Da Spider-Man a Cherry, le migliori interpretazioni di Tom Holland

Ripercorriamo la folgorante carriera della giovane star londinese, dagli esordi alla fama raggiunta grazie al Marvel Cinematic Universe.

Da Spider-Man a Cherry, le migliori interpretazioni di Tom Holland
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Tom Holland è la star hollywoodiana del momento, il bambino prodigio della Londra classe 1996 che nel giro di un paio d'anni da astro nascente è stato capace di diventare il volto del supereroe più famoso del mondo e quindi nuovo punto di riferimento di più generazioni di appassionati.
Ma, come qualunque superhero che si rispetti, al di là del costume che indossa è più di ogni altra cosa un attore fenomenale, che ha già avuto modo di dare prova di sé e del suo talento in produzioni molto diverse fra loro per dimensioni e target: e il nuovo film diretto dai fratelli Russo Cherry, uscito sul servizio di streaming on demand Apple TV+, è soltanto l'apoteosi di una carriera che - studiata nel dettaglio - assomiglia più a un tour de force per avere tutto e subito che a un graduale svezzamento per entrare piano piano nel mondo dello showbiz.
In occasione dell'uscita del suo nuovo film, ecco le nostre migliori interpretazioni di Tom Holland.

The Impossible

Accolto con una valanga di premi e nomination per il miglior attore emergente arrivati da tutto il mondo, con The Impossible il giovanissimo Tom Holland (quattordicenne all'epoca delle riprese) già si impone come piccolo volto in grado di rubare la scena nonostante ad affiancarlo ci siano star di grande esperienza come Naomi Watts e Ewan McGregor.
Certo in questo film tratto da una storia vera il suo è probabilmente il personaggio dotato di maggior attrazione per il pubblico, un ragazzino combattivo in lotta per la sopravvivenza insieme alla madre ferita durante e dopo la devastazione di uno tsunami in Thailandia, ma il merito è tutto di Holland, ancora bambino ma già capace di infondere nel suo Lucas una risolutezza che l'attore avrebbe sfoggiato anche su altri set.

Spider-Man: Homecoming

Aveva già conquistato il mondo intero nei pochi minuti riservatigli durante Captain America: Civil War, ma con Spider-Man: Homecoming Tom Holland infonde al suo Peter Parker quel brio, quella spensieratezza, quella leggerezza infantile che era mancata a tutti gli interpreti del supereroe Marvel che l'avevano preceduto.
La parte dello Spider-Man adolescente sembra essere cucita appositamente per lui (ennesimo colpo di genio di Kevin Feige e compagnia, in grado come nessun altro studio di lavorare sul casting adattando i personaggi dei fumetti agli attori selezionati) e, insieme a Jon Watts, Holland regala ai fan un'interpretazione in grado di cambiare le coordinate dell'Uomo Ragno, più bimbo che mai ma nel profondo già pronto per diventare uomo.
Nota a parte per l'interpretazione in Avengers: Infinity War: il suo pianto morente tra le braccia di Tony Stark è forse l'immagine più indelebile che i fan Marvel vedranno mai.

Le strade del male

La gara di bravura con Robert Pattinson forse Tom Holland l'ha persa nel thriller gotico Le strade del male di Antonio Campos, ma che grande duello è stato.
Nel vestire i panni di Arvin Russell, giovane dal passato burrascoso che si ritrova invischiato in una torbida America degli anni '60 costretta in un circolo vizioso di peccati e morte all'alba della guerra del Vietnam, l'attore fa confluire tutta la grinta del bimbo di The Impossible e tutta la risolutezza del suo Spider-Man, creando un mostro diverso che fa della rabbia e del rancore, e non più della speranza, il suo motore trainante.

Civiltà Perduta

C'è ancora Robert Pattinson nel film che ha dimostrato a tutti che Tom Holland non sta bene soltanto in una tutina colorata e che quando si parla di lui ci si riferisce a un attore vero, ma fra loro questa volta ci sono Charlie Hunnam e Sienna Miller, interpreti rispettivamente del padre (nonché protagonista di Civiltà Perduta di James Gray) e della madre del personaggio di Holland, il giovane Jack Fawcett.
E potrebbe non sembrare ma il figlio del Colonnello Percy Fawcett è il perno intorno al quale gira l'intera avventura boscosa diretta magistralmente da Gray: questo sottovalutatissimo e poco conosciuto simil Apocalypse Now del 2016, ambientato agli inizi del ‘900 e basato su una straordinaria storia vera, non avrebbe toccato quelle vette se il personaggio di Jack/Holland non fosse arrivato allo spettatore così sfaccettato, complesso e pieno di umanità nelle sue contraddizioni giovanili. È lui che permette al protagonista di diventare un personaggio a tutto tondo, è lui il tesoro che il film sta cercando.

Cherry

Il nuovo film dei fratelli Russo per Tom Holland rappresenta quella "fuga" dalla fama e dal blockbuster che ha caratterizzato la carriera del collega Robert Pattinson (anche lui di Londra).
Quello che è incredibile della prova dell'interprete di Peter Parker in Cherry è la mole di informazioni di cui il suo corpo deve farsi carico. L'opera dei Russo è densissima per situazioni, generi e anche "personaggi nel personaggio" (un ragazzo di buone speranze, un innamorato, un soldato, un tossico, un rapinatore di banche: Holland deve fare tutto), e pretende dal protagonista tantissime prove diverse nel lungo arco narrativo della sua vita. E Tom Holland riesce a gestire il tutto splendidamente.

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