Dark Phoenix, nuovi X-Men rinasceranno dalle ceneri dell'Universo Mutante Fox

Il primo trailer dell'ultimo cinecomic mutante di casa Fox non ha entusiasmato molto i fan, che ormai aspettano soltanto il reboot dei Marvel Studios.

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L'acquisizione della Fox da parte della Disney è ormai stata ufficializzata mesi fa, dopo vari tira e molla a causa di Comcast, rilevante terzo incomodo. La compagnia aveva infatti stuzzicato l'interesse della Famiglia Murdoch per gran parte della stagione estiva, ritirandosi poi dopo l'inarrivabile rilancio della Casa di Topolino.
Al netto dei moltissimi asset che entreranno presumibilmente entro metà del prossimo anno a disposizione della società guidata da Bob Iger, a destare maggior interesse negli appassionati sono state soprattutto le proprietà Marvel, in particolare gli X-Men e i Fantastici 4.
In attesa della chiusa legale della fusione, Iger e Kevin Feige hanno assicurato in queste ultime settimane che entrambi i franchise saranno presto rilanciati nel Marvel Cinematic Universe, il che lascia sprofondare il Dark Phoenix di Simon Kinberg in una spirale di inutilità davvero preoccupante.
Sorvolando sui problematici New Mutants di Josh Boone e su Gambit, Dark Phoenix è attualmente il progetto cinecomic Fox più concreto e di prossima uscita, che purtroppo con il primo trailer ufficiale non è riuscito a destare come sperato l'interesse dei fan, che oggi reclamano invece a gran voce un reboot targato Marvel Studios.
Questo, per un film che potrebbe anche rivelarsi intimo, emozionante e riuscito, non è assolutamente un buon segno.

Dalle ceneri della volpe, un topolino

Quello che appare chiaro vedendo il trailer di Dark Phoenix è un focus preponderante su Jean Grey, come d'altronde ci si aspettava sin dall'annuncio del film. La storia prende piede nel 1992, esattamente nove anni dopo gli eventi di Apocalisse, dove la Fenice si è palesata in tutta la sua forza distruttiva per la prima volta.
Per chi non fosse informato, la Fenice altro non è che una potentissima entità cosmica il cui scopo primario è quello di favorire l'evoluzione in mondi - per così dire - "in stallo", obiettivo che persegue impossessandosi di un corpo dalle grandi potenzialità, in questo caso di Grey.
Jean è stata scelta dalla Fenice sin dalla sua tenera età, come veicolo per l'affermazione della razza mutante sulla Terra, in quanto nuovo gradino evolutivo ostracizzato da un'umanità tenace e geneticamente arretrata. È un'entità molto forte e ingovernabile, ma i poteri telepatici di Jean, coadiuvati da quelli di Charle Xavier (James McAvoy), hanno permesso alla ragazza di sigillare quell'enorme potere in un angolo spento e buio della sua memoria, che dopo Apocalisse ha però cominciato a diffondersi come un cancro, facendosi metastasi nel corpo di Jean.
In Dark Phoenix, in sostanza, verrà raccontata la parte "terminale" della malattia, con Grey che pian piano cede spazio e poteri alla Fenice, così da adempiere a un destino voluto direttamente dall'Universo, o per lo meno così dovrebbe essere tenendo fede ai fumetti di Chris Claremont.
Questo, tendenzialmente, dovrebbe rendere nettamente più fedele e interessante il film di Kinberg rispetto al disastroso X-Men: Conflitto Finale di Brett Ratner, che portava al cinema la storia di Fenice in una narrazione stanca e raffazzonata, che tentava di tirare le fila del racconto fumettistico adattandolo alle esigenze del franchise cinematografico, fallendo però miseramente.
Stando alle parole dello sceneggiatore e regista, Dark Phoenix sarà "il film più intimo e personale dell'intera saga", così da chiudere in bellezza l'era mutante in casa Fox. Nonostante questo, il trailer non ha convinto gran parte degli appassionati, e questo ha probabilmente causato un secondo rinvio dell'uscita ufficiale, non più prevista per il 14 febbraio 2019 ma slittata al 7 giugno dello stesso anno - ben cinque mesi di differenza.
A proposito della delusione generata dal trailer, i motivi dietro a una simile e fredda accoglienza sono da rintracciare - come successo già per Solo: A Star Wars Story - nei continui problemi produttivi, che lasciano il pubblico informato decisamente perplesso sull'effettiva riuscita di un film che per sua natura, dopo la fusione, è assolutamente irrilevante.

Non è ad esempio necessario vederlo per capire cosa accadrà in futuro, perché è già assodato che non ci sarà più spazio per la saga con protagonisti James McAvoy, Michael Fassbender o Jennifer Lawrence.
Già questo, per molti, significa una perdita d'attrattiva non indifferente, che unita a un trailer non propriamente entusiasmante - in cui manca molta azione a causa di una post-produzione non ancora terminata - si ingigantisce in un disinteresse pericoloso.
D'altro canto, alla Fox poco importa dell'effettivo risultato al box office del film, o almeno non quanto i precedenti titoli. Anzi, dal lato produttivo, investire altri 10 milioni per i reshoot del terzo atto è stato forse un'opera d'amore per dei personaggi che hanno dato tanto alla società e a Simon Kinberg, che li ha traghettati per anni fino a questo momento storico.
Per questo un ulteriore posticipo significa sia la volontà di chiudere al meglio il franchise, impiegandoci il tempo necessario, sia un disinteresse parziale rispetto alle aspettative dei fan, che invece - purtroppo o per fortuna - non aspettano altro che "dalle ceneri della volpe rinasca un topolino".

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