DC Black, i film che vorremmo vedere nella nuova etichetta DC Films

Non solo il The Joker con Joaquin Phoenix, ma anche diversi altri personaggi che potrebbero avere finalmente l'occasione di brillare sul grande schermo.

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Dagli errori e dalla sofferenza si dovrà pur imparare qualcosa, giusto? E a saperlo bene dovrebbero oggi essere gli ex-pezzi grossi di DC Films come Geoff Johns, sostituiti senza ritegno nel giro di un solo anno dopo il flop di Justice League. In realtà di sofferenza non ce n'è stata poi molta, visti i discreti incassi di Wonder Woman, Batman v Superman o Suicide Squad, ma di errori sì, siano essi in termini di sceneggiatura, di regia o d'atmosfera. In cinque anni la DC ha prima cercato di darsi un tono più maturo e di fascinazione dark, per poi ripiegare su una sorta di occhiolino alla formula Marvel, sbagliato, con sferzate comedy prima sostanzialmente assenti in prodotti come L'Uomo d'Acciaio.
Il problema principale, però, è che i titoli dello studio sembra non abbiano un vero e proprio legante stilistico, a prescindere dal risultato, altalenate o curioso che sia, fattore che il nuovo presidente DC Films, Walter Hamada, ha deciso di sfruttare per diversificare la produzione tra Universo Esteso e titoli a sé stanti, che andranno ad operare sotto quella nuova etichetta che sarà chiamata DC Black o DC Dark.

Diversifica e conquista

Un po' come il whisky Black Label della Johnny Walker, ma in ambito cinematografico, questa DC Black dovrebbe fregiarsi di un onere qualitativo maggiore rispetto alla cugina DCEU, riunendo sotto la sua egida diversi progetti che avranno poca attinenza con l'Universo Condiviso dello studio. In determinati casi potrebbero essere film che racconteranno parallelamente al DCEU un personaggio in comune, come il Joker, ad esempio, di cui sono attualmente in produzione due progetti: uno con il punk Joker di Jared Leto, quello ufficiale del DCEU, e un altro, quello di Todd Phillips con Joaquin Phoenix, invece slegato da tutto e interessato solo a raccontare una storia fine a se stessa, basata sul The Killing Joke di Alan Moore. Quest'ultimo, in realtà, sarà proprio il primo film a introdurre l'etichetta, che al momento è stata ufficiosamente confermata dalle fonti dell'Hollywood Reporter, ma oltre al The Joker i progetti che verranno sviluppati sotto la DC Black sono ancora sconosciuti. Ed è proprio dove c'è mistero o incertezza che fioriscono le speculazioni.
La nuova label della Warner potrebbe allora tentare la strada ancora non battuta del rated-r, che sotto Hamada avrebbe senso, essendo lui il produttore che ha portato al successo sia la saga di The Conjuring che IT, e il gioco a questo punto si farebbe interessante. Sarebbe innanzitutto possibile sviluppare un film su Batman legato all'iterazione milleriana senza troppi scrupoli, anche trasposizione diretta di una delle sue meravigliose opere, ma poi la gamma di personaggi violenti o dal piglio anti-eroe da sfruttare si amplierebbe notevolmente.
Prendiamo ad esempio il Deathstroke di Gareth Evans, per il quale sappiamo di dover attendere ancora molto. Il regista è noto per aver diretto i due The Raid, film di esplicita violenza e di virtuosismi action da capogiro, nati dall'amore per il genere di Evans e dal suo stile volto a mostrare nel modo più puro possibile lo svolgersi dell'azione. Ecco: un film diretto da uno come Evans e dedicato a un personaggio come Deathstroke sarebbe perfetto da sviluppare sotto la DC Black e da slegare totalmente dal DCEU, proprio come lo sarebbe anche il tanto chiacchierato Justice League Dark, la cui sorte è ancora un mistero. Con la nuova etichetta, però, anche un coacervo poco funzionale alle buone maniere come Constantine o Swamp Thing potrebbe trovare la sua giusta via verso il successo, con toni e capricci stilistici a piacimento.

DC Black dovrebbe infatti permettere ai suoi autori una libertà creativa massima, nei limiti del rispetto o della riscrittura funzionale del personaggio. Uno studio dove poter liberare il proprio estro per metterlo al servizio di una bella storia, che il pubblico vuole sentirsi raccontare. E allora anche Nightwing o il controverso Batgirl troverebbero una casa accogliente nella Black Label DC, soprattutto perché nella stesura della sceneggiatura non bisognerebbe a tutti i costi inserire connessioni forzate con gli altri titoli del DCEU.
Il rischio, infine, sarebbe solo quello di relegare in secondo piano i vari Wonder Woman o L'Uomo d'Acciaio, mettendo al centro dell'attenzione mediatica nuovi progetti a marchio DC Black, anche se poi, lo ricordiamo, al momento si tratta di semplici speculazioni. L'idea di Hamada and co. è comunque interessante e potrebbe dare nuova linfa agli adattamenti dei personaggi DC al cinema, regalando al pubblico storie di follia, di vendetta e di stramba scienza che mai avrebbero potuto trovare posto nella fila ufficiali del DCEU.
Un po' come il Moon Night della Marvel non troverebbe mai spazio nel MCU, ma nella (sperata) Marvel-R sì. Tutta questione di etichette, insomma