Daniel Day-Lewis e i ruoli che lo hanno consegnato alla storia

Raccontiamo i ruoli che hanno segnato la carriera di uno dei più grandi attori della storia del cinema, reduce dalla sua ultima interpretazione.

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«Non mi piace abusare della parola "artista", ma devo dire che ho sentito una certa responsabilità. Io devo credere in quello che faccio, il lavoro deve sembrarmi vitale. Un tempo mi bastava che il pubblico mi trovasse credibile, ora non più. L'impulso di smettere si è radicato in profondità, è diventata una scelta compulsiva. Lo dovevo fare. Mi sento meglio? Non ancora, sono molto triste. Sarebbe strano se non lo fossi, recito da quando ho 12 anni, per me era una questione di salvezza. Ora posso esplorare il mondo in un modo diverso». Con queste parole, qualche mese fa, Daniel Day-Lewis ha spiegato le motivazioni per le quali ha deciso che l'interpretazione dello stilista Reynolds Woodcock in Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson sarebbe stata la sua ultima performance davanti alla macchina da presa.
Una carriera lunga anni ma ricca di pochi film. Selezionata, accurata. Difficilmente Daniel Day-Lewis ha abbracciato progetti minori (frivoli quasi mai) e ha sempre legato le proprie interpretazioni a produzioni impegnate e imponenti. In questo articolo raccontiamo, oltre al personaggio ne Il filo nascosto, i ruoli che hanno consegnato alla storia della settima arte uno dei suoi massimi esponenti, teatrale di formazione e cinematografico nell'incisività dei suoi personaggi.

Christy Brown ne Il mio piede sinistro (1989) di Jim Sheridan

imgdx]/public/articoli/27022018/DANIEL-DAY-LEWIS-E-I-RUOLI-CHE-LO-HANNO-CONSEGNATO-ALLA-STORIA-SPECIALE.png[/img]Tratto dall'omonimo romanzo autobiografico di Christy Brown, Il mio piede sinistro è il film che regala la vera notorietà a Daniel Day-Lewis, in un ruolo che consolida apertamente il suo talento e che fa breccia nel cuore dell'Academy, anche grazie agli ingredienti che strutturano il personaggio, affetto da un handicap che lo rinchiude in una teca di solitudine e distanza dal mondo. Una vita tormentata e in ascesa, quella di Christy Brown, in grado di andare oltre la propria disabilità e di esprimere il proprio talento artistico nella pittura e nella scrittura, trovando l'amore, oltre gli ostacoli e le difficoltà. Ottimo lavoro di Jim Sheridan che rifugge il più possibile dalla facile retorica e confeziona un film toccante e intenso. Primo Oscar per Daniel Day-Lewis, che per l'occasione impara il comportamento di un paralitico grazie alla scuola di Gene Lambert, fotografo e pittore paralizzato. Premio alla miglior attrice non protagonista a Brenda Fricker.

Nathaniel 'Occhio di Falco' ne L'ultimo dei Mohicani (1992) di Michael Mann

Probabilmente tra i titoli meno personali e più convenzionali tra quelli diretti da Michael Mann, L'ultimo dei Mohicani è liberamente ispirato al romanzo omonimo di James Fenimore Cooper del 1826 e racconta la spietata guerra tra francesi e inglesi per prendere possesso delle colonie americane. Siamo nel 1757 e gli unici superstiti della tribù dei Mohicani sono Chingachgook (Russell Means), Uncas (Eric Schweig) e Occhio di Falco (Daniel Day-Lewis). Quest'ultimo è un orfano cresciuto da Chingachgook che s'innamora di Cora (Madeleine Stowe), figlia del colonnello Munro (Steven Waddington). Film dal grande impatto visivo, grazie al lavoro di Dante Spinotti, L'ultimo dei Mohicani inserisce Daniel Day-Lewis in un contesto drammatico e storico che riprenderà in seguito (con maggior incisività) in Gangs of New York. Un'immedesimazione che lo portò a vivere diversi mesi nella natura, nutrendosi solo grazie alla caccia e alla pesca. Un'altra grande interpretazione in una pellicola ricordata soprattutto per la colonna sonora di Trevor Jones e Randy Edelman.

Gerry Conlon ne Nel nome del padre (1993) di Jim Sheridan

Nel 1993 Daniel Day-Lewis torna a collaborare con il regista irlandese Jim Sheridan e per l'occasione riveste i panni di un altro personaggio realmente esistito, l'attivista Gerry Conlon, accusato di aver provocato un'esplosione in un pub di Guildford il 5 ottobre 1974. Dal romanzo autobiografico dello stesso Conlon, intitolato Il prezzo dell'innocenza, è tratto uno dei film più importanti nella filmografia di Sheridan, nel quale Daniel Day-Lewis è strepitoso nell'interpretare un personaggio tormentato e ricco di sfumature, meravigliosamente affiancato da Pete Postlethwaite nel ruolo del padre, Giuseppe. Un'opera impegnata di grande fascino e di pregnante intensità drammatica, impreziosita dalla funzionale colonna sonora di Bono. Grande prova anche di Emma Thompson, nei panni della tenace avvocatessa che cercherà di scagionare Conlon, in una serrata lotta alla ricerca della giustizia.

Newland Archer ne L'età dell'innocenza (1993) di Martin Scorsese

Uno dei sorprendenti capolavori di Martin Scorsese. Sorprendente perché L'età dell'innocenza è quanto di più (apparentemente) distante si possa pensare di accostare al cinema del regista newyorchese. Tuttavia nel 1993, Scorsese adatta magnificamente il romanzo di Edith Warton e affida a Daniel Day-Lewis il ruolo dell'avvocato Newland Archer che nella New York di fine ‘800, nonostante sia fidanzato con la giovane e ricca May Welland (Winona Ryder), s'innamora di una donna anti-convenzionale e mal vista dalla società come Ellen Olenska (Michelle Pfeiffer), contessa colpevole di aver lasciato il marito. Impeccabile nella forma senza eccedere in manierismi, il film colpisce per il rigore e l'energia delle interpretazioni di un cast in stato di grazia, nel quale Daniel Day-Lewis sfoggia nuovamente il proprio talento drammatico nel raccontare un'infinita gamma di emozioni semplicemente attraverso uno sguardo o una battuta, proprio come Reynolds Woodcock ne Il filo nascosto.

William ‘Bill Il Macellaio' Cutting in Gangs of New York (2002) di Martin Scorsese

L'Irlanda, New York e Martin Scorsese. Tre ingredienti che hanno caratterizzato la carriera di Daniel Day-Lewis. E nel 2002 è proprio il regista di Taxi Driver a volerlo nelle inquietanti vesti del capo xenofobo e sadico dei Nativi Americani, Bill Il Macellaio, nella New York di metà ‘800 di Gangs of New York, dove gli scontri tra le bande di Five Points sono all'ordine del giorno. Il protagonista è Amsterdam Vallon (Leonardo DiCaprio), un giovane deciso a vendicare l'uccisione del padre proprio a opera del Macellaio. Accanto a lui la ladra Jenny Everdeane (Cameron Diaz) e gli sparuti membri della gang irlandese dei Conigli Morti. Strepitosa interpretazione di Daniel Day-Lewis che per l'occasione prese reali lezioni come apprendista macellaio, imparò ad affilare coltelli e subì la rottura del naso in una scena con DiCaprio, evento che non gli impedì di continuare le riprese. Dieci nomination agli Oscar ma nessuna statuetta conquistata.

Daniel Plainview ne Il petroliere (2007) di Paul Thomas Anderson

Probabilmente l'interpretazione che vale un'intera carriera per Daniel Day-Lewis è quella ne Il petroliere, straordinario adattamento di Paul Thomas Anderson del romanzo Petrolio! di Upton Sinclair. A cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, il minatore Daniel Plainview costruisce un impero basato sull'oro nero. La deriva individualista e solitaria di un uomo, il rapporto tra due grandi tematiche come la religione e il denaro sono al centro di un mirabile e sontuoso affresco impreziosito dall'incredibile fotografia di Robert Elswit e dalla leggendaria performance di Daniel Day-Lewis, premiato nuovamente con l'Oscar, in un ruolo che incarna perfettamente tutte le caratteristiche della spietata concretezza degli americani. Orso d'Argento alla Berlinale e premio speciale per le musiche di Jonny Greenwood.

Abraham Lincoln in Lincoln (2012) di Steven Spielberg

L'intenso crepuscolo di uno dei più amati presidenti degli Stati Uniti d'America, Abraham Lincoln, è al centro del racconto di Steven Spielberg in Lincoln e Daniel Day-Lewis s'immerge totalmente in un altro personaggio che incarna fino alle viscere la tenacia dello spirito americano. Un film maestoso che fa dell'interpretazione di Daniel Day-Lewis uno dei cardini imprescindibili per raccontare, con incredibile processo mimetico da parte dell'attore, la delicata fase che accomunava la vita di Lincoln con il futuro degli Stati Uniti. Magnifica fotografia di Janusz Kaminski e straordinaria prova dell'intero cast, compresi Sally Field e Tommy Lee Jones. Per Day-Lewis un altro Oscar a suggellare una carriera irripetibile.

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