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Deadpool 3, il valore aggiunto delle Sorelle Molyneux

I Marvel Studios hanno finalmente ufficializzato la lavorazione del terzo capitolo cinematografico dedicato al Mercenario Chiacchierone di Ryan Reynolds.

Deadpool 3, il valore aggiunto delle Sorelle Molyneux
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La diffusa felicità conseguente all'acquisizione di Fox da parte di Disney è stata soprattutto generata dal ritorno in casa Marvel Studios delle IP della Casa delle Meraviglie rimaste a lungo lontane dall'ovile. Stiamo ovviamente parlando dei Fantastici 4 e degli X-Men, quest'ultimo multi-franchise al cui interno rientra anche il dissacrante e scorretto Deadpool, il Mercenario Chiacchierone interpretato al cinema dall'esuberante Ryan Reynolds. Dopo una carriera passata tra rom-com di successo e disastri inappellabili come Lanterna Verde, il personaggio creato da Rob Liefeld e Fiabian Nicieza ha dato all'attore una notorietà differente e più marcata, rendendolo una delle star più richieste nel panorama mainstream e tra gli attori più amati e seguiti degli ultimi anni.

Problema intrinseco della fusione tra le major e relativo a Deadpool è stato però quello della politica interna Disney, fondata sul family friendly e sulla correttezza espositiva e quasi sempre priva di violenza esplicita. Pochi - compreso lo stesso Liefeld - pensavano che la società potesse rispettare la promessa di Bob Iger e sviluppare un film che andasse insomma contro ogni canone base della compagnia, ma a distanza di due anni dall'acquisizione e innumerevoli confronti con gruppi scelti di sceneggiatori, alla fine i Marvel Studios hanno messo in cantiere in via ufficiale Deadpool 3, cambiando guardia creativa a partire dalla scrittura e per un motivo ben specifico.

Il limite della scorrettezza

Bisogna dare credito a Kevin Feige di aver tenuto fede all'intento di non tradire le linee guida di un protagonista esplosivo e indelicato come quello del Mercenario Chiacchierone. Almeno sulla carta sembrerebbe così, nonostante l'allontanamento di Rhett Reese e Paul Wernick dalla sceneggiatura, il duo dietro a Zombieland e 6 Underground che ha lavorato ai primi due capitoli del franchise. Un loro addio era nell'aria, specie perché in casa Disney, dalle parti di LucasFilm, avevano già avuto pesanti problematiche con il deludente Solo: A Star Wars Story, ad oggi unico e grande flop dell'Universo Cinematografico di Star Wars che ha reso una loro sostituzione praticamente fisiologica.
Lo stile dei due scrittori ben si adattava all'anima cinica e spietata di Deadpool, comunque, al profondo guilty pleasure celato dietro a ogni battuta derisoria di questo o quel personaggio della cultura popolare tutta, a una rottura della quarta parete che è parte integrante del personaggio. La coppia ha lavorato sin dai primi momenti a stretto contatto con lo stesso Reynolds, che per il secondo film ha persino messo la sua firma alla sceneggiatura, raggiungendo un equilibrio formalmente appagante per lo spirito stesso del franchise e dello stile necessario per spingere Deadpool al suo pieno - o quasi - potenziale.

Dopo una serie di incontri per capire a chi affidare la scrittura di Deadpool 3, alla fine la scelta di Feige e dei suoi collaboratori è ricaduta su di un'altra stimata coppia di sceneggiatrici, le sorelle Molyneux, soprattutto note per avere all'attivo più di 150 episodi della serie animata Bob's Burger, prodotto particolarmente seguito e di culto in America, meno conosciuta in Italia, anche se con un bacino fedele e felice di fan.

"Fox persons", direbbero oltreoceano, soggetti cresciuti insomma sotto l'egida dell'ex-Volpe delle major hollywoodiane ora inglobata dal Topolino più ricco del settore, lo stesso che ha deciso di rivoluzionare il linguaggio e la scorrettezza del Mercenario Chiacchierone affidandone mood e parlantina alla penna affilata di due donne (forse la prima volta, fumetti o cinema, per Deadpool). Merito questo anche della loro prima serie come creatrici, The Great North, già rinnovata per una seconda stagione.

La qualità della scrittura delle Molyneux è completamente differente da quella "familiare" di Matt Groening o Seth MacFarlane, perché diversamente autoriale e non per forza alla ricerca dell'imitazione o della ripetizione procedurale. Creano storie e linee narrative molto interessanti e hanno un modo di intendere la battuta e il cinismo profondamente ragionato e intelligente, che sa essere ovviamente scomodo e dissacrante ma in modo particolare, spesso sottile e brillante.

Basta vedere qualche episodio di Bob's Burger o anche di The Great North per comprendere il fil rouge creativo e linguistico delle autrici, che sanno arginare con grande capacità intellettuale una costante ma ponderata ricerca di sconvenienti licenziosità caustiche e pungenti.
La scelta delle Molyneux per Deadpool 3 ci sembra insomma quantomeno affascinante, per una direzione "linguistica" non proprio agli antipodi rispetto a quella di Reese e Wernick ma più sofisticata, sicuramente intrigante. Il fatto è che bisognerà aspettare ancora a lungo prima di capire cosa tireranno fuori dal cilindro le due scrittrici, sicuramente altri tre anni. Intanto aspettiamo con curiosità un commento di Reynolds alla prima bozza di sceneggiatura, per comprendere se e quanto sia sincero un suo eventuale entusiasmo, essendo la star indiscussa del franchise e incarnazione perfetta del Mercenario Chiacchierone.

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