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Speciale Don't Be Afraid of the Dark

Guillermo del Toro torna a spaventarci con un nuovo, particolarissimo horror

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Nel 1973, John Newland diresse Don't be afraid of the dark (Non aver paura del buio), film per la tv molto amato da Guillermo del Toro, di nuovo sulla cresta dell'onda dopo la grande delusione, da parte del pubblico come dello stesso regista, della sua impossibilità di dirigere fino alla fine Lo Hobbit”. Già nel 1997 Del toro aveva acquisito i diritti di questo vecchio film e ha cominciato a riscriverne la sceneggiatura, in previsione della realizzazione futura di un lungometraggio tratto dalla stessa. Finalmente, il 21 gennaio 2011 questo progetto a lungo accarezzato verrà coronato con l'uscita in sala della pellicola, diretta per l'occasione dal giovane e talentuoso Troy Nixey.
Il panel è stato seguito largamente e con grande attenzione dal pubblico, che si è detto genuinamente spaventato da quanto visto, ovvero un teaser trailer e il prologo del film.
La piccola protagonista Sally (Bailee Madison) si trasferisce in una vecchia casa insieme al padre (Guy Pierce) e alla matrigna (Katie Holmes): da quel momento, attorno alla povera ragazzina si scateneranno poteri oscuri e creature malefiche che dovrà affrontare con tutto il coraggio che dispone.
“Siete seduti, lì, nell'oscurità. Ma non abbiate paura. Non c'è niente da temere” sono le parole con cui si apre il trailer, che tuttavia non tarda a far prendere un colpo all'ignaro spettatore (non vi roviniamo la sorpresa di scoprire da soli cosa succede!).
Del Toro, col suo tipico umorismo, appena finito il teaser esclama “Ma che ca...? Me la sono fatta sotto, accidenti! Tranquilli, prima di venire qui, ad ogni modo! Ah, vi avverto, se ci sono bimbi, in sala...è ora che vadano sotto le coperte. 'Sta roba è fottutamente paurosa”.

Rimodernare la paura classica

Riguardo al progetto, ha affermato: “Ero piccolo quando hanno trasmesso l'originale...era un'epoca d'oro per i film tv. E questo era uno dei migliori, lo adoravo e mi faceva davvero paura ogni volta che lo vedevo. Tuttavia, era un film misconosciuto già allora, ne potevo parlare solo con pochi che l'avevano davvero visto, come mio fratello... Quando finalmente ne ho acquisito i diritti e ho cominciato a riscrivere la sceneggiatura, è stata dura mantenerlo allo stesso livello ma rinnovarlo in maniera contemporanea. Pensavamo all'inizio che avremmo ricevuto un visto censura “PG13” [vietato ai minori di 13 anni non accompagnati, N.d.R.] ma poi abbiamo scoperto di aver ricevuto addirittura una “R” [obbligo della maggiore età, N.d.R]...tanto meglio, abbiamo fatto davvero qualcosa di spaventoso nel vero senso della parola. Bimbi, davvero, ora dovete andare a nanna”.
Riguardo alla trama: “Deriva dal folklore classico, con le forze oscure che vengono dal centro della Terra a reclamare i bambini...un incrocio classico tra favola e horror. E l'importante è il materiale di base, non l'estro del regista, ricordatevelo. Quando un regista pensa di essere più intelligente e importante della storia stessa, questa diventa post-moderna e stupida. Ma va, quello che conta è cosa si racconta!”
Al ché Del Toro, divertito all'idea di spaventare e incuriosire un altro po' gli astanti, fa proiettare il prologo del film, ambientato nel 1918 in un'atmosfera decadente e gotica senza mezzi termini: il risultato è garantito, il pubblico è entusiasta. Ma non lascia la sala prima che Guillermo, che di mostri, spaventi e bimbi alle prese con creature sovrannaturali se ne intende, annuncia che tra i prossimi progetti ci sono un adattamento “serio” della classica attrazione Disney “La casa stregata” e un film “100% horror, come non ne ho mai fatti prima”.
Che dire, abbiamo perso un probabile, magistrale hobbit ma ci abbiamo guadagnato in una gran quantità di spaventi genuini futuri.

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