Creed II: cosa ci aspetta al di là del ring, oltre la sfida Creed-Drago

Il primo, appassionante trailer di Creed II ha svelato quale sarà il motore degli eventi del film: il senso di responsabilità oltre il ring.

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Esistono, nella vita, degli obiettivi troppo grandi da raggiungere? Delle vette troppo alte da scalare? Il nuovo trailer di Creed II sembra ricordarci proprio di si, almeno ad ascoltare le parole caute e preoccupate di Sylvester Stallone, che torna a vestire i panni mitici di Rocky Balboa. Dopo gli attriti del primo film, Adonis Creed è diventato per lui quasi un figlio, una creatura da accudire e proteggere; non tanto perché il diretto discendente di Apollo Creed sia emotivamente fragile o non sia capace di badare a se stesso, più per la sua strabordante giovinezza e voglia di fare, di vincere, di trionfare a tutti i costi. È proprio il suo modo di fare che afferma esattamente il contrario di ciò che abbiamo detto in apertura: niente è impossibile se si ha la giusta determinazione.

Responsabilità

In poche parole abbiamo descritto quello che sarà, a vedere il primo trailer ufficiale, il motore degli eventi di Creed II: il conflitto "fra un padre e un figlio", un allenatore e un campione, il primo segnato dall'esperienza, il secondo spinto dai vortici della giovinezza - con tutta l'ingenuità e la presunzione che ne derivano. Sul tavolo, o meglio sul ring, c'è un nuovo incontro, una nuova sfida, che per forza di cose ci riporta con la mente all'epico finale di Rocky IV. All'epoca la scena era tutta di Rocky e di Ivan Drago, oggi Adonis Creed ha da combattere il figlio della furia sovietica, Viktor, una montagna di rabbia e muscoli che nel video promozionale intravediamo solo per brevi istanti. La questione però non è soltanto sportiva, vincere sul ring è solo la punta di un iceberg più complesso che ingloba determinazione, responsabilità, maturazione personale e senso di vendetta.

Oltre il ring

Durante un intenso dialogo fra Rocky e Adonis, si sottolinea come alcune persone vivano nel passato, come per loro non ci sia nulla al di là dell'orizzonte. Il nuovo rampollo di casa Creed ha invece un figlio, una famiglia a cui badare, elementi dal valore non calcolabile, motivo per cui bisogna salire sul ring con piedi di piombo - o non salire affatto.

Viktor Drago è invece un essere bestiale, un violento tornado che ha tutto da guadagnare e nulla da perdere, motivo per cui - indossati i guantoni - può spingersi anche oltre il lecito. Per Adonis potrebbero aprirsi non solo le porte di una cocente sconfitta sportiva, anche di un grave infortunio o addirittura della morte - nella più cupa delle ipotesi. Questo è ciò che traspare dai pensieri di Rocky, nulla però sembra fermare il ragazzo, dobbiamo soltanto scoprire con quale spirito e convinzione salirà gli ultimi scalini al di fuori del ring. Bisogna dunque attendere il prossimo 29 novembre per vedere al cinema l'ultima fatica di Steven Caple Jr, che ha sostituito alla regia Ryan Coogler, ormai inghiottito dall'universo Marvel.

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