Detective Pikachu è solo l'inizio di un Pokémon Cinematic Universe?

Detective Pikachu ha compiuto un miracolo, ma se il film fosse solo l'inizio del Pokémon Cinematic Universe? Scopriamo assieme cosa potrebbe nascere.

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Ce li siamo infilati in tasca, sotto le coperte a notte fonda mentre avremmo dovuto dormire, li abbiamo visti disegnati in TV (e al cinema), spendendo lacrime amare quando Pidgeot o Butterfree venivano lasciati indietro, quando gli occhi di quel topo giallo grondavano disperazione, abbiamo esultato per un Terremoto, maledetto i bug della Niantic, uscendo però letteralmente di casa per catturarli, tutti. Lo stiamo ancora facendo e lo faremo ancora.
C'è però una cosa che non ci saremmo mai aspettati. O meglio, una cosa di cui avevamo paura, troppa, anche per poterla immaginare: i Pokémon al cinema in un live-action. Attori in carne e ossa che interagiscono con modelli in CGI che, per forza di cose, non potevano essere come le pubblicità di fine anni '90 che sponsorizzavano il brand fuori dal Giappone. Poi, nella più folle delle fantasie surreali, è arrivato Detective Pikachu e siamo tutti tornati a schiacciare "A" sul Game Boy.

L'effetto Detective Pikachu

Inutile girarci attorno: Detective Pikachu ci ha fatto guardare attraverso il velo di Maya. Un film oltre ogni aspettativa, capace di far piacevolmente regredire anche i trentenni a ragazzini imberbi che vorrebbero urlare "ma quello è Pidgey!" ogni volta che lo vedono svolazzare. Cosa che vale, ovviamente, per qualsiasi altro Pokémon apparso durante il film. Ma, soprattutto, Detective Pikachu ha dimostrato che è possibile rendere i Pokémon in maniera "realistica" senza scatenare apocalissi sonichiane. Ha quindi fatto scattare un tarlo terribilmente bello nella mente di chi ancora impreca pensando al Miltank di Chiara: il Pokémon Cinematic Universe.
"Scavicchi ma non apra", sembra ancora dirci il film, noi però sappiamo che dentro quella scatola un Pokémon Cinematic Universe è pronto a eruttare, al pari di un Fuocobomba sparato su un Rattata, così, per spregio. Ma come potrebbe essere, effettivamente, un universo condiviso al cinema dei nostri mostriciattoli tascabili preferiti?

Un punto di partenza?

Partiamo da Detective Pikachu, perché il film contiene già tutti gli embrioni. Un progetto parallelo che può continuare sfiorando il mondo Pokémon, proseguendo quindi le avventure di Ryan Reynolds e suo figlio (anche se la storia, di per sé, poteva anche dirsi conclusa)... oppure il film può servire come effettivo Apriporta verso... cosa? Beh, verso il Tim di Justice Smith che potrebbe finalmente abbracciare il suo destino da allenatore.
Incoraggiato dal padre, e catturato il suo primo Pokémon, abbandonerebbe Ryme City per dirigersi un po' ovunque. Nella sua stanza c'è solo l'imbarazzo della scelta, anche se Sinnoh potrebbe sembrare un buon punto di partenza.

Un nuovo Ash al cinema?

Presa questa strada, saremmo di fronte a un Ash su grande schermo. L'ennesimo "film delle origini" che ricalcherebbe i videogiochi e che, soprattutto, rischierebbe di risultare o troppo veloce o, paradossalmente, troppo lento, volendo diluire l'arco narrativo delle medaglie da conquistare su più film. Forse non è la strada giusta. O, magari, potrebbe esserla, ma in un'ottica davvero da Pokémon Cinematic Universe, quindi affiancata da altri film, pronti a incastrarsi uno dentro l'altro. Sì, ma quali altri film?

Gli spunti possibili

Pokémon Generations potrebbe essere uno splendido punto di partenza. I mini-episodi andati "in onda" sul canale ufficiale di YouTube hanno dimostrato che si possono prendere i personaggi iconici dei vari giochi e renderli veramente tangibili fuori dagli stessi, sciacquati da quella patina fanciullesca che la serie animata continua ad avere.
Prendiamo esempio dall'unico esperimento riuscito: il Marvel Cinematic Universe. Immaginiamo qualcosa su quella falsa riga: un film su Bellocchio, su N, su AZ, sulle macchinazioni di Max e Ivan (che ora come non mai sarebbero tristemente attuali), il tutto mentre un giovane allenatore si fa strada, crescendo con la propria squadra, infilandosi dentro storie più grandi di lui, incontrando leggendari (e magari catturandone pure uno), il tutto per scontrarsi con una versione di Thanos meno... ineluttabile. E se una prima grande fase del Pokémon Cinematic Universe si concludesse con la sconfitta di Giovanni?
Perché la forza di un Pokémon Cinematic Universe dovrebbe essere la stessa di Detective Pikachu: affondare a piene mani nel passato videoludico (e non) del brand senza però copiare, adattando i singoli personaggi al medium cinematografico.

Così facendo si darebbe ai fan esattamente quello che vogliono, senza strafare in un film solo di lotte Pokémon o solo di indagini in groppa a un Arcanine. Anche se tutti, ora più che mai, vogliamo vedere una lotta come si deve alla Lega Pokémon. Ma allora un solo protagonista rischierebbe di essere controproducente?

Due strade

Dipende. Le strade da percorrere potrebbero essere due: un allenatore protagonista forte, ben caratterizzato, che parte da zero e in ogni film viene a contatto con un mondo tangente rispetto alla "semplice" progressione delle lotte, ma che grazie a questi incontri cresce, evolve i propri Pokémon e si fa strada fino alla Lega.
Oppure più protagonisti, come nel MCU, ognuno con un suo lungometraggio (o con una parte importante dentro... al film su N, per fare un esempio) dei quali vediamo solo i momenti topici della loro carriera da allenatore, per ritrovarli tutti assieme alla Lega. Magari con Tim Goodman che, citato qua e là, si scopre solo alla fine come il Campione da sconfiggere.

E se il Pokémon Cinematic Universe avesse già il suo Kevin Feige?

È innegabile: il cinema può far emergere tutto quel sottomondo che i videogiochi hanno lasciato dentro le loro Basi Segrete. E può farlo partendo proprio dalle cartucce, e dai film. Perché il collegamento con Kanto, con la creazione di Mewtwo nel film del '98, tutti i vari easter egg seminati meglio di Bacco Bacchini non sono messi solo per titillare i fan. Sono spunti, uova da ritirare alla Pensione, pronte a schiudersi in sala davanti ai nostri occhi affamati.
Dopotutto Hiro Matsuoka, Managing Director della Toho (la storica casa di produzione giapponese che si è occupata, assieme a Warner, Legendary e The Pokémon Company di Detective Pikachu), è da poco stato inserito come membro aggiuntivo nel board of directors proprio di The Pokémon Company. Che sia proprio lui il Kevin Feige di cui un eventuale Pokémon Cinematic Universe avrebbe bisogno?

Detective Pikachu ha toccato l'acqua con la punta dei piedi. Incredibilmente, è tiepida e invitante. Ora sta a tutta la "macchina Pokémon" muoversi di conseguenza, imitando (e non c'è niente di male, anzi) il lavoro fatto proprio da Feige con i Marvel Studios e riadattando tutto dentro un universo seriale interconnesso, solido e coerente. Di materiale da cui partire, come abbiamo già detto, ce n'è a bizzeffe. Serve solo qualcuno che studi un percorso, non per forza goal-oriented come quello del MCU, ma abbastanza da non finire impantanati à la DC Extended Universe. È come saper di star sbagliando ma, anziché ammetterlo, si continua imperterriti per la propria strada. Spiace soltanto che non ci sia più un Satoru Iwata a cui chiedere consiglio, per far sì che tutto possa andare per il verso giusto.


Detective Pikachu ci ha lanciato una Poké Ball e sentire quel "click" è stato più facile del previsto. Noi, però, vorremmo entrare dentro la Master Ball del Pokémon Cinematic Universe. Ecco perché siamo qui a premere contemporaneamente "A" e "B" mentre quella sfera si muove a destra e sinistra, convinti che possa davvero catturarci tutti.

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