Diabolik - Il Film: le origini del ladro delle sorelle Giussani

La trasposizione dei Manetti Bros. con protagonisti Luca Marinelli e Miriam Leone racconterà proprio le origini dell'iconico personaggio.

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Diabolik è ancora oggi un prestigioso e blasonato outsider del panorama fumettistico italiano. Nato agli inizi degli anni '60, si inserì velocemente in un mercato che la Sergio Bonelli Editore stava iniziando a scalare gradualmente con Tex Willer, l'arrivo di Zagor e l'ormai iconico formato Bonelli, che ancora oggi contraddistingue l'editore milanese. A quei tempi non esisteva ancora Dylan Dog, che ora più di ieri è forse il simbolo principale di casa Bonelli, mentre il processo di consolidamento era ancora in salita, permettendo dunque a dei competitor di inserirsi direttamente all'interno della scalata di mercato.
È così che nel '62 esordì Diabolik, personaggio nato dall'ottima penna di Angela Giussani, pioniera del fumetto nazionale, tanto da creare al suo interno la corrente del nero italiano, un ribaltamento della morale corrente che mutava e trasferiva il focus narrativo da un eroe pieno di valori a un ladro, criminale e assassino.

Diversificando inoltre il formato, l'Astorina (storica editrice di Diabolik) ideò il libretto tascabile, elemento aggiunto che portò al successo la serie, ampiamente imitata. Quando parliamo di outsider, comunque, ci riferiamo proprio alla volontà di Angela e Luciana Giussani (la sorella, anche lei sceneggiatrice) di inventare qualcosa che andasse controcorrente e intercettasse l'interesse di quei lettori che cercavano altro, nelle storie a fumetti: intrigo, noir, sensualità. Ci riuscirono in poco tempo e adesso, a distanza di quasi 60 anni dall'esordio di Diabolik, il fumetto è pronto a diventare carne e azione nell'adattamento live-action dei Manetti Bros, interpretato da Luca Marinelli e da Miriam Leone e che andrà a raccontare le origini del personaggio. Ma quali sono, in breve, queste origini?

La Pantera italiana

Il personaggio di Diabolik nasce come spietato criminale disposto a tutto pur di portare a compimento i suoi piani. Appare avido e senza scrupoli eppure con una condotta semi-morale che lo spinge a derubare soprattutto le famiglie altamente benestanti, le banche e chi ha accumulato un patrimonio miliardario attraverso illeciti finanziari, mafiosi o di qualsiasi altro genere.

La sua biografia resta tuttora frammentaria e suddivisa tra diverse testate relative alla serie, tra passato e presente, dedicate alla sua infanzia, all'adolescenza e alla formazione di quel carattere rude, scaltro e preciso che lo contraddistingue sin dai suoi albori, nonostante l'arrivo di un'evoluzione più umana col passare degli anni, l'intensificarsi dei suoi rapporti e dei suoi colpi e l'approfondimento delle sue origini. Queste, in particolar modo, sono alla base del mistero di Diabolik e trovano una prima e valida spiegazione nello storico n. 5 della serie, Diabolik, chi Sei?, editato nel 1968. Giussani sfrutta una situazione in cui Diabolik e il suo fedele aiutante Ginko si ritrovano chiusi in una cella senza via d'uscita, convinti di morire, motivo che spinge Ginko a soddisfare la sua morbosa curiosità sul passato di Diabolik, nome compreso. La risposta è emblematica: "Non lo so chi sono". Il protagonista racconta all'amico di essersi risvegliato ancora bambino su di un'Isola dopo un tremendo naufragio. Lì è stato poi soccorso dagli uomini di King, criminale internazionale la cui banda operava proprio su quell'Isola. In questa nuova casa si dedica allo studio e alla specializzazione in molti settori differenti, crescendo con lo sprezzo della legge e del pericolo ma nella più totale indifferenza di chi lo circondava, compresa quella di King.

Compiuti vent'anni e ancora senza nome, un giorno viene chiamato nell'ufficio del boss dove nota la carcassa imbalsamata di una Pantera. Si chiamava Diabolik, rinominata così dagli abitanti dell'Isola che l'animale era solito aggredire nel cuore della notte, con molta ferocia. Ci pensò King a ucciderla dopo una dura battaglia, esponendola in seguito come trofeo della sua superiorità. Successivamente, l'intelligenza e l'acume del ragazzo lo spingono a creare una formula rivoluzionaria in grado di simulare la pelle umana, così da poter creare delle maschere estremamente realistiche per i colpi di King.

Stanco però di essere trattato come uno schiavo dal boss e di vivere sotto l'egida forzata di una famiglia criminale troppo ingombrante, un anno dopo l'incontro sopra citato decide di uccidere King, che poco prima di spirare lo rinomina proprio Diabolik, accostandolo alla scaltrezza e all'aggressività della pantera. Per compiere il suo piano, il ragazzo sfrutta la sua formula, sostituendosi a King e obbligando i suoi sottoposti a caricare ogni ricchezza dell'ormai defunto criminale su di un panfilo, con cui infine veleggia verso oriente, finalmente libero.

In Cina impara le arti marziali e tutta una serie di particolari tecniche di lancio del coltello, maestria nella quale si specializza e che rende anzi la sua tecnica di combattimento e attacco preferita. Completato il suo lungo addestramento, ormai incredibilmente agile e preparato a livello fisico, con un'intelligenza acuta e brillante tipica dei geni, Diabolik decide di tornare in Occidente, nella città di Clerville, metropoli fittizia creata per l'occasione dalla Giussani (imitando i cugini americani DC). Ed è qui che infine opererà maggiormente per quasi tutta la sua carriera criminale, conoscendo Ginko, innamorandosi inizialmente di Elisabeth Gay e legandosi infine professionalmente e sentimentalmente (soprattutto passionalmente) con la bellissima e audace Eva Kant, altro personaggio iconico e fondamentale dell'autrice.

Nell'impossibilità di raccontare direttamente le origini vere e proprie di Diabolik, perché altrimenti non ci sarebbe stato il ladro che conosciamo tutti, non quella maschera immortale, nessun Ginko, niente colpi, i Manetti Bros. hanno deciso di approfondire umanità e sangue freddo del personaggio raccontando il suo primo incontro con Lady Kant, avvenuto nei numeri 4 e 5 della collana a fumetti. Anche questo, in fin dei conti, parte integrante dell'evoluzione della Pantera Italiana e tecnicamente ma anche narrativamente fondamentale per i suoi successivi e attuali aspetti narrativi. Probabilmente ci sarà qualche accenno al passato, sicuramente alla Pantera e a King, ed è forse il modo più giusto di iniziare quello che potrebbe essere il primo film di un possibile franchise multimediale. Non ci resta che attendere la data d'uscita ufficiale e un primo trailer, dato che Diabolik dovrebbe debuttare al cinema entro la fine dell'anno.

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