Dai dinosauri di Willis O'Brien del 1925 a Jurassic World: dove tutto è iniziato

Nel 1993 abbiamo sgranato gli occhi con i dinosauri di Spielberg, oggi abbiamo il Jurassic World, ma tutto è iniziato nel lontano 1925.

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Lo scorso 7 giugno è arrivato nelle sale italiane Jurassic World - Il Regno Distrutto, conquistando subito la cima del box office e sfiorando i due milioni di euro dopo due weekend. Il 22 giugno è invece il giorno d'uscita negli Stati Uniti, dove i distributori hanno preferito lasciare campo libero a Ocean's 8 e Gli Incredibili 2 nelle ultime settimane. Il film diretto da J.A. Bayona rappresenta il quinto capitolo del franchise di successo legato a Jurassic Park iniziato, come tutti sappiamo, nel 1993 con l'omonimo film di Steven Spielberg. Grazie a innovative e sperimentali tecniche computerizzate, il celebre regista americano è riuscito a materializzare su grande schermo gli enormi animali estinti, creando un'autentica breccia nel settore degli effetti visivi.
Il merito bisogna darlo soprattutto alla ILM, andata oltre i confini conosciuti all'epoca per regalare al pubblico qualcosa di nuovo. Se Jurassic Park è stato dunque il primo film a mostrare dei dinosauri digitali, per vedere i giganti esseri per la prima volta in assoluto nel mondo del cinema bisogna tornare indietro al 1925.

Il mondo perduto

È infatti l'anno di realizzazione di The Lost World, film muto e in bianco e nero che per primo ha lasciato il pubblico a bocca aperta mostrando mastodontici lucertoloni su grande schermo. Ispirato all'omonimo romanzo di Arthur Conan Doyle, papà letterario di Sherlock Holmes, The Lost World è riuscito a mostrare dinosauri in movimento grazie alla tecnica dello stop-motion, raffinata all'epoca dal pioniere degli effetti speciali Willis O'Brien.
Un nome a cui dobbiamo molto anche oggi, poiché le sue tecniche animarono anche King Kong e il successivo sequel Il figlio di King Kong, entrambi del 1933. O'Brien vanta nel suo curriculum addirittura due adattamenti di The Lost World, poiché Irwin Allen volle rigirare il tutto nel 1960 aggiornando tecniche ed effetti. Ironia della sorte, il primo Mondo Perduto del 1925 e il secondo del 1960 rappresentano l'inizio e la fine della carriera del visionario artista.

L'inizio di un'era

Se da spettatori abbiamo strabuzzato gli occhi alla vista del primo brontosauro del Jurassic Park, in compagnia di Alan Grant e Ellie Sattler, provate soltanto a immaginare quale impatto abbia avuto The Lost World nel 1925. All'epoca O'Brien realizzò 5 secondi di materiale in ogni giorno di lavorazione, la tecnica però fu talmente strabiliante che persino i maghi della Society of American Magicians ne rimasero impressionati.
Secondo un articolo del The New York Times, durante una proiezione del 1922 i membri dell'associazione non riuscirono a capire se fosse un trucco magico o se si trattasse di immagini reali. Lo stesso accadde con il pubblico durante la speciale anteprima newyorchese presso l'Astoria Theater, mentre andò ancor peggio al debutto di King Kong qualche anno più tardi. Il film, che condivideva la medesima tecnica ulteriormente migliorata, mandò in tilt il botteghino del Radio City Music Hall: cinque giorni di programmazione speciale sold out con un pre-show sul palco e prezzi alle stelle, 99 cents a poltrona, equivalenti a 19 dollari di oggi.
La pellicola finì anche sulle pagine della cronaca, oltre a quelle dello spettacolo: durante la lavorazione, due figuranti scomparvero nel nulla portando via una mitragliatrice utilizzata sul set - probabilmente per rivenderla a caro prezzo sul mercato nero del collezionismo. L'era dei grandi blockbuster spettacolari era dunque ufficialmente iniziata, con tanto di rivoluzione mediatica annessa. Nel 1930 viene ad esempio fondato il The Hollywood Reporter, mentre Variety fonda la sezione Daily spostandosi a Hollywood proprio nel 1933, dando spazio a notizie giornaliere accanto alle classiche review. Il nostro presente non è altro se non il figlio diretto (e legittimo) di quel fermento, fatto di pionieri e meraviglia.

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