: qui si scontrano in classifica due asteroidi, scusate, due film, ovvero Deep Impact e Armageddon, entrambi del 1998.

Il primo è stato generalmente apprezzato di più dalla critica, mentre il secondo ha avuto un grande "impatto" sul pubblico. Rappresentano i due estremi esposti; da una parte il sentimentalismo, dall'altra la tragedia estrema: dove il film prodotto da Steven Spielberg mostra un tentativo sensibile di fronte all'inevitabile e alla disperazione, il film di Michael Bay mette in risalto l'azione, mandando letteralmente testosterone nello spazio, con un rimprovero moralista di fondo. Un po' quello che fa anche Greenland, in cui un eroico Gerard Buttler riesce a rubare la scena alle comete per mettere in mostra un titolo più emotivo che d'azione. Un perfetto film anni ‘90 uscito nel 2020. Chi, invece, si discosta parlando più che mai alla nostra attualità è Don't Look Up: questo capolavoro di Adam McKay, da poco uscito su Netflix, pone al centro la catastrofe naturale come non era ancora stata mostrata e se Don't Look Up non vi è piaciuto ha fatto centro.

Nel 1998 nessuno aveva esitato a mandare in orbita un'intera squadra di supereroi capitanati da Bruce Willis; Morgan Freeman in Deep Impact era un Presidente degli Stati Uniti illuminato e radioso come una nuova alba, mentre in Don't Look Up tutto va al contrario di come dovrebbe andare: nessuno crede agli scienziati, ma è importante che una coppia di cantanti possa tornare insieme, magari in diretta tv; sui social il conto alla rovescia per il futuro del Pianeta viene ridicolizzato a suon di challenge e di politica, e uno strano magnate di un'azienda che fabbrica telefoni, alla fine, salverà/distruggerà la vita. Quel "non guardare su" diventa improvvisamente più chiaro: non è un messaggio di sfiducia, è il monito più realistico e catastrofico mai rappresentato sinora: il disastro non sta sopra di noi. È già qui.

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