Da Dragonheart a Spyro: la figura del drago tra cinema e videogiochi

Come è stata rielaborata la leggendaria figura del drago nella cultura pop? Scopriamone insieme alcune versioni, in un viaggio tra cinema e videogiochi.

Da Dragonheart a Spyro: la figura del drago tra cinema e videogiochi
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Fin dai tempi più remoti vi sono particolari creature fantastiche legate indissolubilmente a un immaginario a cavallo tra folklore, mito e leggenda, che sono riuscite a superare indenni lo scorrere del tempo adattandosi a un numero davvero elevato di contesti diversi, evolvendosi (o semplicemente mutando) a seconda della cultura d'origine.
Una tra le più note creature leggendarie di sempre, il drago, è stata spesso oggetto di racconti, romanzi, poemi epici e contenuti affini, arrivando anche ai giorni nostri per essere rielaborata nei modi più disparati, facendo la sua comparsa tra numerosi media, tra cui quello cinematografico e quello videoludico.
Qui di seguito analizzeremo la figura del drago all'interno della cultura pop, provando a fare un breve elenco di alcune delle sue rappresentazioni più famose, iconiche e riuscite.

Cuore di drago

Quando parliamo di questa maestosa e leggendaria creatura, molto spesso una tra le prime rappresentazioni in ambito cinematografico che ci può venire in mente è quella legata alla figura di Draco, il celebre coprotagonista del film Dragonheart diretto da Rob Cohen, le cui vicende si legano in maniera indissolubile al cacciatore Bowen interpretato da Dennis Quaid.
L'opera, dalla forte componente fantastica, intrattiene ancora oggi spettatori di tutte le età, soprattutto grazie a un finale profondo in grado di toccare le giuste corde emozionali, così da rimanere impresso per lungo tempo nella memoria.
Il drago presente nel film ha un charachter design abbastanza standard, vicino quindi a una rappresentazione classica della creatura, puntando però su una caratterizzazione introspettiva benevola e saggia (rispetto invece a una dimensione maggiormente aggressiva e pericolosa tipica dell'immaginario cavalleresco), portando di fatto Draco a traghettare sulla buona strada lo stesso Bowen.
Una rappresentazione fortemente ancorata all'epica cavalleresca è invece la forma mostruosa assunta da Malefica che, proprio nella sequenza finale de La bella addormentata nel bosco, offre agli spettatori la figura del drago nella sua forma più minacciosa e aggressiva.

Non solo animazione classica ma anche 3D, come testimoniato ad esempio da numerosi altri personaggi: Draghessa (comparsa in Shrek) e Sdentato, visto in Dragon Trainer, entrambi inseriti in opere pensate in primis per i più giovani ma fruibili anche dagli adulti.
Benevolo anche il Fortunadrago Fùcur presente ne La storia infinita, modellato in maniera originale anche dal punto di vista estetico (il cui muso ricorda quasi più quello di un cane che di un enorme rettile).
Il personaggio si rivela ancora una volta molto importante anche a livello di trama, riuscendo a dare un cospicuo aiuto al protagonista Atreiu per salvare il regno di Fantàsia.
L'immaginario fantastico/favolistico diviene così uno spunto per mettere in scena una storia fortemente ancorata all'archetipo del romanzo di formazione, in modo da rendere La storia infinita un prodotto capace di risultare sempre attuale anche a ormai quasi quarant'anni dalla propria uscita.
A seconda del tema trattato e del contesto, la figura del drago è stata così re-immaginata attraverso i più svariati vezzi stilistici, funzionando tanto se trattata come entità benefica capace di aiutare i protagonisti, quanto come minaccia a tratti insormontabile da dover affrontare.
Eragon, lo sfortunato film del 2006 diretto da Stefen Fangmeier, ha poi saputo portare in scena delle sequenze d'azione con protagonisti i draghi abbastanza convincenti, peccato però per le enormi lacune strutturali della pellicola, incapace di rendere giustizia alla saga letteraria di Christopher Paolini, che di fatto è stata da lì in poi abbandonata.

Seppur non sempre protagonisti, i draghi si sono ritagliati un piccolo spazio in varie scene ormai cult, basti pensare allo scontro tra Harry Potter e il drago ne Il calice di fuoco, in cui il giovane mago si ritrova ad affrontare l'Ungaro spinato in una delle prove del torneo Tremaghi.
Molto originale invece il modo con cui le creature leggendarie sono state trattate nel film del 2002 Il regno del fuoco, rendendole la causa principale della distruzione del mondo strizzando fortemente l'occhio verso il genere post-apocalittico.
Tra le apparizioni più recenti e impattanti a livello scenico impossibile poi non segnalare lo scaltro quanto pericolosissimo Smaug, caratterizzato molto bene anche a livello introspettivo, per via di un'indole superba in grado di trattare qualunque suo avversario con estrema superiorità e capace di dimostrarsi una temibile minaccia sotto praticamente qualunque punto di vista.

Draghetti e libellule

Ritornando invece a draghi dal carattere più solare e spensierato, se puntiamo lo sguardo verso il mondo videoludico impossibile non pensare a Spyro, l'iconico draghetto viola che insieme a Crash Bandicoot ha segnato l'era dei platform della prima Playstation, protagonista di numerosissimi titoli tra cui gli indimenticabili Spyro the Dragon, Spyro 2: Gateway to Glimmer e Spyro: Year of the Dragon.
La fortuna del primo capitolo, capace di puntare su un gameplay tanto semplice ma funzionale, è derivata anche dalla caratterizzazione del protagonista, un esile draghetto chiamato ad affrontare una missione in realtà molto più grande di lui, cioè quella di sconfiggere il tiranno Nasty Norc e liberare i suoi amici draghi dall'incantesimo che li ha imprigionati nel cristallo.
All'epoca il titolo, anche grazie a una grafica di tutto rispetto e a un level design accattivante capace di mettere alla prova persino i giocatori più incalliti, si è tramutato in una delle IP di punta di Insomniac Games, rendendo in breve Spyro uno dei personaggi più amati dell'ammiraglia Playstation.
Purtroppo però con il passaggio di testimone ad altri studi (in una maniera analoga a quanto avvenuto con l'illustre collega Crash Bandicoot) l'intera saga ha via via subito un lento declino per via di scelte di gameplay sbagliate e un redesign dello stesso protagonista che hanno portato il brand sotto una cattiva luce.

Fortunatamente però, grazie al remake Spyro: Reignited Trilogy, la saga è riuscita a tornare ai fasti di un tempo facendosi conoscere anche da un'altra generazione di videogiocatori, con i tre capitoli storici riproposti in una nuova, sfavillante, veste grafica.
La figura del drago, rivisitata ovviamente in mille modi anche in ambito videoludico (basti pensare al contesto fantasy e a giochi come Skyrim), è rimasta una costante fin da titoli più datati come ad esempio Dragon's Lair, passando anche per parentesi dal potenziale inespresso come il Lair uscito su Ps3.
Siamo poi arrivati a incarnazioni più recenti tra cui il Blue Dragon dell'illuminato Hironobu Sakaguchi o il Drago Antico presente in Dark Souls II, quest'ultimo capace di racchiudere in sé una dimensione epica e solenne, altra caratteristica che spesso queste creature fantastiche emanano con grande forza.
Chiudiamo questo speciale con la figura del compianto Thuban, uno dei protagonisti del titolo Scalebound (purtroppo mai venuto alla luce) che avrebbe sicuramente potuto regalare non poche sorprese anche per via della mente creativa dietro al progetto, il folle genio Hideki Kamiya.

In sostanza, da qualunque parte la si voglia guardare, la figura del drago rimane una delle più affascinanti di sempre in campo mitico/leggendario, nella speranza ovviamente che possa continuare ad accompagnarci in mondi nuovi e lontani ancora per molti anni, a cavallo tra classicismo e innovazione.

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