Detective Pikachu e un nuovo modo di intendere i movie games

L'uscita nelle sale del film con Justice Smith e Ryan Reynold nei panni del Pokémon del titolo segna un'interessante novità per il genere.

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Sin dai tempi del disastroso scult Super Mario Bros, passando per i vari adattamenti firmati dall'odiatissimo Uwe Boll fino ad arrivare a Prince of Persia o Assassin's Creed, una cosa è ormai chiara da più di 20 anni: le trasposizioni cinematografiche tratte dai videogiochi fanno acqua da tutte le parti. In pochi sono riusciti almeno in parte a trasformare un titolo famoso in un successo da sala, e parliamo sostanzialmente di Paul W. S. Anderson con i primi due capitoli di Resident Evil e con Mortal Kombat, mentre gli esempi negativi sono ben più elencabili, ripensando anche al tremendo Street Fighter.
Questo non ha mai impedito a Hollywood di continuare però a tentare, coraggio che gli va riconosciuto, specie stando alla ridotta attenzione del mercato per questo genere, i cosiddetti moviegames o cinegames, che non ha mai riservato una grande accoglienza né tanto meno incassi memorabili. Di anno in anno si è comunque continuato a produrre pellicole tratte dai più famosi videogiochi, ultimo in linea temporale il Tomb Raider con protagonista Alicia Vikander, ma il 2017 ha visto l'arrivo di quello che potrebbe essere un cambiamento, dato l'annuncio dello sbarco al cinema di Detective Pikachu.

Un elettrizzante Sherlock Holmes caricaturale

Dato il successo colossale e capillare di Pokémon GO, che a dispetto dei titoli annuali del marchio in uscita a cadenza quasi regolare su Nintendo 3DS ha fatto riscoprire a una grandissima fetta di pubblico i piccoli mostriciattoli di Mamma N, è scoppiata una guerra per accaparrarsi i diritti di sfruttamento del brand, poi vinta dalla sempre più potente Lionsgate. Una volta acquistati i diritti, però, era importante capire come muoversi per adattare in live-action un mondo così esteso, variegato e ricco di personaggi come quello dei Pokémon: meglio puntare a una classica trasposizione basata sui videogiochi, quindi crescita del personaggio e battaglie nelle palestre, magari impostandolo come un franchise fino alla Lega, oppure cercare di fare altro?

Nonostante l'idea di vedere Ash in carne e ossa potesse entusiasmare non poco gli appassionati dell'anime originale, lo studio ha pensato bene di evitare quell'approccio, cercando di trasporre al cinema un titolo forse più adatto come Detective Pikachu. Uscito in Giappone nel 2016, il videogioco sviluppato dal team di Creatures Inc. ha per protagonista un Pikachu parlante con l'aspirazione di divenire un grandissimo investigatore. Nel corso dell'avventura verrà aiutato anche da tale Tim Goodman, giovane ragazzo giunto in città alla ricerca del padre scomparso.
Se l'impostazione del videogioco è un mix divertente e funzionale tra gli indovinelli alla Professor Layton e il mondo dei Pokémon, il film pare avrà una struttura simile a quella di un Chi ha incastrato Roger Rabbit? o di uno Space Jam. Il live-action sarà infatti contaminato dalla presenza costante di pokémon costruiti in CGI, che è semplicemente una modernizzazione della tecnica usata negli anni '90 da Zemeckis o dalla Warner per portare su grande schermo alcuni dei cartoon più amati di sempre. Un film che sostanzialmente si discosta da molte produzioni di genere uscite finora, se non da tutte, troppo incentrate sull'azione e su titoli esclusivamente Tripla A, con il risultato di apparire come reiterati copia-incolla gli uni degli altri. E adattare i Pokémon nella loro veste più famosa, quella con palestre e continui combattimenti, avrebbe forse accostato questa trasposizione a un genere dove la diversificazione pare non essere di casa, quindi cercare di innovare in qualche modo lo stesso è un plauso che va assolutamente fatto alla Lionsgate. Se la trama sarà almeno simile a quella del videogioco, ci ritroveremo davanti un prodotto comedy thriller dal potenziale enorme, specie per l'interprete scelto per vestire in performance capture i panni di Pikachu, Ryan Reynolds.
Quello che vorremmo vedere da un simile titolo è una storia certamente semplice e adatta ai più piccoli, che rappresentano poi una grande fetta di pubblico per il film, ma anche uno sviluppo divertente e di raffinata caratura per un cinegames, traducibile in battute intelligenti e una trama dai risvolti interessanti, proprio come accadde con Roger Rabbit. Anche una certa dose di maturità non guasterebbe di certo, ma si parla comunque di un blockbuster tratto da un videogioco che non vuole avere assolutamente nulla di pedagogico (in questo caso) ma intrattenere nel miglior modo possibile. E se nel 2018 potremmo assistere al successo di Tomb Raider -al momento incerto-, nel 2019 toccherà a questo attesissimo Detective Pikachu tentare di rovesciare le sorti di un genere finora bistrattato e mai sfruttato a dovere.

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