DC Extended Universe: la classifica di tutti i film usciti finora

Dal migliore al peggiore, proviamo oggi a stilare una classifica omni-comprensiva dei cinque film Warner/DC usciti sinora.

DC Extended Universe: la classifica di tutti i film usciti finora
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Per un Universo Narrativo che ingrana, molti altri tendono a fallire. Non che sia un'equazione veritiera all'estremo, ma finora il mercato cinematografico ha dimostrato come a dominare in termini sia commerciali che di accoglienza critica sia stato soprattutto il Marvel Cinematic Universe, mentre ombre e dissensi hanno abbracciato altri esperimenti simili, come il Dark Universe dei Mostri Universal o, più noto e in tema, il DC Extended Universe. Proprio il progetto della Warner e DC Films di portare sul grande schermo in un unico universo narrativo supereroi come Batman o Superman si è infatti rivelato non solo creativamente travagliato, ma anche un investimento produttivo che ha solo rispettato in parte le aspettative economiche dello studio, toccando l'apice del dissenso con Justice League, punto di arrivo del DCEU, tra i film più costosi della storia e con un incasso di soli 625 milioni di dollari. C'è da dire che, rispetto al MCU che ne ha dieci, l'universo DC ha solo cinque anni di vita ed è strutturato al momento in altrettanti cinque film, con incassi comunque sufficienti a investire ancora in altre produzioni del genere (le trovate qui). Quest'anno arriverà poi Aquaman, mentre ad aprile 2019 toccherà a Shazam!, i due titoli post cambi al vertice della DC Films che dovrebbero in qualche modo dare la nuova misura creativa del DCEU, ma in queste righe vogliamo oggi proporvi una classifica dei cinecomic Warner usciti finora, dal migliore al peggiore, esattamente come fatto per la Marvel. Sappiamo che la classifica non sarà condivisibile da tutti, quindi vi invitiamo a dire la vostra nei commenti.

5. SUICIDE SQUAD

"Tanto rumore per nulla", potremmo dire. Intorno al film di David Ayer dedicato alla Task Force X della DC si erano infatti create aspettative molto elevate, specie in relazione al rilancio del Joker al cinema, interpretato da Jared Leto. Il cast sembrava variegato e unito, sia via social che nelle varie manifestazioni dove il gruppo si presentava divertito e affiatato, e le storie dal set sulle follie di Leto e sul suo metodo immersivo riempivano giornalmente le pagine dei siti e delle riviste del settore. L'uscita del primo trailer ha poi solo amplificato l'hype: Bohemian Rhapsody dei Queen in sottofondo e un montaggio dinamico, ipercinetico, innalzavano l'asticella del presunto consenso nel cuore dei fan, grazie anche alla prima e brevissima apparizione del nuovo Clown criminale, con quel suo look punk-rock discusso e del tutto particolare. Altri trailer e altre storie dopo, Suicide Squad è infine uscito in sala, dimostrandosi un enorme giocattolone senza troppa grinta ma con tanta personalità. Facendo in qualche modo il verso a Guardiani della Galassia, Ayer aveva pensato bene di sfruttare la musica come grande protagonista del film, spiaggiandosi però nel genere rap e hip-hop e utilizzando diversi brani con una cadenza a mitraglia, senza soluzione di continuità, rendendo la visione a tratti estenuante. La regia e la scrittura sono certamente discrete, anche perché il film a suo modo intrattiene e diverte, ma profondamente sbagliato è il montaggio e il cut finale del film, che sfrutta fra le altre cose il Joker di Leto come se fosse una piccola e insignificante macchietta, motivo che ha spinto persino l'attore ad attaccare il film. Questo ha permesso di concentrarsi su Deadshot, Harley Quinn e Rick Flag, veri protagonisti della storia e interpretati molto bene da Will Smith, Margot Robbie e Joel Kinnaman. Dispiace soprattutto perché, con molta più attenzione, sarebbe potuto essere l'anti-cinecomic definitivo, invece si è rivelato un prodotto fine a sé stesso, con poco da dire e sufficientemente accettabile. Nel frattempo il sequel è in produzione e sarà diretto da Gavin O'Connor, quindi vedremo come evolverà la situazione.

4. L'UOMO D'ACCIAIO

Prodotto da Christopher Nolan e diretto da Zack Snyder, L'Uomo d'Acciaio è il film apripista del DCEU, con indubbi riferimenti a Bruce Wayne nonostante la storia dedicata interamente a Superman. L'ottima regia di Snyder, il grandioso prologo su Krypton e tutta una prima parte dedicata al Clark Kent "uomo" funzionano sul piano drammatico e anche la narrazione per flashback aiuta molto lo sviluppo, ma tutto si incarta a livello di sceneggiatura quando entra in scena lo Zod di Michael Shannon. Qui si comincia a spingere molto sull'azione con dei combattimenti violentissimi, ancora oggi davvero eccezionali da vedere, ma si perde una certa profondità e soprattutto si capiscono i limiti di David Goyer, che riempie lo script di buchi di trama e trovate posticce e mal pensate come la conclusione dello scontro finale (incredibile!) tra Zod e Superman. Si è cercato di metterci una pezza in Batman v Superman, in parte riuscendoci, ma preso nella sua singolarità quel finale resta ancora oggi discutibile. Ha gli stessi toni cupi e drammatici del Cavaliere Oscuro di Nolan e funziona discretamente in ogni sua parte, specie nell'azione (anche se effettivamente poca), ma Henry Cavill non è amato da tutti come Clark Kent, considerato poco espressivo e incapace di dare emotività al personaggio, e molte parti del film risultano più accessorie che essenziali. Un buon film, ma privo di un bilanciato mix di dramma e ironia che lo rende a tratti anche noioso, soprattutto in riferimento alla mancanza di un villain scritto come si deve e a dialoghi il più delle volte dimenticabili.

3. WONDER WOMAN

Wonder Woman è sicuramente uno dei tre migliori film che l'Universo Cinematografico DC abbia finora portato sul grande schermo in quanto, al di là di alcune pecche di sceneggiatura non sempre perdonabili, Gal Gadot è perfetta nel ruolo della supereroina, tanto da reggere sulle sue spalle un'intera pellicola e le sue imperfezioni. Il lungometraggio è un percorso di formazione, la nascita di un'eroina tra le più importanti di sempre, di una Dea tra gli uomini e dalla parte degli uomini. Un inno alla femminilità, alla forza oltre il genere e al contempo un doloroso e profondo attacco alla ferocia dell'essere umano che troppo spesso si tramuta in guerra. L'utilizzo della CGI è certamente dimenticabile, così come alcuni passaggi action, ma il film di Patty Jenkins riesce quantomeno a raccontare una storia di origini interessante e anche ironica. Forse l'uscita nel mentre della rivoluzione femminista in atto ha aiutato molto più del dovuto il film a ricevere recensioni entusiaste, ma Wonder Woman resta un cinecomic godibile e funzionale al messaggio femminista, che è poi il plus-valore che lo rende socialmente rilevante rispetto a tanti altri titoli di genere, più o meno come il Black Panther della Marvel. Resta comunque un titolo che difetta nel puro intrattenimento, secondario proprio al messaggio di cui sopra, imparagonabile ad esempio nella costruzione delle sequenze d'azione con L'Uomo d'Acciaio, anche se la scrittura resta superiore e di questo bisogna tenerne conto.

2. JUSTICE LEAGUE

Divertente, a tratti spettacolare e con un equilibrio di toni e situazioni inaspettato: Justice League è punto di incontro tra comicità e gravità drammatica, tra una necessaria direzione futura e un passato dal quale attingere con coscienza. L'incontro sul grande schermo dei supereroi DC sancisce una profonda alchimia tra i personaggi, punto centrale del film e valore aggiunto della produzione, forte anche di una regia al 100% Snyder coadiuvata dalla scrittura filosoficamente più sobria e attenta alla battuta di Chris Terrio e Joss Whedon, legata sostanzialmente ai massimi canoni odierni di un cinecomic-blockbuster. Justice League ha sorpreso i detrattori stanchi della formula DC e ha fatto discutere le fila di appassionati invece convinti della maturità Warner nemica della Marvel, ma una cosa è certa: con le dovute riserve relative ai vari rimaneggiamenti, alla terribile trasposizione di Steppenwolf e una durata da rivedere, il film è comunque un buonissimo risultato. Peccato per gli incassi e l'accoglienza generale che ne hanno fatto uno dei flop dello scorso anno, in parte anche meritatamente a causa dell'indecisione di toni e stile all'interno della Warner/DC, così da dare uno scossone alla creatività per migliore il DCEU in futuro.

1. BATMAN V SUPERMAN: DAWN OF JUSTICE

Primo, vero crossover della DC che ha introdotto sul grande schermo anche la Wonder Woman di Gal Gadot, che in più di una scena ruba lo spettacolo ai compagni. Batman v Superman: Dawn of Justice non è certamente la trasposizione page-by-page de Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller né è accostabile alla sua profondità stilistica, ma la costruzione di una storia dai tratti sociali marcatamente esasperati si è rivelata una mossa in parte vincente. Il contrasto tra Batman e Superman si sviluppa in un moto narrativo dirompente, che non viene cioè arginato da un montaggio che si possa dire fruibile e del tutto coerente, ma lo scontro Dio contro Uomo e l'approfondimento di questo dualismo tra conseguenze e responsabilità è vividissimo e ben chiaro, fino all'impressionante battaglia finale, dove si percepisce ogni colpo sferrato, lenta, possente, epica. Il piano di Lex Luthor per mettere contro l'Uomo d'Acciaio e Il cavaliere oscuro non è poi il massimo della vividezza intellettuale del personaggio, interpretato istericamente da uno sclerotico Jesse Eisenberg, ma è la voluta caricaturalità del villain a renderlo al contempo pericoloso e meno accessorio del previsto. È un film molto lungo, forse con meno azione di quanta effettivamente meritasse, specie dalle parti di Batman di Ben Affleck, che si rivela esatta traslazione dell'eroe vecchio, stanco e ferito descritto nella rilettura milleriana del personaggio.

Combatte con lo stile della serie Asylum e ragiona come se a scriverlo ci fosse dietro papà Frank, ma il troppo spazio dedicato a Bruce Wayne non giova molto al Pipistrello, esattamente come il troppo spazio dedicato a Superman non giova al film. Le tonalità dark e filosofeggianti qui invece sono dovute e anzi, c'è almeno una lettura stilistica adeguata e corretta del brand, anche se poi oggi Avengers: Infinity War ci ha dimostrato come sia effettivamente possibile raccontare una storia epica e monumentale ricorrendo anche a molta ironia.