Daredevil ed Elektra al cinema: due opere 'fuori fuoco'

Daredevil ed Elektra hanno segnato uno dei punti più bassi toccati dai film Marvel nell'epoca pre Iron Man. Cerchiamo di capirne i motivi.

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Oggi i film appartenenti al Marvel Cinematic Universe hanno di fatto rilanciato a livello mondiale la figura dei supereroi, riuscendo a ottenere un successo smisurato presso il grande pubblico. Ce ne sono due in particolare che però hanno probabilmente segnato il momento più buio dell'era Marvel pre Iron Man, quando non esisteva un universo filmico condiviso e, in linea generale, le pellicole a sfondo supereroistico non avevano ancora raggiunto l'indice di gradimento odierno, nonostante gli X-Men di Bryan Singer e i primi due Spider-Man di Raimi.
Qui di seguito proveremo quindi a concentrarci sulle versioni di Daredevil ed Elektra sbarcate al cinema, che si sono dimostrate purtroppo al di sotto delle aspettative.

Il Daredevil di Mark Steven Johnson e Ben Affleck

L'opera, pur provando a rifarsi ad alcune tra le saghe fumettistiche più famose dedicate al personaggio Marvel, non riesce fin dall'inizio a coinvolgere appieno lo spettatore, per via di una origin story priva del giusto pathos, nonostante le grandi potenzialità insite nel materiale originale.
Dopo una brevissima introduzione tutto sommato soddisfacente, il film tira il freno a mano mostrandoci un giovanissimo Matt Murdock (l'alter ego del futuro supereroe) far fronte alle avversità della vita quotidiana.
Lo stesso modo in cui viene gestito il personaggio di Jack Murdock, padre del protagonista, risulta in più punti approssimativo e addirittura macchiettistico, non riuscendo in alcun modo a dare il giusto slancio al film, che proprio durante le parti con Matt bambino risulta esageratamente sottotono.
Numerosi comunque i problemi del film, su tutti l'interpretazione di Ben Affleck che, proprio dopo l'esperienza su Daredevil, ha deciso di allontanarsi per molti anni dal contesto supereroistico.
Lo stesso attore, nel corso degli anni, non ha minimamente nascosto le sue impressioni, sicuramente non lusinghiere, riguardo alla pellicola e il ruolo da lui interpretato.
A rivedere oggi il film, numerose parti risultano eccessivamente dilatate, quasi come se l'intera opera non riuscisse a prendere davvero il volo rimanendo bloccata in un limbo contenutistico in cui alla fine non succede granché.

Basti pensare al fatto che le scene dove il personaggio sembra dare il meglio di sé sono quelle in costume (in special modo durante le parti action), creando una vera e propria discrepanza con tutte le sequenze in cui vediamo Matt Murdock vestire i panni civili dell'avvocato.
Purtroppo, tutti i comprimari - tra cui la stessa Elektra - risultano poco sfruttati, nonostante Jennifer Garner sia in realtà riuscita a salvare il salvabile, attraverso una performance attoriale sicuramente non impeccabile ma comunque gradevole.
Purtroppo neanche i villain del film - cioè il Bullseye interpretato da Colin Farrell e il Kingpin di Michael Clarke Duncan - sono riusciti a risollevare la pellicola dal baratro, complice una struttura narrativa priva di mordente.
Un po' come se si volesse inserire all'interno dell'opera determinati personaggi o momenti iconici di alcune saghe fumettistiche di successo senza però amalgamare bene il tutto.

Buono, a livello generale, il costume del supereroe, anche se si sarebbe potuto fare di più con il design (e soprattutto con la maschera facciale). Peccato invece per il look conferito a Bullseye, completamente fuori fuoco, in grado di rendere involontariamente ridicolo uno degli avversari più temibili del supereroe.
Purtroppo l'opera ha segnato una vera e propria battuta d'arresto per il personaggio che, ancora oggi, non è più riuscito a conquistare gli onori del grande schermo.
Visto però il successo riscontrato dalla serie Netflix dedicata al Diavolo di Hell's Kitchen, potrebbe in realtà tornare alla ribalta proprio nell'immediato futuro.

Seppur infatti il serial tv sia stato cancellato, a più riprese la Marvel ha dichiarato il suo interesse nell'inserire il supereroe all'interno del MCU.
Non resta quindi che attendere ancora un po' per scoprire se, finalmente, anche Daredevil potrà tornare sul grande schermo per ottenere la sua degna trasposizione cinematografica, non solo come comprimario, ma come protagonista assoluto di un film a lui dedicato.

L'Elektra di Rob Bowman e Jennifer Garner

Se Daredevil si è dimostrato un vero e proprio passo falso nell'epoca pre Iron Man, Elektra, spin-off del film diretto Mark Steven Johnson con Jennifer Garner a ricoprire nuovamente il ruolo della letale assassina, ha dato il colpo finale al personaggio creato da Frank Miller.
L'opera, purtroppo, può essere considerata senza problemi come uno dei film Marvel meno riusciti in assoluto, per via di una trama inconcludente, propensa nel risolvere in maniera semplicistica snodi narrativi molto importanti tra cui, ad esempio, la stessa resurrezione della protagonista.
Nonostante la buona prova attoriale di Jennifer Garner (che il grande pubblico ricorderà probabilmente per il ruolo ricoperto nella serie tv Alias), il film non riesce a intrattenere in maniera soddisfacente, anche per il modo in cui la stessa antieroina viene presentata.
L'opera non dà profondità al personaggio protagonista, imbastendo uno sviluppo narrativo esageratamente debole in cui gli stessi avversari con cui Elektra deve concentrarsi risultano dei semplici figuranti piuttosto che delle minacce concrete.

Mettere in continuità il film con quanto visto in Daredevil risulta un'idea poco riuscita, senza contare la totale assenza del supereroe Marvel all'interno del film, scelta sicuramente poco lungimirante visto il forte legame che da sempre ha unito i due personaggi.
Ben realizzato invece il costume della protagonista, in grado di richiamare ancora più che in passato il character design dei fumetti, seppur in realtà ci sia davvero poco altro da salvare.
Anche in questo caso, proprio come successo in Daredevil, il flop di pubblico e di critica ha inevitabilmente portato l'abilissima ninja a scomparire dai radar cinematografici, salvo poi ricomparire anch'essa nella serie Daredevil (questa volta interpretata da Élodie Yung), senza però riuscire a catturare l'essenza più profonda, quanto tormentata, della versione cartacea del personaggio.

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