Da Lord e Miller a Ron Howard: che Han Solo ha in mente la Lucasfilm?

Dopo aver scelto con coraggio Lord e Miller, la Lucasfilm ha licenziato entrambi per affidare la regia a Ron Howard: che Han Solo dobbiamo aspettarci?

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Da circa 12 ore in ambito cinematografico non si parla d'altro se non di Ron Howard, chiamato d'urgenza a prendere le redini del progetto Han Solo, importante spin-off della saga di Star Wars. Effettivamente la notizia ha un peso notevole, poiché ora il progetto potrebbe prendere una piega differente rispetto alle premesse iniziali. Phil Lord e Christopher Miller, licenziati in piena fase produttiva, erano sicuramente dei registi dinamici, ironici il giusto, e sarebbero riusciti tranquillamente a realizzare un prodotto godibile e di successo. Il curriculum della coppia classe '75 però non può certo impensierire quello di Ron Howard, a guardare bene alle loro spalle troviamo "soltanto" quattro progetti di media grandezza, da Piovono Polpette a 22 Jump Street, passando per 21 Jump Street e The LEGO Movie. Scorrere invece la filmografia di Ron Howard significa fare un viaggio nella storia del cinema americano, leggere titoli del calibro di Apollo 13, A Beautiful Mind (premio Oscar per il Miglior Film e Miglior Regista), Ransom - Il Riscatto, Il Grinch, Il Codice Da Vinci e relativi sequel. La fama che precede il nome di Ron Howard cambierà qualcosa al film finale?

Ritorno alla casella del "Via"

Partiamo dal punto in cui Lord e Miller hanno lasciato: Han Solo aveva abbondantemente superato la fase di pre-produzione, ovvero la parte in cui la produzione stanzia il budget, sceglie il cast artistico, rifinisce la sceneggiatura e organizza i set - per farla molto breve. Era iniziata la vera e propria produzione, con la prova delle prime scene davanti alla macchina da presa: proprio queste prime battute hanno fatto emergere "divergenze creative" gravi fra la Lucasfilm e i due giovani registi. Nonostante lo statement ufficiale abbia parlato di un divorzio amichevole fra le parti, sembra invece che lo stile eccessivamente scherzoso dei registi non sia andato a genio né a Kathleen Kennedy, presidente Lucasfilm, né allo sceneggiatore Lawrence Kasdan, che già in fase di pre-produzione si era scontrato con Lord e Miller. Il licenziamento dei due sarebbe dunque arrivato a causa dell'insoddisfazione dello studio rispetto al loro modo di lavorare, i registi stavano di fatto trasformando Han Solo in una commedia semi-demenziale (magari pensavano di fare 23 Jump Street, chissà...), non in un action a sfondo fantascientifico. Questo ci porta a dare una prima risposta alla nostra domanda iniziale, cosa cambierà rispetto alle premesse? Probabilmente nulla, al contrario soltanto adesso si realizzerà lo Han Solo che lo studio aveva in mente sin dalle origini.

Generazioni a confronto

Il nome di Ron Howard dunque non serve a portare nuovo budget al film, non c'è da sistemare alcuna situazione disastrosa, serve soltanto da garanzia. L'obiettivo dello studio, che ha intenzione di riprendere le riprese il prossimo 10 luglio, è semplicemente quello di rimettere in carreggiata un progetto che stava perdendo la propria identità. Ciò che la Lucasfilm cercava era un atto di fedeltà alla sceneggiatura e allo spirito del film, e sinceramente pensiamo che Ron Howard possa essere un nome adatto all'impresa. Certo però questa risposta, questo "atto di fedeltà", ci soddisfa a pieno? Questa seconda domanda ci mette in non poca difficoltà, poiché il regista di Rush è sì un talento naturale, un animale da set con cinquant'anni di esperienza sulle spalle, ma allo stesso tempo è specchio di una "vecchia" generazione di Hollywood che non ama osare più di tanto. Per capirci meglio, Ron Howard è un regista di gran qualità eppure tremendamente accademico, ama seguire tutto alla lettera, il suo esatto opposto al momento potrebbe essere James Gunn, figlio invece della Troma e di una nuova generazione di registi che fa di tutto per sperimentare nuovi linguaggi e modi di mettere in scena una storia. Un autore che dopo due film di estremo successo come I Guardiani della Galassia Vol.1 e Vol.2 vuole ancora cambiare, inventare, aggiungere al suo Vol.3.

Siamo sicuri che ad un progetto come Han Solo, uno spin-off monografico su uno dei personaggi più ironici e divertenti di Star Wars da giovane, non sarebbe servita nuova linfa vitale anziché un regista "tutto d'un pezzo"? Il passare da Lord e Miller a Ron Howard ci fa intendere che neppure lo studio abbia in fondo le idee così chiare, e questo è forse ciò che più ci preoccupa. Siamo sicuri che dal 10 luglio prossimo non ci sarà più alcun disguido sul set, ma che Han Solo vedremo nel 2018, un omaggio alla vecchia scuola o un nuovo modo di intendere la saga iniziata da George Lucas?

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