Da Ti ricordi di me? ad American History X: i cult di mercoledì 28 settembre

Cosa ci propone la serata di oggi, mercoledì 28 settembre? La prima tv Ti ricordi di me?, American History X e Commando.

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Panorama abbastanza variegato quello sul piccolo schermo di oggi, mercoledì 28 settembre. La serata televisiva ci propone infatti una prima visione tv tutta italiana e due cult del cinema americano, assai diversi per toni, contenuti e livelli qualitativi. Il cinema del Belpaese si prende addirittura il palcoscenico di RAI1 con Ti ricordi di me?, commedia romantica con protagonista Ambra Angiolini, in onda alle 21.15 sulle rete ammiraglia pubblica. Alla stessa ora su RETE4 ha inizio un grande classico di genere, con tutti i suoi pro e contro del caso, quale il Commando con assoluta star Arnold Schwarzenegger. La nostra personale Palma d'Oro della serata la riserviamo però ad American History X, opera scioccante e magnifica firmata nel 1998 da Tom Kaye e con un grande Edward Norton in onda alle 21 su IRIS.

American History X

Disamina secca ed inquietante sulla diffusione del neo-nazismo, American History X è un film che non fa sconti, permeato da una violenza fisica e morale dall'impatto a tratti devastante. La lenta discesi negli inferi etici del protagonista Derek, uscito di galera dopo aver scontato una pena per l'omicidio di due ladri di colore, si offre anche a disamina sociale più complessa della semplice critica al razzismo, con motivazioni che, comunque non giustificabili, trovano forza nelle diseguaglianze tra le classi più ricche e quelle più povere, facilmente consumabili da un'ideologia più o meno deviata. Tra bianco e nero e colore a caratterizzare i vari passaggi temporali le due ore di visione sono consumate da una rabbia cinematografica che magnetizza all'odore di una violenza sporca e assetata dalla quale non si intravede via d'uscita e a cui il tanto vociferato finale alternativo inizialmente pensato dal regista avrebbe donato ancora maggiore amarezza. L'epilogo fa comunque male a suo modo ma lascia intravedere un soffio di speranza, conclusione più politically correct di questo sonno della ragione che genera mostri.

Ti ricordi di me?

Lei bella maestra elementare che soffre di narcolessia, lui scrittore cleptomane: un amore forse particolare ma inizialmente come tanti altri, complicato però da un altro grave problema che affligge la donna, vittima di improvvise perdite di memoria. Il lieto fine trionferà? Rolando Ravello, già autore di Tutti contro tutti (2013), si rifà a commedie più o meno profonde del cinema americano recente come Se mi lasci ti cancello (2004) e 50 volte il primo bacio (2004) per ciò che concerne il leit-motiv narrativo, per realizzare un film patinato e piacevole quanto basta, capace di introdurre tematiche più serie senza eccedere in porzioni di melassa insostenibile, spesso maldestro simbolo del nostro cinema più commerciale. In Ti ricordi di me? non mancano certamente passaggi più emotivamente intensi, ma l'impressione generale è quella di assistere ad una favoletta contemporanea giocata tutta sull'istintiva semplicità della storia e dei due personaggi protagonisti, interpretati con il giusto feeling da Ambra Angiolini e Edoardo Leo, già insieme sul palco teatrale nella rappresentazione a cui si è ispirata questa trasposizione per il grande schermo.

Commando

Onesto mestierante di genere, Mark L. Lester non ci ha mai regalato perle indimenticabili e anche Commando non può certo definirsi un titolo memorabile. Però, vuoi per il carisma di Schwarzy, vuoi per quelle sane atmosfere ottantiane, il film è comunque a suo modo diventato un (s)cult di genere, amato proprio per le sue esagerazioni tipiche di quel determinato periodo cinematografico. Già la sceneggiatura non si prende volutamente sul serio, con il Nostro vittima di un ricatto da parte di un fantomatico dittatore centroamericano: se lui (ex colonnello pluridecorato) non ucciderà un noto politico, sua figlia morirà. Ovviamente tutto va come previsto, con l'eroe che riuscirà a vendicarsi dei cattivi e salvare la propria erede, nella più tipica e piacevole scontatezza del filone. Esplosioni, un'autoironia a tratti cercata e altrove involontaria, azione e uccisioni a go-go in un concentrato di puro e gratuito testosterone action, per un'operazione che è rimasta ben impressa nel cuore e nella mente del pubblico appassionato proprio per la sua aderenza ai canoni popolari figli della generazione rambesca.

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