Creed II, le ultime novità sul sequel con Sylvester Stallone e Michael B. Jordan

Curiosità e approfondimenti sul film sportivo più atteso del 2018, sempre dedicato ad Adonis Creed tra ritorni, cambiamenti ed eredità

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Tra la moltitudine di cinecomic in uscita in questo ricco 2018, che vedrà tra gli altri l'arrivo di Avengers: Infinity War e Deadpool 2 (ancora senza titolo ufficiale), a sbracciare prepotentemente nel cuore dei fan c'è però anche l'attesissimo Creed II. Il film è ovviamente il sequel dell'ottimo Creed - Nato per combattere di Ryan Coogler, che nel 2016 ci aveva fatto emozionare ed entusiasmare grazie al ritorno di Sylvester Stallone nei panni di Rocky, in quella che è stata forse una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Da non tralasciare poi la misurata e incredibile regia del talentuoso filmmaker di Oakland, che grazie al suo stile è riuscito a dare forma e personalità a un titolo sportivo che non si pensava potesse essere così grande. Adesso sono in procinto di iniziare le riprese del secondo capitolo, che vedrà sempre Michael B. Jordan nei guantoni di Adonis Creed. La produzione comincerà infatti il prossimo marzo, ma in questi ultimi giorni sono approdate online diverse curiosità sul progetto, che abbiamo voluto raccogliere nell'articolo odierno.


Pugili e figli

Sappiamo innanzitutto che a dirigere Creed II non ci sarà Coogler, che si sta godendo attualmente il successo al botteghino del suo Black Panther (704 milioni nel mondo). Data l'impronta del giovane e talentuoso regista, la sua assenza è per molti appassionati fonte di preoccupazione, specie poi per la sua innata capacità di raccontare la cultura afro-americana nelle sue mille sfaccettature, precisa e articolata, qualunque sia il film.

La sua carriera è però ancora agli inizi, avendo solo tre film all'attivo, quindi la decisione di non tornare alla regia di Creed è stata probabilmente funzionale alla sua sete di scoperta, alla voglia di sondare il terreno e focalizzare le sua capacità sulle tematiche che ha più a cuore, diversificando ma mantenendo intatto il desiderio di parlare di diritti civili degli afro-americani e di dipingere personalità forti appartenenti a minoranze etnico-culturali. La produzione del sequel ha così deciso di puntare tutto sul semi-sconosciuto Steven Caple Jr, noto solo per The Land. Sul collega, comunque, il regista di Fruitvale Station ha speso in queste ultime ore solo parole di stima, dichiarando: "Credo che per me fosse possibile tornare alla regia, ma vedere quel film è come guardare a mio padre: ci sono troppo legato. Sono troppo legato a tutte le persone coinvolte, a Stallone, a Tessa, a Michael. Voglio che vincano ed è fantastico che siano riusciti a trovare un regista incredibile come Steven Cape Jr, che è un ragazzo con il quale ho frequentato la scuola di cinema, per il quale nutro stima e affetto. Non vedo l'ora di vedere cosa farà con il film!". La storia di Creed II racconterà poi di eredità e tormento, portando sul ring Adonis, figlio di Apollo Creed, e il figlio di Ivan Drago, nei cui panni ritroveremo il grande Dolph Lundgren, convinto a tornare nell'iconico ruolo dallo stesso Sylvester Stallone. Se nel primo capitolo abbiamo quindi assistito all'ascesa di Adonis nel mondo dei pesi medi, intenzionato a vincere grazie alle proprie forze e non grazie al nome che porta, nel secondo film si esplorerà probabilmente la tematica della vendetta, morale o fisica che sia. Ricordiamo infatti che Drago fu il responsabile della morte di Apollo in Rocky IV, cosa impensabile da evitare dato che Adonis affronterà sul ring il figlio di Ivan, di cui non si conosce ancora il nome ma che sappiamo avrà il volto e i muscoli del pugile rumeno Florian "Big Nasty" Munteanu. Sul ring non si scontreranno solo due avversari agguerriti, ma anche due differenti concetti di pugilato e di vita, due visioni del mondo sicuramente agli antipodi.
Le rivalità dei padri ricadranno allora sui figli, in un film dove la preparazione atletica all'incontro sul ring avrà come sempre un ruolo centrale, e chissà quali allenamenti si inventerà il buon Rocky per scolpire il fisico e temprare lo spirito di Adonis. Chissà poi quanto spazio verrà dato a Drago e figlio, se di pari rilievo in stile Borg McEnroe, così da approfondire psicologia e volontà di ambo le parti, o se ridotto, da avversari quali poi sono. Una cosa è però certa: tra sangue e sudore, in quel quadrilatero delimitato da corde elastiche assisteremo anche alla scontro di due eredità sportive fra le più incredibili del mondo del cinema, e non vediamo l'ora di sentire il suono della campanella dare il via all'incontro.

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