Dall'animazione al live action: i 5 migliori adattamenti su Disney+

Ora che Lilli e il Vagabondo è arrivato su Disney+, scopriamo quali sono i cinque migliori adattamenti live action della Disney.

Dall'animazione al live action: i 5 migliori adattamenti su Disney+
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Con Lilli e il Vagabondo, Disney+ ha sicuramente esordito alla grande, e per ora il remake live action diretto da Charlie Bean sta riscuotendo un discreto successo tra la critica e il pubblico, cosa non facile visto che il classico Disney del 1955 è uno dei più amati e iconici di sempre. D'altronde, per quanto remunerativo, il nuovo corso degli adattamenti live action della Casa di Topolino non sta convincendo moltissimo. In tanti vedono nell'operazione qualcosa di sterile, che dietro l'apparente volontà di far riscoprire sotto una nuova veste i Classici di un tempo, limando e sistemando certi aspetti oggi assolutamente irrinunciabili (soprattutto in fatto di rappresentazione etnica e di genere), ha in realtà ben poco da offrire.
Intanto però il pubblico sta rispondendo in modo positivo, scopriamo quindi quelli che sono i cinque remake live action migliori fatti finora.

Il drago invisibile

Nel 1977 uscì Elliott il drago invisibile, film prodotto dalla Disney con tecnica mista, favola graziosa con un grande consenso di critica e pubblico, che rimase affascinato dalle avventure di Pete, ragazzo del Maine di inizio '900, e della sua amicizia con Elliott, un drago invisibile. Nel 2016 David Lowery dirige il remake, con un cast che comprende divi del calibro di Bryce Dallas Howard, Wes Bentley, Karl Urban, Robert Redford e due giovani promesse come Oakes Fegley e Oona Laurence. E qui Elliott (creato dagli artisti della Weta Digital) si è rivelato il vero asso nella manica, visto che il drago è un concentrato di simpatia, tenerezza e coraggio ben accordato con un film che mira, più che agli adulti di un tempo, al pubblico giovane, e lo fa benissimo.
Commovente, a volte forse un po' troppo enfatico, ma mai incoerente, è un film spettacolare, che ricollega in modo efficace all'epica spielberghiana su un ragazzo solo, incompreso, e che trova in un alto orfano (ma di una specie diversa) una famiglia.
Bellissimo dal punto di vista estetico, retto dalla dualità tra mondo degli adulti e mondo dei giovani, non ha in realtà un vero e proprio cattivo, e gioca molto su un iter che fa della maturazione e dell'altruismo i due assi narrativi portanti.

Aladdin

C'erano davvero mille paure e mille dubbi alla notizia di questo live action, vista la pesantissima eredità di uno dei più popolari classici Disney di sempre, anche per il fatto che era stata una delle performance più riuscite e spettacolari dello scomparso Robin Williams. Ci voleva un regista matto e temerario come Guy Ritchie per raccogliere il guanto di sfida e soprattutto un divo trasformista e simpaticissimo come Will Smith per aiutarlo a portare questo fardello.
Alla fin fine però le scenografie, i costumi, la performance rispettosa ma allo stesso tempo molto originale e genuina di Smith e la sorpresa di trovare in Mena Massoud e Naomi Scott due protagonisti assolutamente perfetti, hanno permesso ad Aladdin di superare la prova del pubblico e anche della critica.
Certo, il Jafar di Marwan Kenzari ha un po' deluso, ma il resto è stato sicuramente all'altezza delle aspettative, adattando musiche e trama alle nuove generazioni, ma senza tradire l'originale. Aladdin ha piuttosto creato una versione più vicina alla realtà di Bollywood e alla grande tradizione teatrale di Broadway, con scenografie e coreografie di grande livello.
Will Smith gigioneggia con garbo, ci dà un Genio più terra-terra, non stravagante e spumeggiante come quello del 1992, più amicone e narcisista irriverente. L'insieme però funziona, diverte tantissimo ed è perfetto per tutte le età, stregando dal punto di vista visivo.

Cenerentola

Mano sicura ed elegante quella di Kenneth Branagh, monumento vivente del teatro e cinema britannici che nel 2015 porta sul grande schermo il remake del celeberrimo classico Disney del 1950. Ispirato a una fiaba popolare che affonda le proprie origini in tempi antichi, è in realtà presente in moltissime culture ed epoche diverse.
Tuttavia Branagh per la sua Cenerentola si collegò soprattutto alla versione di Charles Perrault, quella che Walt Disney ha reso uno dei cartoni più amati, celebrati e famosi di sempre, sposandone l'atmosfera leggera, poetica, apportando diverse, ma felici, modifiche.
Questa Cenerentola infatti allarga e approfondisce i personaggi, rende l'iter narrativo più interessante e attuale, si muove con passo felpato ma vivace grazie a un cast perfetto al millimetro.

Il film, poi, è estremamente curato, a livello di scenografie, costumi, coreografie e colonna sonora. Si vede poi chiaramente la mano "shakespeariana" di Branagh, l'insieme è infatti molto più vicino alla tradizione della commedia britannica che a quella del musical d'Oltreoceano, più elegante e anche auto-ironica.
Lily James, Cate Blanchett, Richard Madden, Elena Bonham Carter, Stellan Skarsgard, Ben Chaplin, Derek Jacobi, Hayley Hatwell, Holiday Grainger e Sophie McShera sono i volti (e le voci) di una fiaba cinematografica che riesce a disinnescare il problema legato alla rappresentazione femminile da un lato, senza però far perdere il tocco di romantica ed eterea favola dall'altro.
Il tutto all'interno di un film che parla comunque di dignità, affronta i concetti di perdita e la visione della vita come bene o male, un continuo misurarsi con la sofferenza, il mettersi alla prova senza posa.
Tra tutti i live action è quello con il minor uso di CGI, scelta che dona notevole grazia e aiuta a entrare maggiormente in sintonia con il film, di certo il più "artigianale" e "vecchio stile" tra quelli del nuovo corso dal punto di vista estetico. Ma allo stesso tempo, il più romantico e nostalgico.

La bella e la bestia

Sicuramente tra i film d'animazione più amati e importanti di tutti i tempi, la pellicola, tratta dalla celebre fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, era una di quelle che più si prestava a essere riportata sullo schermo, vista la ricchezza a livello narrativo e tematico.
Il compito nel 2017 è stato dato a Bill Condon che, sulla base di una sceneggiatura di Evan Spiliotopoulos e Stephen Chbosky, ha guidato un cast sensazionale e azzeccatissimo: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Ian McKellen ed Emma Thompson.
Tutti perfettamente fusi insieme in un film che andava oltre l'essere un live action, ampliava la storia, approfondiva diversi aspetti dei personaggi, il tutto con grazia, intelligenza, originalità. E mediante una messa in scena deliziosa, sia dal punto di vista coreografico che musicale. Non a caso sono arrivate due candidature agli Oscar: scenografia e costumi.
La bella e la bestia riuscì a proporre una visione più intima e inedita della relazione con la Bestia, forse non così spaventosa come nel cartone ma più affascinante e misteriosa.
E Belle, questa Belle, è incredibilmente più complicata, forte, ha una personalità la cui origine viene svelata in modo assolutamente perfetto, rendendola forse a tratti troppo moderna, ma sempre e comunque devota e legatissima all'originale. Come tutto il film, del resto.

Il libro della giungla

Il film d'animazione del 1967 è un grande classico, divertentissimo, colorato, ancora oggi vivo nella memoria collettiva. Tuttavia non era mai stato molto fedele all'opera di Rudyard Kipling, una delle più profonde, politiche e viscerali del suo tempo.
Il live action del 2016, diretto con mano ferma da Jon Favreau, ha invece avuto il coraggio di osare, di proporre una propria versione della storia, unendo i pilastri del film del 1967 e recuperando parti fondamentali del romanzo.
Il risultato è un film che oltre a ridisegnare e stabilire un nuovo standard per la CGI, ha portato gli spettatori dentro un mondo completamente nuovo, dove il giovane Mowgli (Neel Sethi), non si confrontava tanto con canzoni o avventure spassose.
Pericolo, paura, il potere, la responsabilità verso gli altri, l'emarginazione in quanto diverso, la ricerca della propria identità e l'amicizia diventarono invece nuovi protagonisti, molto di più rispetto al film d'animazione.
Oltre al debuttante Sethi, il doppiaggio comprendeva Bill Murray, Ben Kingsley, Idris Elba, Lupita Nyong'o, Scarlett Johansson, Giancarlo Esposito e Christopher Walken, tutti perfettamente calati nelle parti e capaci di dare una personalità unica ai vari animali.

Animali che la tecnica utilizzata dalla Moving Picture Company e Weta Digital ha reso ben più di imitazioni, quanto piuttosto una delle riproduzioni più realistiche e avanzate mai viste.
Con fotografia, colonna sonora e regia di altissimo livello, Il libro della giungla merita di stare in questa lista anche per aver saputo evitare di cadere negli errori di molti altri live action della Disney.
Qui infatti non ci sono passi falsi, come semplificazioni dell'iter narrativo, rivisitazioni delle canzoni o musiche poco efficaci, errori nel casting o un eccessivo rinnovamento in virtù di un target specifico. Questo film è perfetto per tutte le età, equilibrato, e si spera rimanga un punto di riferimento anche per le future produzioni Disney.

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