Da supereroe ad assassino: i mille volti di Michael Keaton

American Assassin, il thriller di Michael Cuesta ora in sala, è solo l'ultimo lavoro di Michael Keaton. Ecco i ruoli salienti della sua carriera.

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Probabilmente nessuna delle persone che incrociarono Michael Keaton agli inizi della sua carriera avrebbero scommesso un centesimo su un percorso professionale come quello che si è costruito negli anni l'attore nativo della Pennsylvania. Non certo a causa delle sue doti attoriali, intendiamoci, bensì per la sua origine artistica. Perché proprio come il suo Riggan Thompson in Birdman, Michael Keaton ha conosciuto numerosi alti e bassi nel corso della sua lunga carriera. E numerosi e variegati sono anche i ruoli ai quali si è avvicinato nel corso degli anni. Gli esordi innanzitutto lo videro modificare il suo vero cognome, Douglas, in Keaton, in onore di quel Buster Keaton verso cui il giovane Michael provava grande ammirazione.
E affascinato dalla commedia, Michael Keaton fece il suo debutto nel mondo dello spettacolo a Los Angeles in diverse sit-com alla fine degli anni '70 (All's Fair, Maude), facendosi conoscere al fianco di James Belushi in una di queste, Working Stiffs. Il mondo delle situation comedy fu l'habitat principale al quale venne accostato Keaton all'inizio della sua carriera, tanto da generarne un'etichetta, come spesso accade a molti attori che si specializzano in determinati generi o precise tipologie di personaggi.

Spiritelli e Pipistrelli

Nella prima parte della carriera sono due i registi che giocarono un ruolo fondamentale nella vita di Michael Keaton: Ron Howard e Tim Burton. Il futuro premio Oscar per A Beautiful Mind all'epoca era ancora un giovane attore conosciuto in tutto il mondo per il ruolo di Richie Cunningham nella serie cult Happy Days, appena affacciatosi al mestiere del regista. Per il suo secondo lungometraggio, la brillante commedia Turno di notte, Howard chiamò con sé l'amico Henry ‘Fonzie' Winkler, col quale divise per anni il set della serie, e proprio Michael Keaton, qui impegnato nel suo primo ruolo importante per il grande schermo. Keaton nel film è Billy Blaze, un uomo che entra in contatto con il frustrato guardiano di un obitorio, Chuck Lumley (Henry Winkler), con il quale si mette in affari e cerca di creare un'agenzia di prostitute. Una pellicola brillante, che mette in mostra il piglio comico di Michael Keaton, ben supportato dal resto del cast, nel quale si segnala anche la seconda breve presenza di Kevin Costner al cinema.
Proprio quest'attitudine iniziale di Michael Keaton al genere comedy convinse Tim Burton a scritturarlo per il suo secondo lungometraggio, Beetlejuice - Spiritello Porcello. Inizialmente orientato ad ingaggiare Sammy Davis Jr., a Tim Burton venne proposto il nome di Michael Keaton dal produttore David Geffen. Burton si convinse delle qualità di Keaton e gli affidò il ruolo del sadico, disgustoso e bizzarro demone, Betelgeuse, che impartisce lezioni spettrali ai due nuovi e giovani fantasmi di una villetta, i coniugi Adam (Alec Baldwin) e Barbara (Geena Davis). Probabilmente il film base della poetica visionaria del regista di Burbank, Beetlejuice - Spiritello Porcello affascina e regala sequenze che diventeranno cult. Nel cast anche una giovanissima Winona Ryder.

Michael Keaton ha l'occasione di mostrare le sue notevoli doti istrioniche in un personaggio davvero buffo e per certi versi inquietante. Questo bagaglio d'esperienze in film comici o in commedie grottesche fu alla base di un annuncio importante e sorprendente: Michael Keaton avrebbe interpretato Bruce Wayne/Batman nel nuovo film sull'Uomo Pipistrello diretto proprio dallo stesso Tim Burton. Nonostante la produzione spinse per ottenere un nome dal grosso calibro in pellicole d'azione, Tim Burton fu irremovibile nel concretizzare l'idea che al personaggio avrebbe giovato avere un interprete giovane e semi sconosciuto. Nonostante le critiche degli appassionati e degli stessi creatori di Batman, tra cui Bob Kane e Michael Uslan, Tim Burton puntò deciso su Michael Keaton, che s'avvicinò minuziosamente al ruolo, leggendo Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller e rifiutando quasi sempre di avere una controfigura durante le sequenze dei combattimenti.
Nonostante l'ingombrante carisma e l'interpretazione folkloristica di Jack Nicholson nei panni del villain Joker, Keaton è perfetto nel mimetizzarsi dietro la maschera di Batman e la ricchezza di Bruce Wayne, convincendo e sorprendendo gli spettatori, seducendo inoltre la bionda reporter Vicky Vale (Kim Basinger). Per il sequel del 1992, Batman - Il ritorno, lo squilibrio tra la nemesi e il protagonista si fa meno evidente, grazie anche alla presenza in scena di ben due nuovi pericoli come Selina Kyle/Catwoman (Michelle Pfeiffer) e il deforme Oswald Cobblepot/Pinguino (Danny DeVito). Cupo, ambiguo e profondamente oscuro, il sequel di Batman risulta, se possibile, un lavoro ancor più affascinante, nel quale Michael Keaton si dimostra uno dei migliori interpreti di un personaggio iconico come quello della DC.

Gli anni '90 e i Thriller

Due anni dopo aver svestito i panni dell'Uomo Pipistrello, Michael Keaton recitò nuovamente per Ron Howard nella commedia Cronisti d'assalto, al fianco di Glenn Close e Robert Duvall e tornando ad un'interpretazione più brillante come quella di Henry Hackett, il caporedattore del New York Sun alle prese con 24 ore di fuoco. Una frenesia divisa tra la moglie incinta Martha (Marisa Tomei), importanti offerte di lavoro e riunioni redazionali tenute dal direttore White (Robert Duvall). Ron Howard tratteggia perfettamente il delirio intorno alla convulsa esistenza di Henry, nonostante qualche passaggio un po' troppo convenzionale, e Michael Keaton è perfetto per un ruolo che gli calza a pennello e nel quale si trova completamente a suo agio. Tra i film più sottovalutati di Quentin Tarantino, Jackie Brown è invece uno dei noir più interessanti e originali degli anni '90, interessante omaggio alla Blaxploitation degli anni '70, con Pam Grier, star di quel genere, protagonista nelle vesti della Jackie Brown del titolo, hostess di una compagnia aerea messicana che arrotonda lo stipendio facendo da corriere per il denaro sporco del trafficante d'armi Ordell Robbie (Samuel L. Jackson) e che, una volta incastrata dalla polizia, cerca di rubargli i soldi e sfuggire alle forze dell'ordine.
Michael Keaton partecipa al film nel ruolo di Ray Nicolette, agente speciale del dipartimento anti-frode e dimostra, seppur recitando in un ruolo secondario, di sapersi destreggiare bene anche in un genere come il thriller. Ben più rilevante, in tal senso, la performance da co-protagonista con Andy Garcia in Soluzione estrema, decima pellicola in carriera per il cineasta Barbet Schroeder, abile nel destreggiarsi tra film d'autore e sfarzo hollywoodiano. Insolito è anche il personaggio affidato a Keaton, in una delle sue rare apparizioni malvagie, il detenuto Peter McCabe, pluriomicida che approfitta dell'operazione nella quale viene coinvolto per salvare il figlio del detective Frank Conner (Andy Garcia) per fuggire. Ci sono tutti gli stilemi dell'action movie anni '90 in questo film di Schroeder, nel quale è proprio Michael Keaton ad eccellere e ad attrarre l'attenzione dello spettatore in uno dei ruoli più riusciti dell'intera carriera.

Supereroi alati o avvoltoi

Seppur costante nel numero dei progetti cinematografici ai quali ha partecipato negli anni, la carriera di Michael Keaton ha subito per un certo periodo una brusca frenata per quanto riguarda la qualità degli stessi. Un calo destinato a portargli fortuna, da un certo punto di vista, perché lo ha reso perfetto per interpretare il protagonista in Birdman (o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza), pluripremiata pellicola del cineasta messicano Alejandro González Iñárritu nella quale Keaton interpreta Riggan Thompson, un attore caduto nell'anonimato dopo aver conosciuto il successo grazie al personaggio del supereroe alato Birdman (proprio come l'attore con il Batman burtoniano di fine anni '80). Film d'apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2014, Birdman ha riportato in auge la figura di Michael Keaton, candidato all'Oscar come miglior attore protagonista, perfetto in un ruolo sofferto ma ironico, in un film che è riflessione identitaria e dicotomica sull'attore e il suo ruolo scenico.
Tornato alla ribalta grazie a Birdman, l'anno successivo Michael Keaton si aggiunse al cast corale di un'altra pellicola apprezzata a Venezia, Il caso Spotlight di Tom McCarthy, ispirato alla celebre inchiesta del Boston Globe sugli sconvolgenti casi di pedofilia nella chiesa cattolica della città del Massachussets agli inizi degli anni 2000. Michael Keaton è Walter Robinson, uno dei membri del team di reporter che si occupò della vicenda, affiancato da interpreti del calibro di Mark Ruffalo, John Slattery, Rachel McAdams e Brian d'Arcy James in un film che ricalca altri titoli molto noti del passato, tra cui Tutti gli uomini del presidente, nel quale Keaton dimostra di esser tornato probabilmente ai fasti d'inizio carriera. Dopo aver interpretato uno dei personaggi più iconici della DC, Michael Keaton recentemente ha vestito i panni di uno dei villain della concorrente Marvel.

In Spider-Man: Homecoming, reboot con un giovanissimo Peter Parker (Tom Holland), Keaton è Adrian Toomes/Avvoltoio, uno dei primissimi nemici coi quali si deve scontrare uno Spider-Man a "inizio carriera". Nel film di Jon Watts compare insieme ai due Shocker e al Riparatore e il suo personaggio convince a metà, nonostante l'ottima prova attoriale di Keaton. In questi giorni nelle sale è uscito American Assassin, thriller nel quale Michael Keaton affianca la giovane star di Maze Runner e Teen Wolf Dylan O'Brien. Quest'ultimo è Mitch Rapp, un ragazzo che in seguito alla perdita della fidanzata dopo un attacco terroristico decide di mettersi al servizio della CIA come agente segreto per potersi vendicare. Verrà aiutato da un veterano dell'intelligence americana come Stan Hurley (Michael Keaton). Diretto da Michael Cuesta (La regola del gioco), American Assassin ricolloca Michael Keaton in un genere in cui in passato ha dimostrato di sapersi trovare a proprio agio e nel bel mezzo di una trama che sullo sfondo propone tematiche più che mai attuali.

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