Da I Magnifici 7 a Trafficanti: i Blu-ray di gennaio

Cosa ci propone il mercato blu-ray questo mese? Il remake I magnifici 7, il sequel Independence Day: Rigenerazione, Trafficanti e Man in the Dark.

Da I Magnifici 7 a Trafficanti: i Blu-ray di gennaio
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Prosegue il nostro viaggio nel mercato home video italiano, in particolar modo dedicato alle versione blu-ray, con quattro tra le uscite più interessanti di questo anno appena sorto. Anno che nasce di nuovo nel segno di sequel e remake, visto che i due titoli più "pesanti" per il grande pubblico che vengono distribuiti in questi giorni sono I Magnifici 7, rifacimento dello storico western del 1960 con Yul Brynner e Steve McQueen, e Independence Day: Rigenerazione, controverso sequel del blockbuster cult anni '90 firmato Roland Emmerich. A concludere il personale poker dell'articolo troviamo invece due titoli quali l'apprezzato horror / thriller Man in the Dark e la commedia criminale, basata su una storia vera, Trafficanti, delirante discesa nell'inferno criminale degli affaristi di guerra.

I Magnifici 7

Difficile replicare la magia del classico immortale di John Sturges con protagonisti, tra gli altri, Yul Brynner, Steve McQueen, Eli Wallach e Charles Bronson: con I Magnifici 7 l'esperto regista Antoine Fuqua ha aggiornato infatti il Mito al nuovo millennio, cercando al contempo di seguire le linee guida dell'originale. Originale la cui alchimia era comunque quasi impossibile da replicare nel cinema odierno, ma la sfida è stata affrontata con un certo coraggio dal cineasta e dal variegato gruppo di interpreti, figlio della politica cosmopolita imperante oggi ad Hollywood. Nel gruppo di personaggi troviamo infatti un afroamericano (Denzel Washington), tre bianchi (Ethan Hawke, Chris Pratt e Vincent D'Onofrio), un orientale (la star coreana Lee Byung-Hun), un messicano e un indiano. Tolta questa marcata varietà etnica la sceneggiatura segue le linee cardine del capostipite, mettendo i nostri come strenui difensori dell'oppressa cittadina di Rose Creek, minacciata dalle mire del crudele industriale Bartholomew Bogue. Un film che nelle intenzioni del regista guarda non solo a Sturges ma anche ad Akira Kurosawa (e al suo capolavoro I sette samurai, fonte d'ispirazione suprema già del titolo anni '60), riuscendo con una certa energia (supportata dalle tecnologie contemporanee) ad infondere la giusta dose di epica azione alla missione dei coraggiosi pistoleri. Da segnalare l'esclusiva Collector's Edition (Blu-ray) del film: si tratta di un cofanetto dal design che riproduce le casse di legno tipiche dei film western e contenente, oltre al Blu-ray del film, anche una fiaschetta per il whisky (la stessa che ne I Magnifici 7 utilizza Ethan Hawke), la stella da sceriffo e la colonna sonora della pellicola con Denzel Washington e Chris Pratt. Ricchi i contenuti speciali: dalla "Modalità vendetta", opzione che consente la visione del film con il commento di regista e cast, al focus su "Bogue la canaglia" passando per le scene eliminate.

Trafficanti

David Packouz e Efraim Diveroli, due ragazzi / uomini qualunque, ottengono un contratto governativo per fornire le armi alle truppe statunitensi in Iraq. Quando ottengono un accordo, del valore di 300 milioni di dollari, al fine di consegnare equipaggiamenti alle milizie afghane, i due si trovano però invischiati in giri sempre più paradossali e pericolosi. Utilizza la carta della commedia, e non poteva essere diversamente visto il suo passato da Una notte da leoni, il regista Todd Phillips per portare su grande schermo la vera storia di questa improbabile coppia di individui scaraventata, più per caso che per altro, in un gioco più grande di loro. Esplosioni in serie, sparatorie e un'azione avventurosa figlia del nuovo millennio caratterizzano le tre ore di visione di Trafficanti che, pur accennando a tematiche più alte, altro non è che una commedia degli eccessi roboante quanto basta per conquistare un certo tipo di pubblico, pur evitando volgarità e gratuitismi di sorta. Oltre all'esaltante colonna sonora, le qualità maggiori di un film così piacevolmente medio sono da ricercare nelle buone interpretazioni dei protagonisti, il Miles Terrer di Whiplash e lo spesso incontenibile Jonah Hill.

Man in the dark

Aveva scioccato i puristi e impressionato il grande pubblico nel 2013 con l'estremo remake di un cult assoluto quale La casa, titolo che ne ha comunque lanciato il nome nel florido mercato horror hollywoodiano. Man in the Dark, opera seconda dell'uruguaiano Fede Alvarez, ne conferma il talento fuori al comune, consegnando ai posteri un thriller dalle venature horror di grande atmosfera e originalità. Originalità dovuta non tanto al fatto che la potenziale vittima si trasformi in predatore, bensì inerente alla questione che questi sia un uomo privo della vista. Occasione più unica che rara, avranno pensato, i giovani ladruncoli intenzionati a sottrargli una grossa somma di denaro, ignari però che il cieco è in realtà un reduce di guerra molto più agguerrito del previsto. Proprio il buio è un fattore determinante dei novanta minuti di visione, dato che diventa elemento che fa passare i favoriti in una condizione di estremo svantaggio e dà il via ad una serrata evoluzione degli eventi, sempre giocata su situazioni diverse ed originali. Un thriller di puro terrore che delinea buone caratterizzazioni dei personaggi e con un "villain" d'eccezione interpretato da un magistrale ed inquietante Stephen Lang.

Independence Day: Rigenerazione

Manca Will Smith ma ritornano Jeff Goldblum e Bill Pullman, insieme ad altri interpreti secondari ma cardine del primo capitolo: ed è proprio nel cast di "vecchie glorie" che risiedono i meriti maggiori di Independence Day: Rigenerazione, forzato sequel diretto nuovamente da Roland Emmerich. Non è un caso che le sequenze migliori vivano proprio sull'effetto nostalgia e autocitazionista dell'originale, dato che le new entry e la sceneggiatura fanno acqua da tutte le parti. Se infatti il film del 1996, pur con tutte le sue imperfezioni, era l'esempio di come realizzare un blockbuster accattivante e spettacolare, questo seguito si affida troppo agli imperanti effetti speciali (buoni ma non ottimi, e sicuramente con un impatto minore sul grande pubblico rispetto al capostipite) dimenticandosi di imbastire una sceneggiatura degna di tal nome, con situazioni sbrigative e poco approfondite (epilogo in primis, che apre le porte ad un ulteriore episodio) e caratterizzazioni del novello gruppo di salvatori del mondo quasi approssimative. Non tutto è da buttare, come la parte finale che strizza piacevolmente l'occhio addirittura al filone kaiju-eiga, una manciata di sequenze visivamente affascinanti e il già citato ritorno del cast storico (con tanto di irresistibili sortite ironiche, soprattutto per bocca di Goldblum), ma era lecito aspettarsi molto di più.