Dogman trionfa ai Nastri d'Argento 2018: premiata un'industria in ottima salute

Ai Nastri d'Argento ha trionfato Dogman di Matteo Garrone ma non solo: è stata premiata un'industria che guarda al futuro con ottimismo.

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Lo scorso 30 giugno, nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina, sono stati consegnati i Nastri d'Argento 2018, occasione che ci permette di riflettere sullo stato attuale di salute del nostro cinema. Per anni siamo stati affetti dal morbo del "cinema italiano in rovina", poiché incapaci di lasciare il segno all'estero come in patria, schiacciati dal peso di commedie insulse senza arte né parte e poco altro.
Le cose sono ormai cambiate, come dimostra il successo plateale di Dogman di Matteo Garrone, che ha riportato a casa ben 8 riconoscimenti. L'ultima opera del regista romano è stata eletta come la migliore in assoluto dell'ultimo anno cinematografico, inoltre lo stesso Garrone si è "laureato" miglior director. Festa anche per i produttori Archimede e Rai Cinema e gli interpreti Marcello Fonte ed Edoardo Pesce, migliori attori protagonisti.
Il film che rielabora le vicende del (tristemente) celebre "Canaro della Magliana" ha portato a casa anche la miglior scenografia (Dimitri Capuani), il miglior montaggio (Marco Spoletini ex aequo con Walter Fasano per Chiamami col tuo nome), miglior sonoro in presa diretta (Maricetta Lombardo), il miglior casting director (un Francesco Vedovati che non ha sbagliato un colpo).

Condizioni ottimali

Questi ultimi Nastri d'Argento 2018 hanno evidenziato anche altre due verità essenziali: l'ottimo stato di salute della nostra commedia e le grandi prospettive per un futuro di qualità. A proposito della prima, bisogna sottolineare l'ottimo lavoro svolto da Wildside con Come un gatto in tangenziale, lungometraggio leggero in superficie ma con uno spesso background tematico.
Il film è stato eletto miglior commedia, inoltre Antonio Albanese e Paola Cortellesi sono stati premiati in quanto migliori attori protagonisti del genere di riferimento. Parlando di futuro invece, bisogna gioire per un duo di fratelli che farà molto parlare di se negli anni a venire: Damiano e Fabio D'Innocenzo, migliori registi esordienti per l'ottimo La Terra dell'Abbastanza - in grado di vincere nonostante l'agguerrita concorrenza di Donato Carrisi per La Ragazza nella Nebbia.
Premiato anche Paolo Sorrentino per il suo Loro, opera che racconta - tramite alcune vicende private e pubbliche legate al Silvio Berlusconi politico e uomo - l'anima e il cuore del nostro strano Paese: il film, arrivato in sala in due parti, ha vinto per la miglior sceneggiatura (Sorrentino e Contarello), per la miglior attrice protagonista (Elena Sofia Ricci), i migliori attori non protagonisti (Riccardo Scamarcio e Kasia Smutniak).

Oltre l'orizzonte

Nota di merito per Luciano Ligabue, che ha riportato a casa il premio per il miglior soggetto grazie a Made in Italy, per Gian Filippo Corticelli, autore della commovente fotografia di Napoli Velata, Nicoletta Taranta per i costumi di A Ciambra, Pivio e Aldo De Scalzi per la scoppiettante colonna sonora di Ammore e malavita - film dei Manetti Bros che ha vinto anche per la migliore canzone originale, Bang Bang.
Archiviamo dunque un'edizione particolarmente preziosa, che ha mostrato come l'industria nostrana stia ritrovando pian piano parte del coraggio perduto, facendoci guardare al futuro con più sicurezza e fiducia.

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