Da Logan a T2 Trainspotting: Berlinale 2017, i film più attesi

Quali sono i piatti forti della 67° edizione del Festival di Berlino? Ecco la nostra panoramica dell'offerta della kermesse.

speciale Da Logan a T2 Trainspotting: Berlinale 2017, i film più attesi
Articolo a cura di

Dal 9 al 19 febbraio tutti i riflettori cinefili sono puntati su Berlino, sede di uno dei festival più longevi e prestigiosi del mondo. Giunta alla 67° edizione, la Berlinale è un evento ricco, forse anche troppo, con centinaia di titoli sparsi in giro per la città attraverso varie sezioni, dal concorso che unisce nuove promesse ed autori affermati (con alcuni titoli più mainstream piazzati fuori concorso) alle sperimentazioni di Forum, il cinema indipendente promosso da Panorama e l'offerta calibrata per un pubblico più giovane tramite la sezione Generation. E ancora: retrospettive, omaggi, un programma appositamente dedicato alle serie tv e molto altro ancora. Un labirinto a base di cinema nel quale è facile perdersi durante gli undici giorni della manifestazione. Ecco alcuni percorsi particolarmente appetibili, dal momento che tra pellicole in concorso e blockbuster fuori concorso, l'offertà è davvero ricca: da Logan - The Wolverine a T2 Trainspotting. Ma non solo...

A volte ritornano

Per quanto concerne le offerte per il grande pubblico, più o meno in contemporanea con l'uscita in sala, due sequel molto attesi, entrambi selezionati fuori concorso, sono destinati a riempire le sale del festival. Il primo è T2 Trainspotting, che sancisce il ritorno dietro la macchianda presa di Danny Boyle. Il regista racconterà ancora l'universo tossico della Scozia di Irvine Welsh, già ispiratore a suo tempo di quello che molti considerano il miglior film britannico degli anni Novanta (e anche il primo Trainspotting passò fuori concorso ad un grande festival europeo, per l'esattezza Cannes). Sono passati vent'anni, nella realtà e nella finzione, e il principale interesse nel vedere il seguito è proprio scoprire come il passare del tempo ha alterato, singolarmente e come gruppo, le vite di Mark Renton (Ewan McGregor), Daniel "Spud" Murphy (Ewen Bremner), Simon "Sick Boy" Williamson (Jonny Lee Miller) e Francis Begbie (Robert Carlyle). Da assaporare, se possibile, in lingua originale, per godere appieno delle interpretazioni molto scozzesi del quartetto. L'altra grande offerta, velata di malinconia per la sua valenza simbolica, è Logan - The Wolverine, il film di James Mangold che contiene la nona ed ultima apparizione di Hugh Jackman nei panni di Wolverine, a quasi diciassette anni di distanza dall'uscita del primo X-Men di Bryan Singer. Si prospettano due ore di lacrime e sangue, combinazione ideale per la fascia oraria serale (la prima mondiale avrà luogo il 17 febbraio alle ore 22.00).

Viva l'Italia?

Dopo la vittoria di Gianfranco Rosi lo scorso anno con Fuocoammare sorprende abbastanza la totale assenza del cinema italiano nella selezione ufficiale (concorso, fuori concorso e Berlinale Special). Ci si dovrà accontentare di una deviazione nei territori di Panorama, il cui ben noto interesse per le tematiche queer rende perfetta la collocazione nel suo palinsesto di Call Me by Your Name (Chiamami con il tuo nome), il nuovo lungometraggio di Luca Guadagnino - attualmente al lavoro sul remake di Suspiria - che ha conquistato gli avventori del Sundance qualche settimana fa. In realtà l'italianità del progetto è solo parziale, data la partecipazione produttiva e linguistica degli americani (uno dei protagonisti è Armie Hammer), elemento che illustra l'appeal internazionale, in continua crescita, di Guadagnino (il cui lavoro precedente, A Bigger Splash, è stato accolto in modo mediamente più positivo fuori dall'Italia). Si respira aria internazionale anche con l'omaggio che il festival rende alla costumista Milena Canonero, che riceverà un premio speciale e sarà protagonista di una piccola retrospettiva che include i quattro lungometraggi che le sono valsi l'Oscar: Barry Lyndon (1975), Momenti di gloria (1981), Maria Antonietta (2006) e Grand Budapest Hotel (2014), quest'ultimo selezionato come film d'apertura della Berlinale tre edizioni fa. Infine, un piccolo collegamento con l'Italia è presente nel film The Dinner di Oren Moverman, in concorso: trattasi della trasposizione americana - con Richard Gere, Laura Linney e Steve Coogan - del romanzo che ha ispirato I nostri ragazzi di Ivano De Matteo.

Fifty Shades of Gray

Fuori concorso - per l'esattezza in Berlinale Special - ma con una firma autoriale forte c'è il ritorno dietro la macchina da presa di James Gray, acclamato regista di Little Odessa, The Yards e Two Lovers, tra gli altri. The Lost City of Z, basato su eventi reali e ambientato negli anni Venti, è l'ennesimo viaggio del regista in epoche e situazioni nuove, lontane dalle atmosfere noir e gangster degli esordi, e vanta un cast succulento composto da Charlie Hunnam, Sienna Miller, Robert Pattinson e Tom Holland, il nuovo Spider-Man. Il film è già stato presentato al New York Film Festival lo scorso ottobre, motivo per cui non gareggerà con Aki Kaurismäki, Hong Sang-soo, Volker Schlöndorff ed altri nella corsa all'Orso d'Oro, assegnato quest'anno da una Giuria presieduta dal cineasta olandese Paul Verhoeven, regista di RoboCop, Basic Instinct ed Elle.

Che voto dai a: Logan - The Wolverine

Media Voto Utenti
Voti totali: 71
8.2
nd