Da La vita è bella a Bastardi Senza Gloria: i film per la Giornata della Memoria

The Reader, Bastardi senza Gloria e gli altri: la Giornata della Memoria con i grandi protagonisti di film sull'argomento

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La Vita è Bella, Shindler's List, Storia di una Ladra di Libri , Il viaggio di Fanny (uscito da poco in sala a prova del fatto che la cinematografia Sull'Olocausto si aggiorna praticamente ogni anno); alcune opere valgono per e oltre i contenuti, altre è bene lasciarle dimenticatoio al di là dell'argomento. Quest'anno, in occasione della Giornata della Memoria vogliamo ricordare, ancor più delle opere, i personaggi e quindi gli attori che hanno saputo con maestrìa dare un volto a questa drammatica pagina storica, avvenuta più di settant'anni fa la cui ferita, però, fatica ancora a rimarginarsi. La settima arte ha dedicato con costanza e impegno un'intera filmografia a tema: titoli drammatici, pellicole dalla vocazione action, commedie amarissime. Vogliamo ricordarle in quella che Ettore Scola avrebbe chiamato "una giornata particolare".

Orgoglio femminile

Poco conosciuto, anche per lo scarso successo al botteghino, La verità negata - Denial non è certo un'opera riuscita appieno, ma è nella figura della sua protagonista che il film si redime e merita una possibilità. Il film racconta la battaglia legale di Deborah E. Lipstadt, citata per diffamazione da David Irving, negazionista dell'Olocausto. Non una tradizionale opera sull'argomento ma un legal drama ben costruito in cui linguaggio e Parola sono al centro delle attenzioni di sceneggiatore (David Hare) e regista (Mick Jackson). A spiccare è il personaggio integerrimo, dallo sguardo fermo e deciso di Rachel Weisz, che permette al film di viaggiare contemporaneamente sul binario femminista - la Weisz è infatti circondata di uomini che la difendono e la accusano riuscendo a non emergere come la vittima sacrificale -, e quello storico, raccontando l'Olocausto come fatto, non dimenticando passaggi delicati e emozionali. E dalla buona penna di David Hare un altro personaggio femminile merita un posto nella memoria del 27 gennaio, quello di Kate Winslet nel notevole The Reader di Stephen Daldry. L'attrice di Steve Jobs conserva un passato, seppellito e terrificante, da SS, una donna quasi inconsapevole degli orrori in cui si è trovata coinvolta. L'attrice ha vinto un Oscar per l'interpretazione a diversi strati, orgogliosa e sensuale nelle prima parte del film, testarda, sconnessa, stordita nella seconda parte.

Ricordi e fiction

Cristopher Plummer ha raccontato le vicende dell'Olocausto con cruda onestà in Remember di Atom Egoyan. Il suo personaggio Zev, affetto da demenza senile, decide di imbarcarsi nella ricerca della verità sullo sterminio nazista da lui vissuto, di cui ha ricordi nebulosi. Un thriller ambientato ai giorni nostri, in cui è l'imperativo del ricordare a portare alla luce i momenti più drammatici della guerra, si alterna alla frenesia della rivalsa. Plummer è un non-eroe, ancor più della Winslet e lontano da qualsiasi altro positivo personaggio, vedi il Roberto Benigni de La Vita è Bella o il geniale Adrien Brody de Il Pianista. Un anziano che alterna momenti di tenerezza a rabbia e cinismo che nasconde nella dimenticanza i dolori della crudeltà. Cediamo l'ultimo posto alla Shoshanna di Quentin Tarantino in Bastardi senza Gloria: fuori dal contesto storico, senza appigli alla realtà, Mélanie Laurent ha portato al cinema "il volto della vendetta ebrea" con ironia e grazia in uno dei film più rischiosi (checché se ne dica) e arditi della cinematografia sull'argomento.

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