Dal tramonto all'alba: i 25 anni di un cult indimenticabile

Il 17 gennaio 1996 usciva Dal Tramonto all'Alba, in cui Tarantino e Rodriguez operavano una piccola rivoluzione del grande schermo.

speciale Dal tramonto all'alba: i 25 anni di un cult indimenticabile
Articolo a cura di

25 anni fa usciva nelle sale Dal Tramonto All'Alba, uno dei cult più iconici degli anni '90, grandissimo prodotto della collaborazione tra Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, spassoso e imprevedibile, in cui emergeva tutto l'amore dei due istrionici registi per i fumetti, gli horror di serie b, il western, il cinema di genere: insomma per quell'universo culturale anni '60 e '70 con cui i due erano cresciuti.
Ma in quest'anniversario vogliamo andare oltre, cogliere il simbolismo che il film portava con sé, il suo connettersi a una dimensione culturale e anche sociale non proprio da nulla, così come l'aver rappresentato davvero tanto per il cinema più "sperimentale" e meno allineato ai canoni hollywoodiani.

Un cult simbolo di un decennio di grande creatività

Negli anni '90 era più semplice proporre idee originali, anticonvenzionali e senza dover rendere conto più di tanto a nessuno. Dal Tramonto all'Alba ne è uno dei migliori esempi. B-Movie che rivendicava di esserlo, costò 20 milioni di dollari ma ne incassò ben 60, e lanciò la carriera cinematografica di George Clooney e Salma Hayek.
Oggi, fare un film del genere, così violento, equivoco, creativo e a tratti anche disturbante nel suo variare costantemente atmosfere, genere e stile, sarebbe quantomeno complicato e forse né Tarantino (autore della sceneggiatura assieme a Robert Kurtzman) né Rodriguez avrebbero la stessa accoglienza di allora.
Abbiamo avuto ultimamente anche la serie tv, che purtroppo è durata solo tre stagioni. Dal Tramonto all'Alba è quindi uno degli esempi di maggior libertà creativa degli anni '90, che dietro la patina di western moderno, crime e horror, poneva riferimenti non da nulla sull'impazzita società americana contemporanea, sulla sua cultura consumistica e aggressiva.

Un film che decostruiva i cliché del cinema classico

Le peripezie dei due sanguinari fratelli Gecko, della stramba famiglia Fuller, sono ambientate in un Texas che in fin dei conti non è poi tanto dissimile da quel West che Sergio Leone, Corbucci o Castellari avevano realizzato tanti anni prima.
Tuttavia oltre al western, nella prima parte si può notare una grande connessione anche con l'action italiano, i film iperviolenti a base di criminali e poliziotti duri. Vi sono due killer spietati ma anche molto diversi, due fratelli pistoleri in fuga verso il Messico, così come tanti banditi nell'era della Frontiera, dopo aver rapinato allo stesso modo una banca.
Se Clooney è il freddo, in fondo ragionevole ma comunque letale, Tarantino è invece la parte più folle, violenta, psicopatica e distruttiva. In realtà, sono entrambi la stessa persona, rappresentano le due anime della violenza.
Seth è come un criminale si vede: un uomo in fondo ribelle alle regole, forte, virile, pericoloso ma non per questo crudele. Richard invece è come viene visto dalle sue vittime.
Dopo aver distrutto la figura del fuorilegge dal cuore d'oro, del gangster come simbolo del sogno americano, Tarantino e Rodriguez uccidono anche l'eroe, il cavaliere solitario, lo "Sceriffo" che risolve sempre la situazione: l'Earl McGraw di Michael Parks (che "casualmente" tornerà in altri film di Tarantino).
E, per completare il tutto, fanno violentare e massacrare una povera donna presa in ostaggio dal folle Richard. I protagonisti non sono più neanche lontanamente dei buoni.

Un viaggio dentro la violenza della società americana

Dal Tramonto all'Alba però fa anche più di questo. Così come Oliver Stone in Natural Born Killers, ci mostra l'amore per la violenza dell'America, la sua cultura che rende tutto spettacolo, quanto essa adori strizzare ogni evento, ogni gesto di sangue, per farne uno show.
Lo vediamo nei giornalisti, che entusiasti ne parlano, lo vediamo nei due fratelli, vestiti come un duo di crooners, che fanno di quelle armi un prolungamento del loro corpo, con cui aprirsi ogni porta, risolvere ogni situazione.In fondo, ancora oggi, in molte parti dell'America, la "legge della sei colpi" è universalmente accettata e incoraggiata. Basta guardare le "manifestazioni" di chi non ha accettato il lockdown, i Proud Boys, il numero di morti, la cultura della frontiera che vede ancora oggi poliziotti e criminali di ogni accezione andare in giro con lo stetson in testa.
Il locale in cui vanno assieme alla famiglia Fuller, altro non è che la versione più moderna dei saloon, delle taverne in cui pistoleri, prostitute, cacciatori di taglie, criminali, famiglie di passaggio e assassini si incontravano e scontravano.
E appena viene versato del sangue, ecco che gran parte degli avventori, delle prostitute e persino chi lavora in quel locale, può sfogare la propria furia.

La ribellione del "gentil sesso"

Nel 1975, Gilberto Martínez Solares fece uscire Satánico pandemonium (da noi noto come La Novizia Indemoniata), sorta di horror a sfondo religioso, con una suora che diventava in breve una creatura demoniaca.
A esso si connette in modo prepotente Dal Tramonto all'Alba, il cui climax è uno dei più sensuali balli mai visti al cinema, grazie a una Salma Hayek che di quel film prende il nome, strega i presenti, si connette alla dimensione di serva del male creata da Solares.
Infine, morde Richard, così come Satana aveva "morso" e aggredito la suora nel film di Solares. Richard è il più debole, o forse il più connesso al male, in fondo il vero cattivo del film.
Salma Hayek è la seduzione del diavolo, la violenza come atto di piacere e di desiderio, che ti infetta, non lascia scampo. Rodriguez e Tarantino operano attraverso di lei anche la metafora dell'intrattenimento, della pornografia e della televisione sempre più connessa alla mercificazione del corpo, in quegli Stati Uniti così vincenti, aggrappati all'oggettificazione della donna ereditata dagli anni '80, dall'epoca yuppie e consumistica.
Quel morso, in fondo, è anche un atto di ribellione, un rovesciamento dei ruoli per quelle donne chiamate a sopportare violenze, abusi, appetiti sessuali di uomini con genitali che sono pistole.

La consacrazione del cinema di genere presso il grande pubblico

Dal Tramonto all'Alba ha saputo quindi unire horror, western, crime, ma in ultima analisi è stato soprattutto un grande abbraccio al concetto di exploitation, a quel regno di fantasia e sperimentazione che salvaguardò la creatività.
Vi è il sesso, la violenza, la fantasia spinta al limite, i personaggi tratteggiati in modo apparentemente grossolano, la perversione che lo attraversa per tutti i suoi 108 minuti, così come il connettersi alla tossicodipendenza, al male come creatura interna al genere umano.
C'è lo shock, l'horror, ma anche una rappresentazione più latina, in cui i messicani cessano di essere le macchiette care a Hollywood, diventano creature sanguinolente, richiamano la superstizione e la religiosità ibrida di quel popolo, che in questi 25 anni ha guadagnato un'enorme predominanza nella società americana.Dal Tramonto all'Alba è quindi un grande tributo al film di genere in ogni sua declinazione, persino a quello della bikexplotation, al mondo dei motori come via di fuga, rifugio sicuro ed esclusivo, al cannibal movie di Girolami o Deodato, agli splatter e vampire movie. Non vi sono regole, non vi è una struttura diegetica coerente.

A 25 anni di distanza, Dal Tramonto all'Alba può rivendicare di aver abbattuto un muro di scetticismo circa la capacità, da parte del grande pubblico, di accogliere opere così diverse dai canoni classici.
Senza questo film non avremmo avuto alcune delle opere più riuscite di Tarantino o Rodríguez come Grindhouse - A prova di morte, Sin City, Planet Terror o Machete.
Anche una serie tv di grande impatto culturale e generazionale come Buffy - L'Ammazzavampiri forse non sarebbe esistita, nemmeno Angel o Dark Angel avrebbero visto la luce, né avremmo avuto quel frammento della settima arte che salva la nostra fantasia.

Che voto dai a: Dal tramonto all'alba

Media Voto Utenti
Voti: 15
6.5
nd

Altri contenuti per Dal tramonto all'alba